Faenza. Moriva vent’anni fa, dopo una lunga malattia. l’artista faentino Carlo Zauli. Nato nel 1926, Zauli divenne dapprima ceramista (nel 1949) e poi, dopo aver vinto negli anni cinquanta i principali riconoscimenti dedicati all’arte ceramica, nei primi anni sessanta vide nella scultura la sua massima forma espressiva, coniando e maturando il proprio linguaggio artistico soprattutto per quanta riguarda la sua attenzione e il suo interesse nei confronti degli elementi naturalistici. Ben presto, lo scultore acquistò una fama internazionale (oltre a numerosi riconoscimenti).

Carlo Zauli

Dal 1958, anno nel quale sono realizzati i grandi altorilievi per la reggia di Baghdad e il Poligrafico di Stato del Kuwait, vede la propria fama crescere continuamente, fino a spingersi (tra gli anni settanta ed ottanta) a tutta l’Europa, il Giappone, l’America del Nord, dove realizza esposizioni e colloca opere in permanenza.

Carlo Zauli è considerato oggi indiscutibilmente uno dei ceramisti scultori più importanti del Novecento. Pochi mesi dopo la sua scomparsa (avvenuta il 14 gennaio 2002), a Faenza inaugurò il Museo Carlo Zauli, che per volere della famiglia,  dell’Amministrazione comunale e di molti partner privati, rendeva pubblico il patrimonio culturale dello studio – atelier del Maestro, e che ancora oggi si pone come tappa di riferimento per la conoscenza e l’approfondimento del suo percorso artistico.

Sito in via della Croce, il Museo è aperto solo su prenotazione nel mese di gennaio. Si accede esibendo il  Green pass rinforzato ed indossando la mascherina FFP2, ai sensi della normativa vigente.

Da febbraio il Museo aperto: martedì e giovedì dalle 14 alle 17; mercoledì, venerdì e sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 in giorni da concordare, oltre ad aperture straordinarie in occasione di tutti gli eventi. E’ possibile fissare visite guidate in altri orari su appuntamento.

(Annalaura Matatia)