L’incertezza regna sovrana sul “divertimentificio” di Natale e Capodanno perché sia nelle località di montagna come in quelle della riviera romagnola sindaci e amministratori navigano in direzione opposta, annullati i mercatini di Ortisei e Selva di Val Gardena mentre sono confermati quelli di Merano e Trento, stesso discorso per il Capodanno in piazza dove a Cattolica e Cesenatico saranno tutti “baci&abbracci” mentre Rimini e Ravenna sono per un probabilissimo no; al sud infine, Capri e Sorrento in testa, stanno vivendo queste settimane nel limbo d’attesa per poter aprire danze&assembramenti (controllati) dall’oggi al domani previa autorizzazione da parte delle autorità sanitarie locali.

D’altronde non ha sorriso nemmeno il turismo invernale “ospite fisso” del weekend dell’Immacolata perché un sostanziale calo delle presenze ha contraddetto le stime dei “guru” degli analisti del settore turistico agitando così ancor di più il sonno dei tour operator già in panico in vista dell’organizzazione degli eventi per le imminenti festività dove (come detto) l’incertezza la farà da padrona, dall’ancestrale bacio collettivo in Piazza San Marco a Venezia al concertone a Roma le amministrazioni navigano a vista soprattutto per come sarà possibile coniugare l’emergenza sanitaria all’ “utile e dilettevole” delle presenze di pubblico (con posti a sedere) per garantire un impossibile distanziamento.

Si spera comunque che le festività 2021 non saranno preda di restrizioni (soprattutto sociali) come quelle degli anni trascorsi anche se la quarta ondata Covid sta facendo strage di prenotazioni di cene aziendali, raduni con gli amici e apericene di palestre e circoli; problemi a cascata pure per la ristorazione tradizionale che paga dazio alla variante Omicron con disdette che nelle ultime settimane sono andate in doppia cifra percentuale.

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A render meno amaro il bilancio, come da cena di ricorrenza, il dessert ovvero il panettone che rimane il dolce per eccellenza del periodo a cui nessuna famiglia può resistere e che vede ai due estremi del budget familiare quello “industriale” da pochi euro posizionato già da mesi sugli scaffali della Gdo che è stato prodotto e confezionato a luglio in migliaia di pezzi, e quello “artigianale” da 50 euro al Kg -Special Edition- a tiratura limitata di 50-110 pezzi sfornato pochi giorni fa dal fornaio “gourmet” (semmai) del quartiere; nel mezzo l’infinita serie di tutti “gli altri”, piazzati per (simil) artigianali sono un universo di golosità dalle caratteristiche gustative più estreme e proposti con le strategie di marketing più bizzarre, da quelli pralinati alla nocciola e glassati al gianduia&mandarino a quelli frutti di bosco&cioccolato bianco, fino a quelli con cedro Diamante e cioccolato del Venezuela, prodotti non si sa bene da chi, confezionati non si sa bene dove, ma soprattutto non è dato di sapere da quanto tempo è che sono sigillati sotto nylon.

Da ciò il bicchiere “mezzo vuoto” che la variante Omicron ci ha concesso, che però fa da contraltare a quello “mezzo pieno” a ricordare lo stesso periodo dal 2019 (dove tutto era chiuso) con restrizioni anche sociali a privarci dell’opportunità di rallegrare anima e mente nei giorni di festa; sembra che quest’anno sarà almeno possibile godere di un po’ di relax, che però non dovremo sprecare solo a tavola o con il banalissimo shopping del periodo, ma anche in chiostri per presepi e rassegne museali per adulti e bambini, e per bancarelle ed il loro ventaglio di prodotti artigianali di olio, miele, tartufi, cioccolate, formaggi pregiati, ecc.

Viaggi e restrizioni Covid perciò con meno preoccupazioni rispetto agli anni scorsi, anche se come detto l’incertezza sarà una variabile indipendente, con la voglia di vedere nuovi posti o (ri) vedere i propri cari che ci deve comunque stimolare all’adempienza delle regole sulla mobilità stradale, aeroportuale, ferroviaria e di accesso alle strutture alberghiere, anche grazie alle “armi” di cui disponiamo come quella ad esempio del green pass “rafforzato” (vaccinazione o guarigione da Covid).

(Giuseppe Vassura)