Bologna. Dubbi, perplessità, critiche: il Passante di Bologna da anni fa parlare di sé. Un’opera fortemente voluta dalle istituzioni, Città metropolitana e Regione in testa, fortemente criticata dalle associazioni ambientalisti e da comitati vari.

Un’opera che ha richiesto anni ed anni di gestazione, ma ora sembra che si possa entrare nella fase operativa. E’ arrivato, infatti, nelle settimane scorse l’ultimo via libera che serviva: quello della Conferenza dei servizi, convocata dal ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile.

Passante di Bologna

Il piano operativo

Il Passante di nuova generazione di Bologna secondo i suoi sostenitori dovrà risolverà i nodi della mobilità del tratto di Bologna, puntando sull’allargamento dell’autostrada e della tangenziale nelle sedi già esistenti, attraverso un progetto altamente innovativo anche sotto il profilo ambientale.

I prossimi passaggi prevedono la definizione del progetto esecutivo, l’avvio delle attività propedeutiche nell’estate del 2022 (gli espropri necessari, la definizione delle interferenze per i sottoservizi). Secondo le previsioni l’avvio dei i cantieri principali potrà avvenire all’inizio del 2023.

Le opere previste

Due gli aspetti fondamentali dell’opera: la contestuale cantierizzazione di tutte le opere complementari e il massimo impegno per la maggior eco-sostenibilità possibile del Passante.

Contestuale cantierizzazione delle opere

Sono confermate tutte le arterie di adduzione, come l’Intermedia di Pianura, il ponte sul fiume Reno e la Lungosavena. Inoltre un totale di 5 chilometri di nuova viabilità locale, con la riqualificazione di una ventina tra sottopassi e sovrappassi e di una decina di rotatorie.

Eco-sostenibilità del Passante

Sono previsti 15 chilometri di nuove piste ciclabili e ai oltre 130 ettari di aree verdi e boschive che sorgeranno intorno al Passante, l’uso di vernici fotocatalitiche per la riduzione delle emissioni e l’installazione di impianti fotovoltaici, a cui si aggiungeranno nella cosiddetta ‘fase 2’ ulteriori opere di mitigazione, come i sistemi di filtraggio dei particolati nelle nuove gallerie.

L’Osservatorio di monitoraggio ambientale

A tutela della volontà ‘green’ dell’opera, si è concordata l’attivazione immediata di un Osservatorio di monitoraggio ambientale. Sarà attivo per otto anni, quindi sia per tutta la durata dei lavori che per verificare le emissioni una volta che il Passante sarà pienamente operativo.

Inoltre, sarà istituito un comitato scientifico di alto livello che presidierà l’attuazione dell’opera e la sua progettualità altamente innovativa.

Le dichiarazioni

Esprime soddisfazione il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile, Enrico Giovannini. “Grazie alla Conferenza dei servizi che il ministero ha fortemente voluto si ristabilisce certezza nei tempi di esecuzione di un’opera attesa da tempo. Il passante di Bologna, che sarà realizzato con tecniche innovative e sostenibili – spiega Giovannini – consentirà di decongestionare un’arteria fondamentale per lo sviluppo di tutto il Paese, oltre che per l’area urbana attraversata. Il progetto approvato è stato sviluppato nell’ottica della transizione ecologica prevedendo anche la realizzazione di interventi di mitigazione ambientale”.

“Con il via libera della Conferenza dei servizi possiamo ora dire con certezza che il Passante di Bologna si farà, grazie a un progetto che insieme abbiamo reso eco-compatibile – afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini -. È un segnale importante per la città di Bologna, l’area metropolitana, per tutta l’Emilia-Romagna. Abbiamo dimostrato che in questo Paese le grandi opere si possono realizzare, e che lo si può fare anche bene, in maniera moderna e con la massima attenzione all’ambiente e alla sostenibilità. Attraverso la condivisione con enti locali e parti sociali”.

“Un lavoro segnato da un pieno spirito di collaborazione e condivisione tra le diverse istituzioni e Autostrade che apre una nuova stagione, risolvendo problemi che da decenni attendono risposte concrete – aggiunge il sindaco di Bologna, Matteo Lepore -. Siamo molto soddisfatti dell’incontro, dove sono stati ribaditi alcuni punti fondamentali, come l’accordo integrativo dedicato alla ‘fase 2’ prima dell’avvio dei lavori e la condivisione di tutti gli interventi su aree verdi, fasce boschive e opere di mitigazione, che saranno tra i primi ad essere messi in atto. Nelle prossime settimane sottoscriveremo, inoltre, una convenzione con Autostrade e ministero della Transizione ecologica anche per la parte che riguarda il fotovoltaico e la creazione di una infrastruttura energetica unica in Italia”.

“Il via libera – dichiara l’amministratore delegato di Aspi, Roberto Tomasi – rappresenta per Autostrade per l’Italia un concreto passo avanti nell’interesse del Paese e dell’utenza e con la massima attenzione alla sostenibilità dell’opera sul territorio. Si tratta di un’infrastruttura nevralgica che contribuirà a snellire i transiti, con un diretto beneficio in termini ambientali”.