“Ogni essere umano, nel corso della propria esistenza, può adottare due atteggiamenti: costruire o piantare. I costruttori possono passare anni impegnati nel loro compito, ma presto o tardi concludono quello che stavano facendo. Allora si fermano, e restano lì, limitati dalle loro stesse pareti. Quando la costruzione è finita, la vita perde di significato. Quelli che piantano soffrono con le tempeste e le stagioni, raramente riposano. Ma, al contrario di un edificio, un giardino non cessa mai di crescere. Esso richiede l’attenzione del giardiniere, ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere come in una grande avventura”. (Paulo Coelho, dal romanzo Brida).

Giardini di Boboli (foto da Wikipedia)

Il costruttore delinea un progetto, definito, di cui studia tutte le variabili. E si impegna così tanto nel comporre il progetto, che resta chiuso dentro la sua definizione senza avere la capacità di adattarsi all’imprevisto. Persegue un obiettivo e si dilunga per anni nei suoi compiti, stando ben attento nel portare avanti il suo progetto. Ma arriva il giorno in cui termina la sua opera ed egli si ritrova in uno spazio definito dalle mura che ha eretto, restando come prigioniero della sua stessa opera. Il costruttore lavora al suo progetto, ma non appena si avvicina alla conclusione, pur intravedendo l’inizio di un nuovo lavoro, resta come legato al “fine cantiere” della sua costruzione.

Il giardiniere invece vive nel presente ed il suo progetto è realizzare la vita. Compiendo salite e discese, soffrendo per le intemperie e affrontando le diverse stagioni, e per tutte le interruzioni del suo cammino dovute alla imprevedibilità delle giornate. Ma al contrario di un edificio, il giardino non smette mai di crescere. Esso richiede attenzione continua: il giardiniere sa di non avere il controllo assoluto del giardino, ma sa che i frutti che saranno generati dipenderanno dall’attenzione che metterà nella cura, ma anche dalla duttilità con cui accetterà lo scorrere imprevedibile delle stagioni. Il giardiniere, per realizzare il suo progetto, deve essere pronto a seguirne i passaggi: dal freddo al caldo, dalle bufere al sole cocente. Il cambiamento necessita di pazienti giardinieri, che si pongano nei confronti della vita con l’atteggiamento di chi semina e sa che dovrà prendersi cura della crescita della sua opera ed affrontare il mutare delle stagioni.

Lo scorrere degli eventi si intreccia con l’avventura della vita, nel realizzare l’incontro con l’altro, nel sentirsi responsabilmente creatori e non semplici spettatori, nel piantare i semi del vivere insieme: guardando i volti dei propri compagni di cammino con il desiderio di ritrovarli sempre pieni di passione, anche cinquanta anni dopo!

(Tiziano Conti)