Imola. “Zaki e gli altri prigionieri di coscienza”. Si tratta del titolo della mostra itinerante che si terrà dal 20 gennaio al 10 febbraio sotto i  portici di piazza Matteotti voluta da tante associazioni. Patrick Zaki, studente all’Università di Bologna che ha dato il patrocinio alla mostra,  è stato catturato dagli agenti dei servizi segreti egiziani il 7 febbraio 2020. La notizia del suo arresto è stata divulgata da un’associazione umanitaria dove lavorava in qualità di ricercatore nel paese africano. Ora è libero da qualche settimana, ma deve restare in Egitto in attesa del processo che comincerà il 1° febbraio.

In totale, l’installazione in un luogo all’aperto e a libero accesso prevede striscioni in pvc con i volti e le storie di 50 prigionieri di coscienza provenienti da 19 diversi Paesi. Abbinati alla mostra saranno organizzati una serie di eventi, a cominciare dall’inaugurazione dell’esposizione, che si svolgerà venerdì 21 gennaio, alle 17, in piazza Matteotti, seguita da un’iniziativa nella sala del consiglio comunale, in diretta streaming sulla pagina FB del Comune di Imola, con la partecipazione, in presenza, fra gli altri, di Riccardo Noury, portavoce nazionale Amnesty International Italia, Rita Monticelli, docente dell’Università di Bologna e professoressa di Patrick Zaki e Mattia Santori,  fondatore di 6000sardine e consigliere comunale a Bologna.

Si prosegue lunedì 24 gennaio, alle 20, al Centro Giovanile Ca’ Vaina con l’iniziativa “Disegnare chi scompare”, il Graphic Journalism di Gianluca Costantini, che ha disegnato appositamente anche il banner per la mostra di Imola, con l’immagine della Rocca sforzesca che fa da sfondo a Zaki, per raccontare la realtà. I posti sono limitati per cui è necessaria la prenotazione allo 0542 627800 o inviando e-mail a cavaina@comune.imola.bo.it

Immagini di Patrick Zaki con Gianluca Costantini, l’artista che ha disegnato il banner della mostra di Imola dal 20 gennaio al 10 febbraio

Giovedì 27 gennaio, alle 17, con replica alle 18, nella libreria Il Mosaico (via Aldrovandi 5/a) si svolgerà l’iniziativa La libertà è un diritto, la libertà è un dovere, lettura ad alta voce dedicata alle bambine e ai bambini della scuola Primaria sui diritti umani. Prima della lettura ci sarà un intervento di Mary Tafuro di Amnesty International. I posti sono limitati per cui è necessaria la prenotazione allo 0542 21949.

Venerdì 28 gennaio, alle 20.45, a Ca’ Vaina sarà allestito lo spettacolo teatrale, a cura di Tilt-Gruppo giovani, Corsi e Ricorsi. Il senso della memoria è quello di interrogare il presente. Un percorso intessuto di ieri e di oggi per una memoria che diventi impegno.  I posti sono limitati per cui è necessaria la prenotazione allo 0542 627800 o inviando e-mail a cavaina@comune.imola.bo.it

Venerdì 4 febbraio, alle 17, con replica alle 18, nella libreria “Il Mosaico” si svolgerà l’iniziativa “La libertà è un diritto, la libertà è un dovere”, lettura ad alta voce dedicata alle bambine e ai bambini della scuola dell’infanzia sui diritti umani. Prima della lettura ci sarà un intervento di Mary Tafuro di Amnesty International. I posti sono limitati per cui è necessaria la prenotazione allo 0542 21949.

Martedì 8 febbraio, alle 20,30 nella BIM Biblioteca comunale Imola verrà presentato il libro “Voglio solo tornare a studiare” (ed. People), alla presenza dell’autore M. Vassallotti. I posti sono limitati per cui è necessaria la prenotazione telefonando allo 0542602657 oppure prenotando sull’App IoPrenoto/Eventi. Per tutto il periodo in cui sarà allestita la mostra (20 gennaio – 10 febbraio) presso la BIM Biblioteca comunale Imola sarà disponibile un percorso di lettura avente ad oggetto “persecuzione, repressione e sistemi di controllo in generale dei regimi politici ad oggi”.

Ecco le dchiarazioni degli intervenuti alla conferenza stampa di presentazione della mostra

Giacomo Gambi, assessore alla Cultura, ha detto: “La mostra ed il percorso di iniziative proposte dal gruppo di associazioni e cooperative insieme all’Amministrazione comunale dimostrano la capacità di aggregazione e mobilitazione della società civile imolese quando si tratta di diritti. L’importanza di questo percorso di 20 giorni in città è dimostrata anche dalla partecipazione della professoressa del Master seguito presso l’Unibo da Zaki, Monticelli, e dal portavoce nazionale di Amnesty, Nuory: siamo tutti uniti dalla convinzione che le istituzioni, ad ogni livello, la società ed i media mobilitandosi, tenendo alta l’attenzione sui diritti, possano fare la differenza”.

Per Marina Baldisserri, di 6000sardine Imola “fin dalla prima volta sotto i portici di San Luca, abbiamo creduto nella forza comunicativa di “Zaki e gli altri prigionieri di coscienza”. Per questo come 6000 sardine Imola abbiamo lavorato per fare entrare anche nella nostra comunità non solo la storia di Patrick Zaki, ma anche quelle meno conosciute di giornalisti, blogger, studenti la cui unica colpa è stata esercitare il diritto di critica. Alcuni dei volti raffigurati sono stati liberati ed è la prova di quanto questa, come le tante altre iniziative, siano necessarie per farli uscire dal cono d’ombra in cui la prigione li ha gettati”.

Gabrio Salieri, presidente dell’Anpi ha dichiarato che “l’Anpi è l’erede dei partigiani italiani che combatterono per le libertà e la democrazia e conseguentemente per i diritti civili ed umani che la dittatura fascista aveva eliminato. Naturale quindi per noi, figli e nipoti dei partigiani imolesi, aderire da subito alla proposta delle Sardine e di Libera per questa mostra a favore della libertà per Patrick Zaki e per la difesa dei diritti civili in tutte le parti del mondo. Certo le realtà dei Paesi che sono responsabili della detenzione delle persone raffigurate nella mostra non sono tutte uguali e non pensiamo certamente di assimilarle, ma riteniamo che i diritti civili ed i diritti umani che i nostri genitori e nonni hanno conquistato in Italia vadano sempre e comunque difesi in ogni parte del mondo”.

Marianna Francesco Tafuro, di Amnesty International, ha sostenuto che “la mostra è una piccola ricostruzione della repressione ai danni dei prigionieri e delle prigioniere di coscienza nel mondo: 50 prigionieri di coscienza di 13 Paesi diversi. Patrick Zaki, infatti, non è mai stato da solo; insieme a lui ci sono migliaia di persone nel mondo che subiscono persecuzione per ciò che sono o fanno, per fare ricerca, attivismo e per difendere vittime di violazioni di diritti umani o per esprimere le proprie opinioni politiche. Inoltre, Patrick non è solo perché sin dal suo arresto, nel febbraio 2020, sono stati organizzati presidi, manifestazioni e iniziative per stargli vicino e per chiedere la sua scarcerazione. Come attivista di Amnesty mi preme sottolineare che anche grazie all’attenzione della società civile, da quando è stata presentata questa mostra, in pochi mesi sono state rilasciate 7 persone. Non vediamo l’ora che Patrick sia finalmente libero e di fargli vedere personalmente questa mostra. Fino a quel momento continuiamo la battaglia per la liberazione di Patrick e per gli altri e le altre prigionieri  di coscienza”.

Mirella Collina, per il Comitato Pace e Diritti (anche segretaria generale della Cgil), ha sottolineato che “la libertà di opinione è un diritto umano, sancito dall’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti umani e dall’articolo 19 del Patto internazionale delle Nazioni Unite sui diritti civili e politici. Purtroppo, ne vediamo alcuni esempi nella mostra, nei Paesi a regime totalitario sono migliaia i ‘prigionieri di coscienza’ che sono stati incarcerati e torturati negli ultimi anni, cittadini comuni, ricercatori, avvocati e intellettuali, utilizzando la detenzione prolungata come strumento per cancellare e far dimenticare le loro vite, le loro storie, i volti, i nomi e le loro rivendicazioni”.

Alessia Betti, per la libreria “Il Mosaico”, ha detto: “Abbiamo sempre considerato la nostra libreria non solo un negozio in cui si vendono libri, ma un vero e proprio presidio culturale. Da quando abbiamo aperto l’intento è stato chiaro: fare cultura, educare all’empatia, ai principi di libertà e giustizia. Da sempre lavoriamo sui diritti dei bambini e delle bambine e quando l’assessore Gambi ci ha invitate a contribuire a questo evento abbiamo accettato con grande entusiasmo”.

Per Christian Fossi, presidente del consiglio di zona di Coop Alleanza 3.0 del Circondario imolese “i consigli di zona di Coop Alleanza 3.0, attraverso l’impegno di soci attivi, vuole promuovere i valori della cooperativa co-progettando iniziative di carattere sociale, culturale, ambientale. L’attenzione a tutti i diritti e la conseguente lotta alle discriminazioni sono valori non negoziabile per la cooperativa che quotidianamente è impegnata nella sensibilizzazione di soci e clienti. Inoltre, portare un pannello di questa mostra in un luogo dove transitano migliaia di persone ogni giorno, come il centro commerciale Leonardo, è un’azione culturale popolare importante, capace di arrivare a tutti”.

Filippo D’Amato, del presidio Libera del Circondario: ha detto: “Abbiamo deciso di aderire all’allestimento della mostra ‘Zaki e gli altri prigionieri di coscienza’ anche a Imola perché crediamo fortemente nella giustizia sociale e nella libertà di pensiero di tutte e tutti. È necessario mantenere attiva la nostra coscienza critica nonostante la gioia della scarcerazione di Patrick Zaki, dopo 670 giorni di carcere durissimo, perché è stato scarcerato ma non assolto quindi questa mostra diventa uno strumento per manifestare contro l’ingiustizia di una carcerazione di cui non è stata detta la ragione perché il regime che l’ha decisa si sente investito di un potere assoluto, un potere che giustifica i propri atti”.

Patrizia Tassinari, delegato a referente accademico della sede di Imola dell’Università di Bologna, ha spiegato: “Mi fa molto piacere ripercorrere alcuni passaggi significativi che ha compiuto Unibo nella triste vicenda di Patrick Zaki. Patrick è studente della laurea magistrale Erasmus Mundus “Gemma” in Women’s and Gender Studies. L’ateneo di bologna ha prontamente reagito all’arresto di un suo studente, il 12 febbraio 2020, c’è stato un Senato Accademico straordinario, nel quale il Magnifico Rettore Francesco Ubertini ha proposto una mozione relativa all’arresto del giovane studente. In questa mozione l’ateneo esprimeva come tutta la comunità scientifica e accademica dell’Alma Mater fosse fortemente colpita e turbata da questa  notizie ,e chiedeva con forza che i rappresentanti del Governo e della Commissione Europea, che si erano peraltro già tempestivamente attivati, seguissero con attenzione la vicenda affinché i diritti fondamentali di Patrick Zaki non fossero in alcun modo violati”.

Va ricordato che il 4 marzo scorso il consiglio comunale ha approvato due ordini del giorno “Cittadinanza imolese a Patrick Zaki”, il primo presentato dal consigliere Filippo Samachini, del gruppo Imola Coraggiosa Ecologista Progressista, come modificato con l’emendamento presentato dal gruppo Lista Civica Cappello e l’altro presentato dal consigliere Ezio Roi, gruppo Movimento 5 Stelle, come modificato con l’emendamento presentato dal Gruppo Imola Coraggiosa Ecologista Progressista.

In seguito, il consiglio comunale ha deliberato “di conferire la cittadinanza onoraria a Patrick George Zaki, riconoscendo nella sua figura quei valori di libertà di studio, di libertà di pensiero e di libertà alla partecipazione pubblica propri di questo territorio e delle istituzioni che lo rappresentano”. La delibera è stata approvata (con esecutività immediata) con 17 voti a favore (gruppi Pd; Imola Corre; Imola Coraggiosa Ecologista Progressista; Lista Civica Cappello; Movimento 5 Stelle); 4 voti contrari (Lega per Salvini Premier); 2 astenuti (gruppo Fratelli d’Italia). Con tale delibera venne dato mandato al sindaco ed alla giunta di farsi promotori “presso il governo italiano di proseguire e rafforzare l’impegno nel chiedere alle istituzioni egiziane il rilascio immediato di Patrick Zaki”.

(Massimo Mongardi)