In prossimità delle festività, per la rubrica letteraria “Lo scaffale della domenica”, a cura di Andrea Pagani, abbiamo pensato in questo mese di accompagnare il lettore con libri sul Natale: libri, cioè, che raccontano in modo originale, a volte tenero e festoso, altre volte stravagante e bizzarro, questa magica festività. E come sempre anche nella versione inglese! Buona lettura!

Andrea Pagani

Quando Cesare Pavese, acuto saggista ed esperto di cultura americana, oltre che sofisticato narratore, delineò per la prima volta in Italia i caratteri fondamentali del Sud letterario statunitense, che fin dall’Ottocento si alimenta si tradizioni autoctone intrise dell’aura e del colore del mito, scrisse: «Il mito è ciò che accade/riaccade infinite volte nel mondo sublunare, eppure è unico, fuori dal tempo, così come una festa ricorrente si svolge ogni volta come se fosse la prima, in un tempo che è il tempo della festa, del non temporale, del mito».

Ebbene, a leggere il racconto del 1956 Un ricordo di Natale di Truman Capote, si riconosce l’esattezza calzante delle osservazioni di Pavese, che, non a caso, aveva impostato l’intera sua poetica sulla questione del mito: una sorta di sospensione del tempo.

La storia, inserita in una proposta editoriale di due racconti, recentemente uscita per Garzanti, dal titolo Un Natale (traduzioni di Bruno Tasso e Ettore Capriolo), gioca sull’atmosfera incantata e magica che prepara il Natale, vissuta attraverso lo sguardo di un bambino, il piccolo Buddy.

L’arrivo del Natale innesca nella vita di Buddy, e di una sua anziana cugina Sook, un momento di autentica fiaba, congelato, al di fuori del tempo, tutto fondato sulla preparazione delle saporite frittelle (condite con qualche goccia di whisky), che i due protagonisti spediscono addirittura al presidente degli Stati Uniti, nella certezza ch’egli le gusterà e le apprezzerà. Non a caso, la vicenda si svolge nel Sud degli Stati Uniti, prezioso terreno di conservazione della tradizione: un’economia strettamente agricola che per definizione vive nel passato. Il Sud è il terreno più adatto al mondo incantato, alla sospensione silenziosa che è tipica della favola. Così, nel microcosmo dell’esperienza di Buddy il Natale acquisisce una veste mitica, proprio perché equivale ad un arresto della quotidianità, al catapultarsi in una dimensione quasi metafisica, fatta di sogni, fantasticherie, chimere. Il tutto colorato di un’irresistibile vena ironica: quell’ironia garbata, e anche un po’ innocente, tipica dei fanciulli.

È un Truman Capote sorprendente, questo dei racconti di Natale, soprattutto per chi lo conosce per i suoi libri più noti, come il “romanzo verità”, A sangue freddo, crudo e aspro reportage giornalistico dell’omicidio di una famiglia di agricoltori del Kansas. Al contrario, l’originalità delicata di queste storie natalizie consiste nell’abilità del registro stilistico. Grazie alla semplicità del lessico e della sintassi, che emula per l’appunto il candore di Bunny, l’autore riesce a convincere anche il lettore: a fargli esplorare e vivere il favoloso legame che unisce i due protagonisti, così teneramente affezionati, e allo stesso tempo a fargli credere nel mito di un’età e di una festa dove ogni cosa diventa possibile.

(Andrea Pagani)

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A magical suspension of time

Two autobiographical short stories by Truman Capote: A Christmas Memory (1956) and One Christmas (1982). Their author is mostly known for his non-fiction novel In Cold Blood (1966).

The main characteristics of American literature were first outlined in Italy by the essayist Cesare Pavese. “Myth, he wrote, is what happens over and over in the sublunar world, and, simultaneously, it is unique, outside time, like a celebration that takes place repeatedly, as if it were always the first time, with a rhythm that belongs to the celebration, to the myth’. Myths and native traditions are the literary features Southern American literature has always fed on since the 19th century. And so did Truman Capote.

Pavese’s observations are clearly recognizable in A Christmas Memory. In the enchanting and magic atmosphere that the year’s most awaited celebration carries along, the events narrated are seen, as it often happens in the American literature, through the eyes of a little boy: Buddy. He and his old cousin Sook start living the upcoming festivity as if in a fairy tale. During the whole year they have been saving the money to buy the necessary ingredients, whiskey included, to prepare the savory flatbread. Slices will be delivered to friends and to the President himself. Will he like the mild taste of whiskey …? Traditions really matter in Southern States where a mainly rural economy was so connected with the past that an enchanted world was easier to keep alive.

Everyday life results suspended and it seems to acquire metaphysical connotations. Irresistible the childish ironic tone.

Capote surprises us. Famous worldwide for In Cold Blood, where he narrates the brutal killing of a family of farmers in Kansas, in this short story his simple style, that reverberates Buddy’s purity, persuades the readers. The writer makes them explore the extraordinary relationship between the two characters who are so deeply affectionate to each other. And, at the same time, Capote is able to make us believe that, at Christmas time, everything becomes possible.

(Traduzione di Maria Cristina Baldazzi)