Bologna. Il 2021 che sta per terminare, sarà probabilmente e non solo, ricordato come un anno di illusioni e di buone promesse per il futuro. Come il 2020 e nonostante l’arrivo dell’agognato vaccino, la pandemia ha continuato ad influenzare pesantemente la vita di tutti.

L’illusione che con il vaccino tutto tornava come prima è fortemente ridimensionata in questi ultimi mesi con l’arrivo dell’inverno, di nuovo mascherine, nuova campagna di vaccinazione, e continuità di compresenza del virus.

L’impressione è che questa situazione accompagnerà anche il 2022 e quindi non bisogna calare la guardia sulla prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro e nelle attività quotidiane.

I temi della prevenzione e della sicurezza vanno affrontati nella Conferenza socio sanitaria Territoriale metropolitana, come abbiamo fatto all’inizio della pandemia, evitando risposte approssimative e non ponderate come è successo recentemente sul tema della scuola e dell’infanzia.

Come Organizzazioni sindacali unitariamente avevamo proposto la vaccinazione obbligatoria ma non siamo stati ascoltati, ora siamo alla terza vaccinazione con all’orizzonte forse una quarta.

Abbiamo la necessità di affrontare, sul territorio, con la contrattazione sociale i nuovi bisogni e ridurre le diseguaglianze e soprattutto rendere efficace la risposta del welfare locale verso coloro che sono in povertà o a rischio di entrarci, gestendo il tema della casa, degli affitti, delle rette scolastiche e della tenuta sociale.

Così, come occorre garantire il sistema pubblico sanitario dal consolidamento/aumento degli organici, superando la precarietà dei rapporti in essere anche per offrire una risposta capillare di intervento sul territorio.

Gli “angeli” baluardo di cura riconosciuto da tutti durante la fase pandemica ma poi, spesso, dimenticati nella garanzia occupazionale e di formazione, recuperando tutte le risorse necessarie a colmare anche i tagli finanziari del passato.

Eppure, il 2021 ha visto una ripresa anche importante in quasi tutti i settori con il ritorno in città dei turisti e la ripresa in tanti settori dalle costruzioni all’industria.

Tutto ciò, ha portato a valutare la ricerca di personale, non sempre assunto nel rispetto dei contratti evidenziando più in generale anche una carenza di manodopera specializzata riproponendo il tema strutturale della formazione continua e dell’andamento demografico con fasce di lavoro irregolari.

Una ripresa, come abbiamo denunciato nelle tante iniziative sindacali di categoria e con l’ultimo sciopero generale del 16 dicembre scorso che vede ancora prevalere un uso dei rapporti di lavoro attraverso contratti a tempo, atipici e precari, ben oltre l’80% delle assunzioni hanno questa caratteristica.

Siamo ritornati al solito mercato del lavoro, dove la precarietà la fa da padrona e quindi continuano le incertezze in prospettiva per migliaia di persone, donne e giovani.

Come Cgil pensiamo che il tema della precarietà debba caratterizzare le iniziative contrattuali del prossimo anno all’insegna del motto “buona occupazione e certezza di lavoro”.

Per questo sarà importante come si riuscirà a fare azione “a rete” tra i bisogni professionali del mercato privato e pubblico e la formazione necessaria sia per qualificare chi sta entrando nel mondo del lavoro e sia per chi ha perso il lavoro e deve riqualificarsi.

Il 2021 ci ha anche costretto a battaglie forti sulla tenuta occupazionale basti pensare ai casi Fiac e Saga di Gaggio Montano, come tanti altri, dove si è ripresentato un tema che va risolto a livello nazionale, dovuto al comportamento spesso irresponsabile delle multinazionali che arrivano sul territorio e poi se ne vanno senza dare garanzie e magari dopo aver usufruito di contributi e vantaggi determinati dalla collettività, da interventi di urbanizzazione, fino ai benefici fiscali e contributivi.

In altri termini, occorre una legislazione sulle  delocalizzazione e regole sui comportamenti dei soggetti che investono, con maggiori garanzie per la parte che lavora e crea ricchezza.

In questo senso auspichiamo una riforma degli ammortizzatori sociali che allarghi le garanzie di tenuto del posto di lavoro e del reddito in tutti i settori di lavoro, con la necessaria formazione per una politica attiva e non solo difensiva dei lavoratori, prendendo esempio dalle esperienze fatte sul campo come il progetto “Insieme per il Lavoro” che aiuta le persone fragili e dando efficacia ai contenuti del Patto per il Lavoro regionale e metropolitano.

Pensiamo ad un forte rilancio dell’iniziativa su tutti i tavoli della Città Metropolitana sia nella gestione delle eventuali casi di crisi e soprattutto nella valutazione dell’uso delle risorse locali ed europee, quindi sui tavoli della gestione dello sviluppo futuro.

In questo senso, come Cgil, abbiamo apprezzato l’impegno sulle tematiche del Lavoro, nei primi 100 giorni di governo del Sindaco Lepore, dal progetto sulla “logistica etica” e dell’impegno a partire dall’Interporto di Bologna con un intervento strutturato che porti a corrette relazioni sindacali, elimini le infiltrazioni illegali e consenta una rigorosa campagna per garantire il massimo della sicurezza e della salute di chi lavora nel rispetto delle leggi e dei contratti di lavoro.

Nel 2022 è imperativo ridurre gli infortuni sul lavoro e avviare una campagna generalizzata di sensibilizzazione e formazione adeguata a partire dal coinvolgimento dei delegati alla sicurezza, mettendo assieme le competenze e le forze ispettive per prevenire i rischi.

Il 2022 sarà probabilmente l’anno dell’avvio di grandi opere, da troppo tempo bloccate, che sono fondamentali per lo sviluppo futuro dell’area metropolitana.

Salutiamo positivamente il voto in Consiglio comunale sul varo del Passante autostradale, opera primaria per Bologna, così come il Tram elettrico e il Tecnopolo che porterà sul territorio, oltre che risorse economiche un importante contributo di “teste pensanti”, ricercatori, ingegneri, che con l’Università potranno conseguire importanti risultati utili non solo al territorio ma alla Regione e al Paese.

Per affrontare al meglio tutte queste sfide, mettendo al centro il lavoro e la salvaguardia del pianeta, sarà sempre più strategico il modello del confronto e delle relazioni che si svilupperanno a tutti i livelli, dando applicazione ai Patti locali e al recente Protocollo nazionale per la partecipazione e il confronto sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza,  soprattutto creando le condizioni di un confronto preventivo e anticipatorio delle scelte che poi si faranno nelle dovute sedi istituzionali, coinvolgendo tutti i soggetti che possono e debbono contribuire al miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita della nostra area metropolitana.

Questa è la vera sfida, Buon Anno di Lavoro.

(Maurizio Lunghi, segretario Cgil – Cdlm di Bologna)