Qualche giorno fa, sulle pagine del nostro giornale, Mauro Magnani scriveva “Ci risiamo e ci risaremo“. Mai, come in questo caso, ci saremmo volentieri sbagliati, avremmo accettato derisioni per errata previsione, avremmo sorriso volentieri alla frase “j’avrev fat mei a ste’ zett“. Parole costruite in altri tempi, ma sempre molto vicine a noi. E invece no, la gravità del contagio ci assedia da vicino e tutti, ma proprio tutti, attorno a noi si uniscono alla nostra infausta compagnia.

I numeri dei contagi sono molto vicini all’uno su dieci, campanelli di allarme provengono da ospedali e cliniche, le terapie intensiva si vanno colmando (non dimentichiamoci di quanti lavorano e si prodigano per la nostra salute, indefessamente tutti i giorni e sempre con un sorriso) e il numero di nostri connazionali, donne e uomini vicini a noi, deceduti quotidianamente vengono scanditi con dati che non avremmo mai voluto vedere e, purtroppo, rivedere. Purtroppo.

Nonostante le ulteriori limitazioni, questo periodo di fine anno sta esprimendo un bisogno naturale di comunità, una voglia di stare assieme, con famigliari e amici, nonostante i dubbi e le incertezze.
Ma la comunità vive e funziona se c’è responsabilità. E questa diffusione del virus è la conseguenza di molti comportamenti imprudenti. Non ci si può lamentare delle restrizioni se da soli non siamo in grado di autoregolarci, facendo nascere così l’esigenza di qualcuno che ci imponga le regole di comportamento.

Nello stesso tempo ci ritroviamo con una economia, che nel suo rilancio, si ritrova vittima dei suoi vecchi canoni, come se dal 2008 ad oggi nulla fosse accaduto. E si riproduce stancamente con le solite logore logiche che continuano a produrre danni dal punto di vista sociale, ambientale, climatico. Non possiamo dire che oggi non ci sia l’esigenza di cambiare, i segnali sono ormai sotto gli occhi di tutti, e che non ci siano le condizioni favorevoli. Quello che serve, e purtroppo sembra mancare, è la volontà di farlo.

Così, ad alcuni giorni dalla fine di questo 2021, ci si ritrova con alcuni auguri da rivelare in queste poche righe.

Foto di Jplenio da Pixabay

Un augurio che deve guidarci verso una linea di certezza nel comportamento, sicuri che si tratti dell’unica via possibile di salvezza: un augurio di responsabilità. Responsabilità verso noi stessi e verso tutti coloro che ci circondano. Proponiamoci come esempio per chi ci sta vicino e insegniamolo ai nostri ragazzi, ai nostri figli che saranno il mondo di domani: la responsabilità.

Un augurio di cambiamento, perchè diventi effettivo, nei fatti e non solo nelle parole. Chi ci guida deve assumersi la responsabilità di una visione sul domani, ma serve l’impegno di ciascuno perchè questa volontà, spesso scandita a parole, diventi effettiva nei fatti. Pretendiamolo perché in gioco c’è il futuro.

Dalla redazione, al completo, di Leggilanotizia, un augurio per un nuovo anno sereno e proficuo: proponiamoci seriamente di meritarlo e facciamo in modo che così sia.

Buon Anno!

(La redazione)