E’ meravigliosamente bello scoprire ed accettare di essere ignorante: non ci si sente mai soli. E non è cosa di poco conto. Mentre la solitudine è tristezza la moltitudine è simbolo di vita.

Io sono ignorante e ammetto di esserlo. Non ho pretese di vendere a chicchessia cose, principi o soluzioni che non mi appartengono e mi sento sempre in buona compagnia. Poi c’è un altro grande vantaggio: la certezza di essere ignorante stimola il desiderio di sapere, di ricercare soluzioni alla propria ignoranza e più si scopre di sapere maggiore è il senso della propria ignoranza.

Oggi la crisi energetica, sia dal punto di visto quantitativo sia dal punto di vista economico evidenzia la necessità di approvvigionamento, di stoccaggio di risorse, di distribuzione ampia e sapiente, di produzione mantenendo standard ecologici rigidamente accettabili per non dire uguali a zero.

Ritorno al nucleare?

Così, quasi alla chetichella, rispunta l’idea della centrale nucleare finalizzata alla produzione di energia elettrica e si sente parlare di procedimenti di nuova generazione.

Energia nucleare (Foto di ELG21 da Pixabay)

Sono certo che tutti voi sappiate con precisione cosa diversifichi le vecchie centrali nucleari da quelle di nuova generazione mentre io, come sopra, confesso la mia ignoranza: sono rimasto fermo a Chernobyl e mi tremano ancora le gambe al pensiero.

Poi mi ritornano alla memoria quelli immagini di centinaia e centinaia di bidoni con quelle impressionanti scritte su ognuno di loro, con l’immancabile tecnico, con tanto di notes e penna in mano, che gironzola loro attorno non si sa bene a che fare: le scorie!

Mi viene in mente il sacchetto della mia raccolta indifferenziata, ma temo si tratti di ben altra cosa. Al contrario, i nostri politici nazionali sanno tutto, sia in senso favorevole che in senso contrario, gli schieramenti sono già stati fatti e si guardano in cagnesco. Sono davvero bravi(sia quelli per il si che quelli per il no) a venderci il loro non-sapere e noi a seguirli. A crederci!

Nucleare sì – nucleare no

Mentre la disputa sul nucleare si – nucleare no si acuisce, forse qualche punto fermo sarebbe bene metterlo. Per cominciare riflettiamo su di un oggetto in mano a tutti noi fin troppo spesso: il maledetto telefonino. “Lui” abbisogna di cariche generose e frequenti e la di lui costruzione (dello smaltimento del vecchio parleremo un’altra volta) ha già prodotto più inquinamento di quello che si possa immaginare: materie plastiche sofisticate, metalli e metalloidi pesanti e leggeri alcuni dei quali indistruttibili nel tempo suggerirebbero alcune riflessioni. Ora poi, di gran moda, le nostre auto stanno cambiando fisionomia: o0ggi acquistiamo le ibride (attira anche solo il nome …) e ci sollecitano le elettriche (plug-in): delle necessarie ricariche elettriche e delle velenosissime batterie parleremo a parte e successivamente.

Il carbone

Ovviamente sappiamo tutto anche del carbone, sappiamo che esiste in natura in quantità, sappiamo che la sua estrazione risulta essere estremamente conveniente e che se ne trova perfino nella nostra vecchia Europa. Individuiamo cinesi ed indiani tra i malfattori della razza peggiore che cercano di raggiungere il nostro livello di benessere utilizzando gli stessi sistemi di produzione energetica da noi usati per decenni. Vorremmo che fermassero il tutto (mi è sembrato di udire, in lontananza, un coro di pernacchie), ma tutto il nostro sapere nulla può davanti ai numeri della statistica: se consideriamo il livello pro-capite di inquinamento prodotto dall’utilizzo del carbone, noi europei siamo di gran lunga i primi al mondo e con i chiari di luna attuali circa la fame energetica, state pur certi che tale primato resterà nostro ancora a lungo.

Il metano

E parliamo un po’ anche del metano, formula chimica CH4: un po’ di carbonio e una discreta quantità di idrogeno, giusto per equilibrare la valenza chimica. Lo sapevate che il potere climatizzante del nostro CH4 è dalle 20 alle 30 volte superiore a quello della CO2 (anidride carbonica) e che dall’era dell’industrializzazione il nostro CH4 ha contribuito ad un abbondante 30% del riscaldamento globale e che da allora la sua concentrazione nell’atmosfera è più che raddoppiata? E siamo a conoscenza che calcoli prudenziali vedono aumentare le emissioni in atmosfera del nostro metano almeno fino al 2040? E siamo a conoscenza che la dispersione di CH4 non è dovuta alla bombola del gas lasciata aperta, ma all’utilizzo di altri combustibili fossili, all’ammasso di rifiuti in discariche e all’agricoltura?

Mi sono perso. Lo ammetto. Tra percentuali, statistiche, formule e previsioni la mia ignoranza (in crescita esponenziale) si è evidenziata in tutta la sua supponenza.

Per fortuna ci sono i politici che sanno tutto

Cosa che non accade e non può accadere ai nostri politici tutti che hanno già ponderato, compreso, studiato e risolto tutto. Sanno già tutto del bisogno energetico da qui al 2050, di come e di quanto verranno modificati i procedimenti industriali per non parlare di quanto aumenterà o diminuirà il corrispondente fabbisogno energetico, possiedono ed esplicitano mutamenti e involuzioni di popoli che fino ad ora per riscaldarsi, alla bisogna, raccoglievano la sterpaglia presente tutto intorno a loro e la incendiavano.

Sono esperti circa le ricerche che riguardano i semi-conduttori e sanno tutto dell’evoluzione del calcolo quantistico. Beati loro! Io resto immerso nella mia ignoranza e un peso indescrivibile mi opprime: sono i dubbi che anziché diminuire aumentano con fattore esponenziale e si moltiplicano, maledetti loro. Più cerco di dirimerli più aumentano: quasi quasi faccio come il grande Gaber, vado a farmi uno shampoo!|

(Mauro Magnani)