Bologna. La Fiom-Cgil di Bologna, lunedì 10 gennaio, in una affollata conferenza stampa, ha esaminato i temi e le pratiche della contrattazione integrativa aziendale nelle aziende metalmeccaniche nella loro relazione tra fabbrica, territorio e azione politico-sindacale.

Ormai da decenni l’area bolognese nella metalmeccanica si contraddistingue per la ragguardevole quantità e qualità di accordi aziendali, la moderna contrattazione aziendale e territoriale nasce a cavallo tra la fine degli anni sessanta e l’inizio degli anni settanta, con il passare del tempo ha avuto un’importanza crescente, aggiungendosi a quella nazionale, e scaturisce da un processo di mobilitazione importante da parte delle lavoratrici e dei lavoratori che partendo dalle loro esigenze e dalla specificità aziendale va a concretizzarsi nella costruzione di una piattaforma rivendicativa fino a trovare una sintesi nel raggiungimento di un accordo, spesso quando la trattativa si complica viene supportata dal conflitto che si sviluppa attraverso, blocco degli straordinari, scioperi, picchetti e manifestazioni.

Tante le problematiche e i temi affrontati in decenni di contrattazione aziendale dal miglioramento dell’ambiente di lavoro e della condizione lavorativa, dagli orari di lavoro e della loro riduzione, dalla negoziazione del decentramento produttivo e delle localizzazioni dei nuovi stabilimenti industriali, dal premio di produzione al premio di risultato, fino ad arrivare ai giorni nostri dove si affrontano e si contrattano anche i temi che il nuovo millennio impone a un sindacato moderno quali la lotta alla precarietà, lo smart work, le problematiche relative ai cambiamenti climatici, i diritti individuali, fino ai recentissimi accordi volti a prevenire la diffusione del Covid.

Il report del 2021 della Fiom-Cgil di Bologna segnala una ripresa vera della contrattazione integrativa in aumento rispetto agli ultimi anni, nello scorso anno sono 95 gli accordi aziendali sottoscritti in tal senso, 56 le aziende coinvolte (in alcune aziende ci sono stati più accordi), che hanno interessato un totale di 14.982 lavoratori, la parte più significativa di tali accordi si esprime in alcune grandi aziende del territorio (Automobili Lamborghini, Ima, Ducati Motor, Bonfiglioli Riduttori, GD e Toyota), in queste sei aziende ne sono stati sottoscritti 34 che hanno coinvolto 8.009 lavoratori.

I temi trattati negli accordi aziendali nel 2021 divisi in “macro temi” sono: Relazioni industriali e diritti sindacali conclusi 59 accordi in 27 aziende per 6.917 lavoratori coinvolti; Orari e organizzazione del lavoro 55 accordi in 30 aziende per 6.881 lavoratori interessati; Smart work e conciliazione tempo personale e tempo di lavoro 9 accordi in 9 aziende con 6.460 lavoratori coinvolti; Occupazione 42 accordi in 24 aziende per 6.061 lavoratori coinvolti; Formazione e diritto allo studio 18 accordi in 18 aziende e 4.071 lavoratori coinvolti; Diritti individuali 60 accordi in 24 aziende e 9.551 lavoratori coinvolti; Contrattazione Covid 3 accordi in 3 aziende per 3.047 lavoratori coinvolti; Parte economica 36 accordi in 31 aziende per 5.503 lavoratori coinvolti; Flexible benefit e welfare contrattuale 10 accordi in 10 aziende per 1.402 lavoratori interessati.

Alcuni altri particolari contrattuali, negli ultimi anni si registrano 49 accordi di miglior favore sul Covid e 19 accordi sullo smart work, dal 2000 ad oggi sono oltre 100 accordi tra lotta alla precarietà e riunificazione del lavoro e del processo produttivo (appalti e sub-appalti), mentre gli accordi sui cambiamenti climatici sono stati 10 nel 2021, 8 nel 2020, 6 nel 2019, 1 nel 2018 e infine sono diversi negli anni gli accordi che si richiamano alla lotta alle discriminazioni.

Ovviamente essendo la contrattazione a volte uno scambio tra le esigenze dei lavoratori e quelle dell’impresa la Fiom-Cgil di Bologna sottoscrive accordi aziendali ad esempio solo se, ad un aumento degli orari di lavoro corrisponde una maggiore stabilizzazione dei precari e ad un maggiore utilizzo degli impianti si va verso una riduzione degli orari di lavoro.

Il report si è concluso sul monitoraggio relativo agli assetti proprietari nelle 88 imprese metalmeccaniche di Bologna con oltre 100 addetti, nel 2021 non ci sono stati sconquassi proprietari degni di nota, tranne il cambio di proprietà della Minarelli Moto e da segnalare un aumento degli addetti nelle imprese di proprietà locale.

(Edgardo Farolfi)