Roma. Con uno scarno comunicato la Giunta per le elezioni del Senato “ha approvato a maggioranza la proposta del relatore, senatore Paroli, di procedere alla convalida dell’elezione del senatore Daniele Manca, non prendendo in considerazione l’esposto presentato dal candidato Ernesto Carbone”.

Dopo tre anni e mezzo Daniele Manca, ex sindaco di Imola, vede avvicinarsi la sua conferma a Senatore mentre Ernesto Carbone viene definitivamente escluso. Dopo numerose sedute, interrotte per la valutazione della posizione di Matteo Salvini, la Giunta per le elezioni ha finalmente deciso sulla sua ineleggibilità stabilita da una legge – in vigore – del 1957.

E’ stata la Giunta in seduta plenaria ad emettere la decisione. Non sono mancate però posizioni critiche dei senatori nei confronti della proposta del relatore Paroli.

Il senatore BONIFAZI (IV-PSI), ha dichiarato che “pur comprendendo le ragioni per una revisione in prospettiva della disposizione elettorale, al centro della controversia in esame, risalente al 1957, anche per aggiornarla alle norme che ora prevedono l’elezione diretta dei sindaci, reputa tuttavia che la Giunta è tenuta ad applicare rigorosamente tale disposizione, senza quindi poter esercitare un ruolo surrettiziamente legislativo. Pertanto la propria parte politica voterà in senso contrario alla proposta del relatore.

Della stessa opinione il senatore DE FALCO (Misto) evidenzia che “l’articolo 7, comma 1, lettera c), del D.P.R. N. 361 del 1957 è pienamente vigente e deve essere applicato, nonostante la disposizione risulti risalente. D’altro canto, l’eccezione della tardività nella trasmissione dell’esposto non appare pertinente, anche in relazione all’esercizio dei poteri d’ufficio che la Giunta può attivare, come del resto ha effettuato in questa circostanza. Per tali ragioni esprime il proprio voto contrario sulla proposta del relatore”.

Di opinione contraria la senatrice EVANGELISTA (M5S) “reputa che la disposizione elettorale in questione sia certamente in vigore, sebbene vada attentamente valutata la sua ratio in merito alla fattispecie concreta che si sta dibattendo. In tale ottica, non si può sostenere che la correttezza della competizione elettorale sia venuta meno o sia stata distorta: il senatore Manca infatti ricopriva la carica di sindaco in un comune ricadente in un collegio plurinominale particolarmente esteso. Oltre a tali aspetti, va poi considerato in modo pregiudiziale l’impedimento rappresentato dalla tardività dell’esposto pervenuto alla Giunta. Le ragioni esposte inducono pertanto la propria parte politica a votare favorevolmente sulla proposta del relatore”.

Anche la senatrice ROSSOMANDO (PD), “nel dichiarare il proprio voto favorevole sulla proposta del relatore, richiama l’attenzione sulla memoria difensiva presentata dal senatore Manca e sottoscritta dal professor Luciani nella quale si evocano alcuni principi costituzionali meritevoli di attenzione. In particolare l’ineleggibilità rappresenta una eccezionale compressione del diritto di elettorato passivo che può essere riconosciuta solo se non vi siano beni di rango altrettanto elevato che afferiscono a materia di pubblico interesse”.

Al PRESIDENTE, Maurizio Gasparri non rimane che “previa verifica del prescritto numero legale, porre ai voti la proposta di convalidare l’elezione del senatore Daniele Manca, non prendendo in considerazione quindi l’esposto presentato dal candidato Ernesto Carbone che la Giunta, a maggioranza, approva.

Ma è nei dettagli che si nasconde il diavolo. Al senatore Manca rimane uno scoglio da superare. E’ ancora il senatore Gasparri a metterlo a verbale, ricordando che, “come già avvenuto per alcune regioni, sarà possibile procedere definitivamente alla convalida dell’elezione del senatore Manca, insieme a quella degli altri senatori eletti nei collegi plurinominali dell’Emilia Romagna, solo dopo il completamento della verifica dei risultati elettorali di tutte le regioni”.

(Verner Moreno)