Imola. Le vaccinazioni contro il Covid nel territorio imolese marciano a ritmo assai sostenuto anche se non riescono a fermare i molti contagi in rapporto percentuale ai test eseguiti.

Della situazione pandemica si è parlato al’inizio del consiglio comunale proprio il 16 dicembre. Il sindaco Marco Panieri ha sostenuto che  “i casi sono in calo moderatamente, soprattutto grazie alla maggior copertura vaccinale che sta arrivando al 92%, i ricoveri ordinari in ospedale sono un terzo del dicembre 2020. Comunque, forse a ridosso del Natale, faremo un’ordinanza per l’obbligo della mascherina all’aperto in centro storico e nei luoghi di assembramento. Partirà a breve anche la vaccinazione per i bambini dai 5 agli 11 anni con Pfizer e sarà utilizzato il padiglione 12 dell’ex Lolli. Ovvio che bisogna mantenere alta l’attenzione, abbiamo intensificato i controlli per verificare l’obbligo del green pass e alcune attività sono state sanzionate. Cercheremo di vivere un Natale in socialità, con la consapevolezza della pandemia”.

Ezio Roi, capogruppo del Movimento 5 stelle ha colto l’occasione per chiedere: “Visto che il sindaco parla dell’obbligo di uso delle mascherine nel periodo di Natale, sia meno generico e ci spieghi meglio cosa intende. Se si deve fare in tutti i luoghi pubblici per avere una maggiore sicurezza, è inutile aspettare la vigilia di Natale ed è meglio partire subito”.

Daniele Marchetti, capogruppo della Lega, ha affermato che “al di là della campagna vaccinale che avevamo chiesto fosse estesa fin dall’inizio, mi soffermo su altro aspetto legato alle scuole dove si è perso il controllo sui tracciamenti, abbiamo assistito a cambi repentini di rotta, ora gli studenti vanno tutti in dad appena c’è un caso positivo. Immagino che l’Ausl abbia problemi di organizzazione per il tracciamento, ma il sindaco non ne parla mai e quindi chiedo una maggior attenzione su tale tema”.

Gli ha replicato Sonia Manaresi per il Pd: “I dati nelle scuole ci dicono che i bambini più piccoli colpiti dal Covid sono molto numerosi, circa un terzo del totale, nella fascia di età fra i 5 e i 14 anni. Mi pare chiato che ciò avvenga perché dai 5 agli 11 anni non sono ancora vaccinati. Ora si sta ponendo maggiore attenzione, è già stato previsto un potenziamento del tracciamento nelle scuole. Bisogna ridurre le infezioni fra i  giovanissimi che poi si riflettono sui genitori. Lo scorso anno il numero dei morti e degli ospedalizzati era molto superiore perché non erano state vaccinate le persone. Ora anche la terza dose sta avendo un picco verso l’alto fra i nostri cittadini, soprattutto nelle fasce d’età più avanzate”.

Marinella Vella della Lista Cappello ha detto: “Sappiamo che c’è una certa diffidenza verso la vaccinazione dei giovanissimi nel nostro territorio, quindi è necessario il tracciamento, l’organico infermieristico dovrebbe essere maggiore e il sindaco deve far pressione sulla  Regione perché tolga il blocco delle assunzioni. Queste carenze nel personale sanitario sono ormai croniche”.

Maria Teresa Merli di Fratelli d’Italia ha espresso una serie di dubbi pur premettendo che “non ho conoscenze scientifiche sul vaccino, ma è chiaro che non immunizza, già molte persone che hanno fatto la terza dose si sono ammalate. Attenzione, sui bambini c’è un alto rischio di  miocarditi, comunque stiamo parlando di un vaccino sperimentale fino a dicembre 2023 e se contraggono il Covid i giovanissimi più di raffreddore non prendono”.

Filippo Samachini per Imola Coraggiosa ha risposto che “la Merli nega l’evidenza, non potevamo andare al ristorante un anno fa e ora ci andiamo così come ora ci sono meno casi e soprattutto meno terapie intensive e morti. Con il vaccino, ci sono meno possibilità che venga il Covid in maniera grave, i dati dicono chiaramente che i bambini sono un veicolo di contagio alto che si riflette sui genitori. Sappiamo che il tracciamento è molto difficile da fare, non c’è il blocco delle assunzioni, il problema è che di medici e infermieri nella sanità pubblica non se ne trovano abbastanza per le politiche sbagliate degli anni precedenti”.

Infine per Imola Corre Alan Manara ha chiarito: “Da genitore sono consapevole che adesso il tracciamento è più lento rispetto a qualche settimana fa perché attualmente i contagi fra i bambini sono di più e di conseguenza sono aumentate le quarantene nelle scuole, ma la situazione non è fuori controllo. Penso, ora che è possibile, che l grande maggioranza di noi genitori avrà la volontà di fare vaccinare i bambini fra i 5 e gli 11 anni”.

(m.m.)