Imola. In vista dell’obbligo, a partire dall’1 febbraio, del controllo del Green pass base per l’accesso a diverse attività commerciali, il Governo, su pressione di Confesercenti, ha provveduto a chiarire alcuni aspetti importanti che semplificano l’applicazione pratica di questo adempimento.

In primo luogo si chiarisce che l’accesso ai negozi dove il green pass non è richiesto consente l’acquisto di ogni tipo di prodotto e i titolari di questi esercizi non devono effettuare ulteriori controlli se non quello che i soggetti privi di green pass base non consumino alimenti e bevande sul posto. La cosa più rilevante è, però, il chiarimento rispetto al controllo da effettuare da parte dei titolari degli esercizi per i quali è richiesto il green pass base, che non devono effettuare necessariamente i controlli sul possesso del green pass base all’ingresso, ma possono svolgerli a campione successivamente all’ingresso della clientela nei locali”.

“Questo chiarimento, che abbiamo chiesto con insistenza al Ministero – afferma Sabina Quarantini presidente di Confesercenti – è  importante perché, pur non sollevando completamente i titolari degli esercizi commerciali dall’onere del controllo, ne riduce l’impatto sull’attività dell’impresa”.

Il centro storico di Imola dove ci sono negozi che dovranno fare i controlli sui green pass base a campioni ai clienti all’interno degli esercizi

Rimane, per Confesercenti, la contrarietà verso una misura ritenuta eccessiva “in queste attività commerciali la permanenza non si prolunga per periodi di tempo eccessivi e la mascherina non viene mai abbassata. A questo si aggiungono igienizzazione delle mani, distanziamento e contingentamento delle entrate. Si fa fatica a comprendere la logica di una disposizione che mette in capo all’impresa una responsabilità sicuramente importante, ma che non rientra nelle competenze tipiche dell’impresa. Aspettiamo ora anche misure di sostegno per le imprese di vicinato per traghettare questo periodo complicato e con costi di gestione in continuo aumento, in particolare cassa integrazione straordinaria, credito d’imposta sugli affitti e moratoria sui mutui”.