Il generale cordoglio che ha accolto la scomparsa del presidente del Parlamento Europeo David Sassoli ha sorpreso per l’emozione dei cittadini, le persone comuni e per i messaggi delle autorità: il presidente Mattarella, il premier Draghi, i leader politici, Enrico Letta, che gli era amico e voleva coinvolgerlo nella strategia di idee del Pd, Gianni Letta, suo primo direttore a “Il Tempo”, fino alla presidente europea Von Der Leyen e alla vicepresidente americana Kamala Harris. Tutti hanno confermato la stima per l’etica, la pacatezza e la capacità di riflessione di Sassoli.

David Sassoli

Alla camera ardente della Protomoteca di Roma, messa a disposizione dal sindaco Gualtieri, fin dal mattino, si son messi in coda sul piazzale del Campidoglio, ragazzi, scout, militanti ecologisti, coppie di anziani, studenti, pensionati. I giudizi: “Gran brava persona…”, “Lo ascoltavo tutte le sere, mi piaceva…”, “In Europa ha parlato di ponti contro i muri…”, “La politica fa schifo, ma Sassoli…”.

Le esequie sono state celebrate dall’Arcivescovo di Bologna, il cardinale Zuppi. Con il presidente del Parlamento europeo si conoscevano fin da ragazzi, quando frequentavano lo stesso liceo a Roma, il classico Virgilio. David Sassoli, in un’intervista aveva detto: “Zuppi aveva un anno più di me ed era famoso perché faceva parte di un gruppo che lavorava nelle periferie a contatto con i poveri della Capitale”.

David aveva incarnato, da Presidente del Parlamento UE, la migliore filosofia dell’Unione, i ponti contro i muri, stop alle politiche di aggressione di Putin, che lo aveva dichiarato persona non grata a Mosca, solidarietà con le vittime, Regeni, Zaki, emigranti, donne oppresse.

Queste sue vite, giornalista e poi politico, non sembrano ancora sufficienti a giustificare un’ondata di dolore, spontanea e unitaria, come da tempo non si vedeva. Siamo, come tutti i paesi occidentali, divisi da opinioni e idee, il web dissemina disinformazione e ondate di odio, spesso ignoriamo la realtà. Giornalisti come Enzo Biagi, leader come Sandro Pertini, eroi dello sport come Enzo Bearzot, sono stati capaci di unire gli italiani al di là di ogni steccato, a volte ci sembrano perduti.

Eppure, in questi giorni, attorno a David Sassoli, alla sua scomparsa, alle sue esequie abbiamo assistito ad un fenomeno pieno di speranza: la meglio gioventù esiste ancora!

La partecipazione di milioni di persone, così diffusa, online, in tv, sui giornali, ci segnala un messaggio politico, in queste ore di elezione del Presidente della Repubblica.

Siamo alla ricerca di un candidato, dopo il settennato di grande spessore di Sergio Mattarella, e si stenta a trovare un nome che unisca i grandi elettori, senza scoprire Palazzo Chigi dal premier Draghi, o trovando un presidente del Consiglio alla sua altezza. Possibile, viene da dirsi, che David Sassoli fosse il solo campione, padre di famiglia, giornalista, leader, scout, persona perbene di una dimensione dove il potere è così vicino alla sensibilità delle persone?

Sarebbe ora, rendendo omaggio a David Sassoli che ci ha lasciato, di ascoltarne la lezione vissuta, non predicata: guardiamoci intorno, riconosciamo la forza, l’etica, il coraggio che si oppongono all’odio, alle divisioni, il malanimo. Chi lo avesse proposto alla Presidenza della Repubblica sarebbe stato schernito, ma quante volte abbiamo sentito dire in questi giorni: “Che gran presidente sarebbe stato”?

Questa è la lezione sorridente di David Maria Sassoli: quale Italia vogliamo essere?

(Tiziano Conti)