Ravenna. “Aveva paura di essere ammazzata”. E’ nella sostanza quello che hanno testimoniato, il 20 dicembre in Corte d’Assise a Ravenna, tante amiche di Ilenia Fabbri, la 46enne vittima di un femminicidio il 6 febbraio scorso nella sua casa di via Corbara a Faenza. Alla donna, che prima della morte lavorava da non molto tempo nella concessionaria Autosica della famiglia Montanari a Imola, è stata dedicata una panchina rossa su via Selice da parte del Comune di Imola su richiesta della famiglia Montanari.

Ma torniamo al processo. Ilenia temeva molto l’ex marito Claudio Nanni e di lui, diceva con le amiche, che l’avrebbe fatta ammazzare, non solo prevedeva pure come: “Lo farà fare da qualcuno e pagherà anche poco perché la mia vita vale così poco per lui”. La 46enne raccontava spesso che l’ex marito la umiliava con continue vessazioni. Ma soprattutto c’erano grosse questioni economiche in ballo: una causa di lavoro da 500mila euro che Ilenia aveva promosso contro l’ex marito per gli anni di attività nell’azienda di famiglia, l’officina di lui.

llenia Fabbri

Proprio l’ex marito Claudio Nanni 55enne meccanico di Faenza è accusato dalla Procura, sulla base delle investigazioni, di essere il mandante del delitto mentre il 53enne Pierluigi Barbieri è il sicario reo confesso.

Nel corso delle testimonianze delle amiche, è emerso pure che da circa due anni Ilenia Fabbri si era fidanzata con Stefano Tabanelli (parte civile al processo) e con lui si trovava molto bene tanto che i due avevano intenzione di sposarsi abbastanza presto.