Imola. L’inaugurazione della mostra, il 21 gennaio nella sala del Consiglio comunale dal titolo “Zaki e gli altri prigionieri di coscienza” è stata davvero emozionante.

Soprattutto nelle parole del noto attore bolognese Alessandro Bergonzoni: “Vedere un rappresentante di Amnesty di livello nazionale, l’Amministrazione comunale, il mondo della politica, mi fa piacere. Il problema principale però è sempre quello del cittadino che va alle manifestazioni, si deve chiedere cosa può fare di più, un attore va in teatro, scrive, è mediatico. Ma noi siamo tutti una stessa persona,  possiamo immedesimarci in lui, in Zaki e negli altri prigionieri di coscienza. Dobbiamo capire il nostro peso, il 27 gennaio sarà il Giorno della Memoria, dobbiamo ricordare sempre quello che accadde, tutto l’anno. Non deve essere come quando si assiste a uno spettacolo e poi finisce, noi dobbiamo contagiarci, prendere il virus della costrizione, capire quando abbiamo fame, sentiamo dolore e lontananza, dobbiamo applicare ciò sul nostro corpo, toglierci i vizi dell’abitudine e della sopportazione. Dobbiamo diventare padri, madri, fratelli, sorelle di queste persone. Speriamo che Zaki abbia un processo equo, dovrebbe essere come dire speriamo che questo medico sia laureato in Medicina e invece non è assolutamente scontato. C’è anche l’enorme della grandezza delle vite degli altri, io ringrazio le persone che sono qui, non dobbiamo pensare al successo ma dobbiamo far succedere, le manifestazioni le possiamo fare tutte le sere e tutti i giorni fuori e dentro di noi, sono manifestazioni di amore e di giustizia”.

Difficile aggiungere qualcosa di così empatico. Mattia Santori, uno dei leader delle 6000sardine e consigliere comunale per il Pd a Bologna che si è intrattenuto anche con il sindaco Marco Panieri, ha detto: “Parlerò di tre parole. La prima è comunicazione, quello che abbiamo deciso di fare un anno fa era di spiegare la storia di Patrick Zaki per andare oltre nel senso della lotta per i diritti fondamentali dell’uomo. Zaki è un attivista e credo che sia felice di essere diventato una bandiera. La seconda è consapevolezza, obblighiamo i cittadini che vanno a fare shopping a guardare in alto (i disegni sono esposti sotto i portici di piazza Matteotti, ndr) per vedere che esistono anche queste storie. La politica è responsabilità ed è bello quando le lotte civiche entrano a far parte delle istituzione, in tal modo si ridà dignità alla politica”.

Riccardo Nuri, portavoce nazionale di Amnesty international, ha ricordato: “Ho ringraziato Patrick per questa mostra, non solo perché lui pensa agli altri perseguitati, ma perché quando un nome e un volto sono conosciuti si possono condividere altre storie come è avvenuto con questa idea che porta alla luce cosa è accaduto e sta avvenendo a 49 persone in 19 paesi dove i diritti umani sono perseguitati. Il cambiamento sta nel fatto che, dal 16 giugno, sette persone di queste rappresentate ora sono state liberate, le chiavi delle celle si possono aprire se ci si mobilita. Zaki siamo in attesa della prima udienza del suo processo, noi aspettiamo di sapere cosa accadrà il 1° febbraio”.

La professoressa universitaria di Zaki, Rita Monticelli anch’essa consigliere comunale per il Pd a Bologna e collegata in streaming, ha sottolineato: “Zaki è un cittadino egiziano, uno studente italiano, ormai bolognese infatti è venuto nella nostra terra perché si è sempre impegnata per la libertà di espressione e di parola. Patrick è un attivista dei diritti umani, poi ne è diventato un simbolo, è anche un ragazzo come lo sono gli altri prigionieri. Vi leggo un messaggio che mi ha inviato in occasione di questa bella iniziativa a Imola: ‘Voglio condividere tutto il mio affetto e ringraziare tutti quelli che hanno partecipato a questo evento, non si può nemmeno immaginare quanto sia importante, vi sono grato e spero di essere con voi in presenza al più presto'”.

Una parte importante l’ha avuta pure Gianluca Costantini, disegnatore della mostra: “Negli ultimi anni, ho iniziato a pubblicare ogni giorno un disegno e poi ci sono alcuni casi che prendono il sopravvento sugli altri. Per la prima volta, con Patrick Zaki ho visto tante persone appassionarsi alla sua storia, volevano la sua libertà, ci sono state grandi manifestazioni in piazza Maggiore a Bologna. D’ora in poi saremo sempre molti a seguire il processo che comincerà il 1° febbraio sperando che torni libero a breve”.

L’assessore alla Cultura di Imola Giacomo Gambi ha concluso: Si tratta di una mostra in piazza Matteotti, alla quale hanno aderito tanti comitati e associazioni locali come l’Anpi oltre all’Università di Bologna che ha dato il patrocinio, pur in un momento non facile dovuto alla pandemia. In questi 20 giorni, avremo tante manifestazioni in città. Molte classi di studenti passeranno al mattino dalla nostra piazza principale per vedere la mostra e poi ne parleranno a scuola. Ci troveremo ancora a Ca’ Vaina, in Biblioteca, alla libreria “Il Mosaico”, in altri luoghi e speriamo di avere buone notizie l’8 febbraio quando terremo una delle ultime iniziative pubbliche”.

(Massimo Mongardi)