Sembra un vero e proprio dilagare. Non esiste quasi testata di giornale quotidiano, settimanale, rotocalco o emittente televisiva che non si interroghi circa le intenzioni di Renzi, i suoi giri ondivaghi di politica, le sue intenzioni e ambizioni. Per non parlare dei suoi apparentamenti nelle varie occasioni di scelte o votazioni alla Camera. Forse ha proprio ragione lui (ho avuto modo di ascoltarlo in diretta televisiva durante la sua presenza in un’importante trasmissione su LA7) quando afferma che con il suo misero 2% (stime da sondaggio) è riuscito a determinare scelte molto importanti. Insistenti poi le voci secondo le quali il suo orientamento parlamentare sarebbe, al momento, orientato verso una linea moderata che non disdegna, almeno in specifiche occasioni, l’apparentamento con idee condivise dalla destra.

Matteo Renzi

Va da sé che il mandato parlamentare (dalla Costituzione) non vincola l’eletto, lasciandolo completamente libero nelle sue scelte di volta in volta, quindi nulla da eccepire. Ovviamente comportamenti così “disinvolti”, sollevano commenti dagli altri partiti a volte di sorpresa, altre di biasimo o ancora di sdegno.

Anche dentro lo stesso Pd gli strascichi di tale vicenda vengono vissuti con alternanza di stupore, disdegno fino alla critica aperta. C’è poi da osservare che in occasione di ogni tornata elettorale la disputa diviene accesa o comunque mai sopita. Sul nostro giornale, non potevamo essere da meno, in diverse occasioni la vicenda Renzi è comparsa nei titoli o nei pezzi firmati di volta in volta da facenti parte della redazione o da collaboratori.

Comunque sia, mi sembra venga a mancare l’idea o la volontà di mordere il nocciolo della questione che, a mio modesto avviso, si localizza in una domanda molto semplice, quasi lapalissiana, ma che dovrebbe nascere spontanea considerato il passato e il presente dell’esponente politico. Forse, e scrivo forse, nella risposta alla semplice domanda risiede la ragione per la quale il Pd non riesce a raggiungere percentuali di assenso politico maggiori, o perché anche nei congressi di partito viene a mancare la partecipazione persino degli iscritti o ancora, ed è forse il caso più grave, perché il fenomeno dell’astensione abbia raggiunto livelli tanto preoccupanti (e sicuramente tra gli astenuti una buona fetta racchiude elettori di centro sinistra).

Come è stato possibile che un personaggio come Renzi sia potuto diventare segretario nazionale del Partito Democratico?”. “In virtù di quale linea politica, o scelta un simile “ondivago” ha assunto la guida del maggior partito della sinistra Italiana?” e ancora: “Il ripetersi di una tale situazione è tutt’ora possibile?”

Leggendo qua e là, apprendo che alle redazioni dei giornali, alle rubriche di lettere o nelle sedi dei talk show arrivano a centinaia, a migliaia lettere di cittadini che minacciano di restituire il passaporto se Berlusconi dovesse diventare Presidente della Repubblica: sono due aspetti molto diversi, sia per orientamento politico che per tipologia, ma sono manifestazioni di persone che ancora credono che la politica possa essere una cosa seria. O no?

(Mauro Magnani)