Faenza. La mostra di Nedo Merendi “Piccoli ospiti” è ospitata dalla Bottega Bertaccini di Faenza e sarà visibile fino all’8 gennaio nei seguenti orari: 9-12.30 / 15.30-19.30. Chiuso il lunedì mattina. Si tratta di lavori su carta con matite colorate (2020-2021).

Un’opera di Nedo Merendi

Cosa hanno fatto gli scrittori durante i mesi del lockdown? Sicuramente hanno letto e hanno scritto molto. E cosa hanno fatto invece gli artisti, pittori scultori o ceramisti che sia? Anche loro hanno letto di sicuro ma hanno anche molto prodotto nei lunghi mesi della pandemia.

Anche il nostro Nedo Merendi non si è sottratto a questo rito quasi quotidiano, realizzando centinaia di disegni di piccolo formato, 15 centimetri per 18 a essere precisi, di cui verrà esposta una mirata selezione.

Sono quei “piccoli ospiti” che danno il titolo alla sua nuova mostra, in una sorta di continuità con le due precedenti esposizioni ospitate alla Bottega Bertaccini, nel 2012 (“Piccole nature domestiche”) e nel 2017 (” I rossi i blu“).

Questi piccoli ospiti sono venuti a visitare l’artista nel suo isolamento da Covid che ci ha costretti – tutti – a mesi e mesi di rinunce, al cinema al teatro alle mostre ai viaggi al lavoro.

I personaggi fermati su carta da Merendi con le sue matite colorate possono essere soggetti fantastici e leggeri, possono essere inquietanti e appaganti, stralunati e ironici, e nelle loro infinite varianti ci riportano ad alcune sue vecchie decorazioni su maiolica ormai abbandonate da tempo.

Sono piccoli disegni, nati un po’ per gioco e un po’ per necessità, col bisogno di distrarsi e stare meglio, per sentirsi meno soli e abbandonati. E allora non sono poi così tanto “piccoli”.

Nedo Merendi è nato a Faenza nel 1957. Si diploma nel 1976 all’Istituto Statale d’Arte per la Ceramica sotto la guida di Carlo Zauli, Augusto Betti, Alfonso Leoni e Gianna Boschi. E’ quest’ultima soprattutto che influirà sulla sua successiva attività artistica. Nel 1980 si diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Ravenna con il pittore Umberto Folli.
Dal 1982 inizia a esporre con il gruppo sostenuto da Franco Solmi e Marilena Pasquali della “Nuova Ceramica”.
Presso la bottega d’arte Vignoli realizza piccole serie di oggetti unici in maiolica decorati con esiti allora insoliti di preziosità ed eleganza, in reazione al diffuso clima post-informale che governava l’ambiente faentino di quegli anni.
Seguono mostre internazionali, come quella curata dall’Istituto Italiano di Cultura di Tokio, e le personali al Palazzo Ducale di Urbania (1995) e al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza (2004).
Negli ultimi anni la pittura è di nuovo al centro del suo lavoro. E’ stato invitato alla mostra “Arte dal vero” sulla pittura figurativa della Romagna nel ‘900 ai Musei di S. Domenico di Imola, curata da Franco Bertoni nel 2014.
Attualmente insegna Educazione Artistica alla scuola media Strocchi.