Bologna. Non so a quante persone potrebbe venire in mente di acquistare una piccionaia, in collina, restaurarla e andare a passarvi weekend e vacanze con la famiglia: a lui sì. Secondo me però, questa bella iniziativa, in partenza, non era tanto rivolta alla famiglia, quanto a se stesso. Appassionato di natura e fotografia, aveva bisogno di un piede a terre, per riposarsi, cosa assolutamente necessaria ad un cacciatore di immagini a cui arriva, anche dopo ore di appostamento, nascosto nel bosco, per immortalare un piccolo passeraceo o un cervo con un palco imponente.

Cervo al guado

Rino Bina si chiama questo signore laureato in Scienze agrarie. Personaggio bolognese, simpatico, entra subito in sintonia con l’interlocutore e forse, avendo tempo a disposizione, potrebbe raccontare molte belle avventure naturalistiche, un uomo dalla saggezza antica, amante del creato, in tutte le sue forme.

Rino Bina

Il luogo dove è ubicata la piccionaia si trova a Giugnola paese collinare sopra Imola, fa parte del Comune di Castel del Rio, in zona emiliana-romagnola. E’ sempre bene precisare questo per chi ancora non lo sapesse, Giugnola è divisa tra la nostra regione e la Toscana. Un piccolo Borgo antico, con le case appollaiate in cima a ripide stradine.

Bina lei abita a Borgo Panigale una zona di Bologna abbastanza distante da Giugnola, ne deduco che quel piccolo paese deve piacerle molto?
“Non si sbaglia, infatti quella zona è frequentata dalla mia famiglia da oltre 40 anni, era la località del nostro ritrovarci ogni tanto in casa dei parenti e vicino a questa casa, si ergeva – per modo di dire – in quanto semidistrutta, la torretta colombaia, abbandonata da tempo, mi piangeva il cuore vederla andare in rovina. Ne ero innamorato, finché chiesi al proprietario di cedermela. L’avrei comprata e ristrutturata. E così feci. Ho lavorato tanto per questa piccola proprietà; nel corso degli anni vi ho aggiunto un po’ di terreno e adesso abbiamo un frutteto e il parco, per me è il coronamento di un piccolo sogno, anche se il lavoro non manca mai, la campagna è così o la si cura o la si perde, ma dopotutto è una soddisfazione”.

Che lavoro svolgeva prima della pensione?
“ Ho lavorato per moltissimi anni in qualità di responsabile di produzione presso una Azienda alimentare di Budrio (BO) dalla quale sono uscito prima della pensione, poi in qualche modo ho raggiunta l’età giusta ed eccomi qua”.

Qualche nota biografica dell’intervistato serve sempre, ora veniamo al dunque, all’intervista rivolta al cacciatore di immagini, altrimenti qualcuno potrebbe chiedersi: “Tutto questo cosa ha a che fare con le immagini?”
“Eh già. Tutto ha avuto inizio al momento della mia laurea. In quella occasione mi feci regalare dalla mia famiglia, una macchina fotografica, la gloriosa Olimpus OM2 e da lì iniziai ad usarla, facevo diapositive, così senza scuola, senza nessuno che mi insegnasse. All’epoca viaggiavo parecchio, per diporto e per lavoro e mi piaceva poi rivedere i luoghi che non conoscevo. Poi successe che mi rubarono la borsa con la macchina fotografica e fu per me l’occasione di abbandonare la fotografia.”

Airone rosso

Ma io ho visto delle belle foto recenti, quindi?
“Eeh, sì dopo 40 anni, la mia passione non si era esaurita, anzi mi mancava proprio poterla esercitare, però decisi che l’avrei riaffrontata con più consapevolezza e quindi ho fatto un corso apposito. Tecniche per me nuove, perché con la digitalizzazione, se non sai bene come fare, non concludi nulla. Le prime foto le ho fatte a mia figlia in partite di pallavolo. Poi finito il tifo sportivo, iniziai ad andare con un mio amico che già andava a caccia di immagini e continuavo intanto a diventare sempre un po’ più bravo nel fotografare gli animali. Soprattutto gli uccelli.
Però sono un inguaribile romantico, mi piace riprendere albe e tramonti, panorami eccellenti e in collina la natura si è sbizzarrisce anche dalle nostre parti. Mia moglie mi da del pazzo quando mi alzo la mattina prestissimo per andare a riprendere un’alba. Mi piace moltissimo e non posso trattenermi”.

Alba a Porto Garibaldi

Allora lei è un poeta che si esprime non con le parole ma con le fotografie! Nella fotografia lei imprime le emozioni, gli entusiasmi, proprio come farebbe un poeta con le parole.
“E’ vero condivido il suo pensiero, quando guardo una foto bella, venuta bene, la stampo e ogni volta provo emozione e soddisfazione. In pratica sono molto contento e credo che le cose che faccio pur essendo modeste, incidano sulla mia serenità”.

Notturno dalla torretta di Giugnola

E siamo arrivati alla sua prima mostra, a Giugnola.
“Non avevo mai esposto al pubblico le mie foto, tranne qualcuna sui social, ma quest’anno ho voluto metterne in mostra alcune, presso il Bar Stuzzicheria di Giugnola, e… vedere l’effetto che fa. Fino ai primi giorni di dicembre sono state visibili nella sala ristorante. Oltre alle mie foto, nella sala accanto, sono esposti anche i disegni a china dell’amico Mauro Conti, scrittore, poeta, cantautore, molto belli e apprezzabili. Ho ricevuto i complimenti della signora della Stuzzicheria, che ringrazio per avermi ospitato e riportato le congratulazioni dei clienti. Io sono già molto contento”.

Grazie Rino Bina. Mentre mi mostra alcune foto molto belle sul cellulare, ci salutiamo.

N.B. Rino Bina fa parte del gruppo fotografico “La Rocca” di Castenaso.

(Lina Cremonini)