“Anno nuovo, libri nuovi!”. Con l’inizio del 2022, per la rubrica letteraria “Lo scaffale della domenica”, a cura di Andrea Pagani, abbiamo avuto l’idea di accompagnare il lettore con libri “nuovi”, appena usciti, come si suol dire, freschi di stampa. Un modo per tenerci aggiornati con libri di qualità. Buona lettura!

Andrea Pagani

Si prova sempre un moto di piacere quando ci si imbatte in un libro così originale che non si riesce a capire a quale genere appartenga: se sia un saggio o un romanzo, un trattato o una favola, una riflessione sull’arte o sulla società.

E ancora di più: quando quel libro ti riesce a raccontare il quotidiano in un modo che non avevi mai considerato, ti offre prospettive nuove sul mondo, addirittura riesce a aprirti la mente su questioni che non avevi mai immaginato.

È ciò che capita con un autentico gioiello di scrittura come Figure di Riccardo Falcinelli (Einaudi, 2020), autore che nella nota biografica viene presentato come uno dei più apprezzati graphic designer italiani ma che, in realtà, mostra di essere molto di più, a giudicare dallo stile letterario con cui conduce la narrazione e dalla novità di interpretazione critica con cui legge le immagini.

In cosa consiste la singolarità del libro? Anzitutto in una questione di metodo: il libro si occupa di immagini, nel senso più complessivo e complesso della parola (dipinti, fotografie, sculture, architetture, frame cinematografici), non solo dal punto di vista artistico e interpretativo, ma anche dal punto di vista tecnico. Non si analizzano, cioè, i dipinti solo per il loro contenuto culturale (il messaggio che il pittore intende trasmettere e il contesto storico), ma anche per il loro “funzionamento”.

Falcinelli riesce in un’operazione eccezionale: cambia il paradigma di studio delle immagini e anziché spiegare cosa significano si chiede come funzionano. Non le tratta cioè come simboli da decifrare, ma come orologi da smontare, osservando le rotelle che girano e arrivando addirittura a capirne gli incastri e i relativi rapporti.

Ecco che il libro ci accompagna in un viaggio di oltre 500 immagini, dalle pale d’altare e dipinti medioevali fino alle fotografie di Instagram, a metà strada fra saggio critico, studio di design, narrazione, avventura, leggera affabulazione, entrando nella bottega di pittori, fotografi, registi, da Raffaello a Stanley Kubrick, avviandoci ad un modo rivoluzionario di guardare le immagini.

Ad esempio, in un capitolo centrale del libro l’autore ci fa notare che per millenni le rappresentazioni hanno avuto forme diverse (cerchi, ovali, trittici, polittici, tetti cuspidati, edicole, nicchie, tabernacoli, tele mistilinee, tavole centinate).
E una svolta decisiva avviene in epoca nel XV secolo, quando compare per la prima volta la parola “quadro” per riferirsi a un pezzo di parete fra due finestre, destinato ad essere affrescato.

Da questo momento storico diventerà sempre più normale e ovvio, come lo è oggi, pensare ad un dipinto dentro ad un “quadro” o ad un “rettangolo”, fino ad arrivare all’attualità dove è scontato per noi collegare un’immagine ad una costruzione rettangolare dentro all’inquadratura di un film o ad una foto di Instagram.
E Falcinelli ci spiega come e perché questo fenomeno avviene: ci accompagna nella storia, in un percorso magnifico, fino a darci una chiave di lettura del presente, attraverso il passato, come fino ad oggi non avevamo mai sospettato.

Alla fine di quest’avventura il lettore si accorge di aver compiuto un doppio percorso di maturazione: un percorso culturale, nella comprensione del meccanismo tecnico di costruzione e di allegoria che si nasconde dietro ad un’immagine; e un percorso umano, nel nuovo modo di registrare e commentare le immagini che circondano il nostro quotidiano.

Un libro capace di cambiare la maniera di osservare la realtà.

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(Andrea Pagani)