Imola. Lo scorso 19 novembre si è riunita l’Assemblea dei soci per la presentazione del bilancio di settembre 2021 e previsione di fine anno; la Cefla come è noto, è una cooperativa multibusiness che opera su mercati totalmente differenti: l’impiantistica nell’area civile e nell’energia, la nobilitazione delle superfici, il medicale, ed il lighting.

“Nonostante le nostre Business Units si differenziano per prodotti, servizi, logiche commerciali e distribuzione geografica, complessivamente abbiamo goduto della riresa economica globale dei primi mesi dell’anno e quindi a livello di fatturato consolidiamo a settembre 2021 un +10% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, con una previsione a finire del + 6,5% rispetto al bilancio 2020 – afferma il vicepresidente Claudio Fedrigo -. Tali percentuali incrementative già eccezionali sono più che raddoppiate se il confronto viene fatto con i dati di budget 2021; la motivazione è da ricondursi ai ragionamenti correttamente prudenziali che guidarono la stesura del budget di inizio anno e che si fondavano sulle criticità economico/sociali già palesate a fine 2020, ossia: una situazione pandemica ancora lontana dall’essere debellata; un incremento importante del costo delle materie prime guidato da fenomeni speculativi (esempio la componentistica elettronica proveniente dalla Cina); una conclamata debolezza della logistica mondiale che iniziava, attraverso ritardi nell’import/export, a bloccare le produzioni di molte aziende.
L’inaspettata ripresa economica dei primi sei mesi del 2021 unita ad una gestione oculata dei costi avviata nel 2020, la continua ricerca di efficientamento sia nei processi produttivi che in quelli gestionali ed il contenimento delle spese commerciali imposti dalla pandemia (riduzione di viaggi, trasferte, fiere, ecc.), ha permesso al CDA ed al Gruppo Manageriale di presentare un bilancio di settembre 2021 ed una previsione al 31/12/2021 migliorativo non solo nel fatturato come raccontato ma anche nelle voci di redditività.”

Ci può dare un aggiornamento sulla new co con Irs (Gruppo Itab)?
“Le informazioni che abbiamo sono quelle di una situazione buona. Il carico di lavoro è elevato. Fare parte del gruppo internazionale Itab, leader del mercato Retail, consente opportunità commerciali, portafoglio ordini ed economie di scala, non paragonabili a quelle conseguibili come ex Bu Shopfitting del gruppo Cefla. D’altro canto queste furono le ragioni strategiche – oltre al fatto di voler garantire continuità di lavoro per i dipendenti e mantenimento dell’attività a Imola – che ci spinsero a cercare una relazione con l’azienda svedese. Attualmente 17 soci Cefla sono distaccati presso Irs; questo per permettere alla New.co di acquisire piena padronanza dell’ex Shopfitting (in particolare del reparto produttivo) e contemporaneamente ricercare sul mercato le competenze necessarie per la loro sostituzione. Infatti, ad oggi, è previsto per i nostri colleghi distaccati, un rientro in Cefla scaglionato ma che non supererà la data del 31 dicembre 2022. Come tutte le aziende anche Irs sta soffrendo dell’incremento nei costi delle materie prime, in particolar modo dell’acciaio, ma grazie alla posizione di leader della capogruppo Itab, questa criticità è gestita con una differenziazione della rete dei fornitori, con adeguamenti rapidi dei listini di vendita e con altre politiche commerciali”.

Claudio Fedrigo, vicepresidente Cefla

In queste settimane il tema della sicurezza ha avuto grande spazio sui media, quale è il vostro impegno di sulla sicurezza e per la crescita di una cultura della sicurezza?
“Per una azienda le persone sono risorse ma sono soprattutto un valore che assume connotazioni fondanti per non dire statutarie nel caso delle cooperative. Guidati da questo principio, da sempre Cefla ha cercato di garantire, preservare ed implementare un welfare ed una sicurezza aziendale che fosse in grado di delineare un’azienda all’altezza della sua ragione sociale. Infatti, in aggiunta a quanto richiesto dalla legislazione, abbiamo subito aderito ad importanti tavoli tematici sia a livello nazionale che a livello territoriale.
A livello nazionale Cefla ha aderito al movimento Italia Loves Sicurezza ideato nel 2016 dalla Fondazione LHS. Un network di donne e uomini che credono nella necessità di rivoluzionare il modo in cui i temi della Salute e Sicurezza sono comunicati e vissuti, adottando canali di comunicazione basati sulla partecipazione, sul coinvolgimento, sull’emozione. In questi ultimi anni il movimento ha realizzato migliaia di eventi in tutto il paese coinvolgendo oltre un milione di persone.
Anche Cefla ha contribuito realizzando diversi eventi che superano il concetto delle tradizionali lezioni in aula e cercano un contatto emozionale con i lavoratori attraverso filmati ed attività esperienziali, allo scopo di creare una nuova cultura della sicurezza che diventi sempre più comportamento e non mera esecuzione di direttive aziendali e/o legislative.
A livello territoriale, con altre cooperative imolesi, abbiamo aderito all’Associazione Tavolo 81 Imola che promuove e diffonde la cultura della sicurezza sul lavoro nel territorio imolese attraverso seminari e convegni su diversi temi di attualità ed organizza interventi formativi presso le scuole medie superiori. Una realtà nata nel 1999 con un orientamento al solo comparto edile imolese per poi, a partire dal 2010, estendere il campo di intervento a tutti i comparti produttivi.
Il 16 novembre abbiamo ospitato, presso l’Auditorium Cefla, il primo dei 3 incontri organizzati dal Tavolo 81 con il patrocinio del Servizio sanitario regionale Asl Imola in occasione delle ‘Settimane della Sicurezza’. L’argomento trattato, ‘Indoor air quality’, è un tema che risulta ancora poco conosciuto, ossia la qualità dell’aria all’interno dei luoghi di lavoro e di vita, ma che l’emergenza pandemica attuale ha posto grande in evidenza”.

Ha avuto risultati positivi anche il vostro impegno per la vaccinazione…
“E’ giusto ricordare che Cefla, assieme alla cooperativa Sacmi, è stata promotrice e realizzatrice di un hub vaccinale presso l’Autodromo Dino Ferrari a disposizione della popolazione aziendale. E’ stato un momento impegnativo per le due cooperative ed importante per la salute dell’intera collettività e questo per varie ragioni. E’ stato uno dei primi hub aziendali in Italia, progettato e realizzato in un periodo nel quale non esisteva storicità sul tema e quindi non esistevano per le aziende delle pratiche consolidate sulle quali fare affidamento, ma soprattutto realizzato in un periodo nel quale i Dpcm cambiavano gli scenari da un giorno all’altro. In questo contesto Cefla e Sacmi sono riuscite, grazie alle sinergie messe in atto con il Comune di Imola e con il Sistema sanitario, a far nascere un’esperienza di successo, ovvero un hub che – terminate le vaccinazioni aziendali – oggi è gestito direttamente dall’Asl imolese per la somministrazione della terza dose “booster” del vaccino anti Covid 19. Mi sembra anche doveroso, come ringraziamento all’ente Hse della Cefla (dott. Marina Mazzeo ed ing. Serena Vianni), evidenziare che in azienda si cerca di implementare la cultura della sicurezza andando oltre a quelle che sono le disposizioni normative. Un esempio a mio avviso interessante è l’applicazione di una metodologia di formazione presa dalla filosofia Kaizen del miglioramento continuo”.

Di cosa si tratta?
“Parlo della Opl o ‘One point of lesson’ (Lezione in un punto), uno strumento visuale di formazione che viene predisposto ogni qualvolta si verifica un infortunio o un “quasi infortunio” – quello che nella dottrina della sicurezza si chiama ‘Near Miss’ – imputabile ad un comportamento sbagliato del lavoratore.  In pratica durante un incontro con i lavoratori che per mansione potrebbero trovarsi in situazioni analoghe, facciamo una breve descrizione di cosa è accaduto o poteva accadere e su come evitare il pericolo. Cosa a mio avviso importantissima, quanto è accaduto, diventa – per prassi aziendale – elemento di formazione per i nuovi assunti. Quindi un processo di formazione dinamico che cerca di creare una cultura della sicurezza e che mantiene viva l’attenzione dei lavoratori attraverso momenti di coinvolgimento che nascono da situazioni vissute nello specifico dai colleghi e nella propria azienda e non da attività raccontate a titolo di esempio su libri di testo e/o dispense. Consapevoli che il pericolo è sempre presente ma volenterosi di preservare il lavoratore come elemento valoriale della cooperativa.”

(a cura di m.z.)