Imola. È stata intitolata a Vincenzo Gualtieri, amato maestro d’arte e protagonista per oltre quindici anni del laboratorio di pittura Reinserart, la sala polifunzionale del terzo piano dell’Istituto di Montecatone. Presenti alla cerimonia, trasmessa anche in diretta social per ovviare alle rigide limitazioni imposte dalla pandemia, i familiari, il sindaco Marco Panieri e la direzione generale di Montecatone.

Proprio il primo cittadino ha spiegato che sport e arte sono fondamentali per rimettersi in gioco, per sfidare la vita, proprio come avviene a Montecatone: “Non conoscevo personalmente Vincenzo – ha aggiunto – ma mi è bastato soffermarmi sugli sguardi, sulle espressioni di voi che siete qui oggi a ricordarlo per comprendere ciò che lui vi ha trasmesso. Ho voluto esservi vicino per dirvi che le istituzioni ci sono, che sosterremo progetti come questo, molto importanti perché riflettono anche quel che è la nostra città, le cui radici affondano profondamente nella cultura e nello sport”.

Di necessaria continuità ha parlato anche il sirettore generale dell’Istituto, Mario Tubertini, che ha raccontato di aver conosciuto Gualtieri – scomparso nel 2021 – proprio nella stanza ora a lui intitolata: “Ha dedicato diversi anni della sua vita a quest’attività, divenuta nel tempo sempre più importante per i pazienti poiché ha avuto ed ha il merito di recuperane in qualche modo il senso della vita. Con Vincenzo e degli artisti siciliani che conoscevo e che qui avevano esposto, si era creata una atmosfera molto positiva, poi purtroppo la pandemia non ci ha consentito di mettere a terra i progetti che avevamo in mente. La mia promessa è riprendere i contatti da dove erano rimasti affinché il suo ricordo possa tramandarsi, vivere, anche con l’avvio di nuove attività”.

Da sinistra Mario Tubertini, Marco Panieri e la moglie di Vincenzo Gualtieri, Francesca

Vincenzo Gualtieri, ex paziente dell’Istituto, tetraplegico a causa di un incidente occorsogli quand’era diciannovenne, ha scoperto la passione della pittura mettendosi a disposizione, assieme a sua moglie Francesca, per trasmettere la propria esperienza ai nuovi ricoverati. La sala che, grazie a lui, da biblioteca è divenuta spazio polifunzionale, oggi ospita anche i laboratori di oggettistica, musica, scrittura che tuttora, Covid permettendo, animano la vita dell’ospedale di Montecatone. Presenti alla cerimonia anche Roberto Messuti, educatore dell’ospedale in rappresentanza di tutti gli operatori; la volontaria dell’Auser di Imola Paola Chillo, vero braccio destro del laboratorio; il presidente dell’Associazione Paraplegici di Vignola, Mauro Venturelli, che ha ricordato di aver sempre avuto con Vincenzo un particolare rapporto di amicizia. Le persone come lui, che si mettono a completa disposizione di chi sta vivendo un particolare momento difficile, sono veramente delle grandi persone”.