Lo sciopero generale del 16 dicembre proclamato da Cgil e Uil ha fatto registrare alte adesioni, secondo i dati delle due organizzazioni sindacali, in molte aziende ed in importanti settori è stato superiore all’80%, da nord a sud tante lavoratrici e tanti lavoratori hanno incrociato le braccia, tanti quelli che hanno riempito le piazze in cui si sono tenute le manifestazioni a Roma, Milano Palermo, Cagliari e Bari.

Sicuramente lo sciopero ha avuto maggiori adesioni e ha creato più problemi di quanto ne dicano Confindustria e diversi esponenti del centrodestra, chi venerdì il giorno dopo lo sciopero ha acquistato Il Sole 24 Ore il giornale degli industriali ha potuto vedere il seguente avviso ai lettori “Oggi Il Sole 24 Ore è a fogliazione ridotta a causa dello sciopero nazionale indetto da Cgil e Uil” e pure io che sono andato in treno a Roma sfruttando le fasce protette dei trasporti durante gli scioperi, tra un treno soppresso e l’altro, sono rientrato in Romagna con quattro ore di ritardo sull’orario previsto, ecco che viene subito da pensare che se lo sciopero ha inciso sulla stampa dei giornali e sui trasporti significa che forse nell’industria ad esempio è stato sicuramente un successo.

Fisco, pensioni, politiche industriali, contrasto alle delocalizzazioni e alla precarietà, sanità, non autosufficienza e scuola sono i punti critici della Legge di Bilancio, che erano al centro della protesta sindacale, sotto accusa di Cgil e Uil appunto la struttura della manovra che per le due confederazioni non redistribuisce ricchezza, non riduce le disuguaglianze e non genera uno sviluppo equilibrato strutturale, non riduce la precarietà e non combatte a sufficienza l’evasione e l’elusione fiscale considerate queste ultime vere “piaghe sociali”.

La Legge di Bilancio e i provvedimenti messi in campo dal Governo “Non danno risposte sufficienti, vogliamo dei cambiamenti concreti per le lavoratrici e i lavori, le pensionate e i pensionati e per rafforzare la coesione sociale e territoriale” ha tuonato Maurizio Landini leader della Cgil dal palco in una Piazza del Popolo a Roma gremita all’inverosimile di scioperanti e manifestanti, nella stessa piazza poco prima Pierpaolo Bombardieri leader della Uil ha affermato “Il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi ieri ha detto che era triste per lo sciopero, noi diciamo che disoccupati e lavoratori delocalizzati sono tristi tutti i giorni”.

Molto diverse le posizioni tra le forze politiche sul primo sciopero generale dal 2014, mentre Pd, Leu e 5S oltre, che grosso modo concordare su molti dei temi su cui verte la protesta dei sindacati chiedono con forza che il dialogo con il Governo vada ripreso e che al più presto si dia ascolto al malessere sociale che serpeggia nel paese, i partiti di centro destra Fi, Lega e FdI attaccano a testa bassa Cgil e Uil e lo sciopero generale da loro indetto come dannoso per l’economia e per la ripresa economica in corso, negativo per i lavoratori e per il paese.

In questi giorni la mobilitazione di Cgil e Uil ha fatto emergere la difficoltà della politica a confrontarsi con i temi che essa contiene, una maggioranza di Governo così vasta ha preferito trovare una soluzione mediata al proprio interno piuttosto che confrontarsi e trovare una mediazione con le forze sociali come ad esempio sul fisco e questo ha finito per determinare una lontananza tra i bisogni del paese reale e la politica e questo fa si che ormai un cittadino su due diserti le urne, ecco allora che  l’obbiettivo sempre più esplicito del sindacato è quello di incanalare il disagio sociale in un processo che ha l’obbiettivo di rafforzare la democrazia, ma per farlo serve rafforzare il lavoro e serve il diritto ad avere un lavoro dignitoso e non precario.

E sulla Cisl che non ha aderito allo sciopero e alla giornata di mobilitazione Cgil e Uil parlano di avere molto rispetto per la decisione della Cisl, in quanto non c’è un sindacato unico, ma ce ne sono tre con sensibilità e storie diverse, Cgil e Uil sono sicuri che lunedì 20 dicembre quando si andrà insieme alla Cisl davanti al Presidente del Consiglio per chiedere la modifica della Legge Fornero sulle pensioni, i tre sindacati avranno le stesse sensibilità.

(Edgardo Farolfi)