Quando si dice che piove sul bagnato… I prezzi in forte aumento delle forniture energetiche (gas naturale ed elettricità) appesantiscono non solo il bilancio famigliare ma colpiscono duramente il ciclo produttivo, già in equilibrio instabile causa conseguenze della pandemia, che, prima ha costretto tutti ad uno stop assoluto, poi, quando sembrava di ri-iniziare a respirare un poco, ci si è trovati a dover fare i conti con la legge più vecchia dell’economia politica: la legge della domanda e dell’offerta.

Speculatori e soliti noti

Così, non solo i produttori di energia non hanno creduto ai propri occhi e alle proprie orecchie quando hanno visto la forte ripresa produttiva assetata di energia, ma, immancabile, orde di speculatori si sono affiancati di buon grado puntando verso il facile miraggio del lauto guadagno con poca spesa.

Le grandi menti (super pagate) che osservano e gestiscono la nostra fame di gas e di energia elettrica si sono fatte trovare impreparate di fronte allo scoppio della bolla (elementare quanto al prevedibile) e il povero Stato (che poi siamo noi) non ha trovato nulla di meglio da fare se non ascrivere sconti (vedremo quanti e se copiosi) a debito del già gravissimo disavanzo pubblico, mentre la ricchezza, tanto per cambiare, ha preso la direzione dei soliti noti.

E fin qui, nulla di nuovo, unicamente un riepilogo stringato ed insignificante dell’antica novella. Tuttavia, mentre cercavo di rintracciare dati e tracce per buttare giù due righe al proposito, mi sono imbattuto nell’ultima bolletta che mi è stata recapitata, a mezzo mail, dal mio fornitore: non lo cito per il semplice fatto che lo ritengo assolutamente incolpevole riguardo quanto sto portando all’attenzione del lettore di queste righe.

I numeri di una bolletta

Soprassiedo sulle numerose pagine di astrusi calcoli (decisamente incomprensibili per i più, che sono tanti, me compreso) e riporto unicamente i quattro stringati dati che definiscono il mio debito per il bi-mensile a pagare: quattro numeri piccoli piccoli ma che la dicono assai lunga …

La prima voce riguarda il costo del gas naturale che evidenzia un costo di 35,49 € (il consumo si riferisce ad un periodo in cui il riscaldamento non era ancora necessario e il mio fornitore mi garantisce un prezzo invariato fino al 31 marzi 2022) e subito sotto la voce relativa al trasporto del gas sommato alla gestione del contatore: 17,96 €. La somma delle due voci (salvo errori) definisce un totale di 53,45 €.

Imposte assurde

Subito sotto due voci di ricalcolo e di storno dall’importo risibile. A seguire imposte per 14,77 € e IVA per 4,37 €: il totale delle imposte assomma dunque a 29,14 €.

Per la tipologia del lavoro che ho svolto per poco meno di quarant’anni sono stato immerso nei numeri e non sono ancora sazio nel valutarli. Così, mi è saltato agli occhi un dato che definire impressionante è poca cosa: mi si chiede di pagare poco più di 29 euro di imposte su una fornitura il cui costo ammonta a poco più di 53 euro.

Il calcolo è molto semplice e si risolve con una semplice equazione, una di quelle che ci hanno insegnato nei primi anni delle medie superiori e forse qualcosa anche prima: a conti fatti, mi si fa pagare un’imposta (sommando le due voci) pari al 54,5%.

Mi correggo: tra gli speculatori di cui sopra si deve aggiungere qualche altro indirizzo e non di poco conto.

(Mauro Magnani)