Nessuno può impedirmi di scegliere la morte quando, come e dove più mi aggrada. Fa parte della mia personalissima libertà. E non mi sembra affatto rivoluzionario l’affermare che, impossibilitato a farlo con mezzi propri, possa io chiedere l’aiuto necessario affinché la conclusione della mia vita possa risultare, per me e solo per me, il più indolore possibile. Per non parlare di quanti mi stanno vicino e mi vogliono bene. Esattamente per il grande valore della libertà personale, è assolutamente lontano dal mio modo di intendere il valore umano il pensiero che io possa costringere qualcuno a porre fine ai propri giorni di vita.

Ora si potrebbe disquisire sul significato di “vita” (dal dizionario filosofico): La condizione di ciò che vive, cioè degli organismi dotati di una forma specifica, di una costituzione chimica determinata, capaci di conservare, ed eventualmente reintegrare, la propria forma e la propria costituzione e di riprodurle in altri organismi simili a sé.

Tale definizione assume un carattere squisitamente fisico e chimico, sul quale è opportuno discutere e approfondire anche perché la “vita” assume valori ben diversi: il rapporto con altre persone, il godere di fare proprio il pensiero o l’opera di altre (la lettura, l’ascolto della musica), il condividere con altri il profondo valore dell’amicizia, dell’amore fino ad arrivare al profondo ed insostituibile valore della “compagnia”.

In assenza di tutto ciò (nei due paragrafi qui sopra) si può ancora parlare di vita? Quando l’uomo animale assume la conformazione del vegetale possiamo ancora parlare di vita?

Ascoltando le parole di Francesco riguardo la “morte assistita” sembra di ritornare indietro nel tempo (1545 – 1563) quando l’allora Pontefice Paolo IV ebbe l’idea di creare l’indice dei libri proibiti (Concilio di Trento, nel quale la Chiesa stabilì un totale controllo sulla società e la religiosità). Nel corso dello stesso Concilio, vennero fissati i dettagli riguardanti “La Congregazione della Romana e Universale Inquisizione” (si occupava di eresie e stregonerie): occorreranno quattro secoli e qualche anno affinché Pio X (1908) si rendesse conto del ridicolo e riformasse il tutto.

Per quanto riguarda le “streghe” forse tutti sappiamo qual era il trattamento loro riservato (e si sottolinei l’aspetto che anche allora, per la Chiesa, erano le “donne” le vere peccatrici): le più atroci torture finalizzare ad ottenere la “confessione” e, una volta ottenuta, un bel rogo metteva fine alla vita della strega (mi sembra di ricordare che qualcuno abbia parlato della vita come un dono di Dio …). Ma sentite cosa dichiarava Pio V al margine del Concilio di cui sopra per quanto riguarda gli eretici: “… riconciliarsi mai, non mai pietà, sterminate chi si sottomette e chi resiste, perseguitate ad oltranza, uccidete, ardete (meno male anche qualche maschietto, ndr), tutto vada a fuoco e sangue perché sia vendicato il Signore …” (mi sembrava di aver letto da qualche parte “La vendetta è mia!”)

Come concetto di perdono e di amore non c’è male.

Ad oggi, nelle segrete stanze della Chiesa, vengono alla luce migliaia di fatti riguardanti episodi irripetibili di violenza su bambini e bambine (a migliaia, decine di migliaia), avventure finanziarie con relativo allontanamento di cardinali e denaro chiamato “Obolo di San Francesco” investito in speculazioni immobiliari da otto cifre (pound inglesi) e ci si prende ancora la briga di insegnare qualcosa a qualcuno? Siamo ben certi di aver controllato la trave nel proprio occhio prima di indagare sulla pagliuzza nell’occhio dell’altro? E non sono parole mie.

Non posso e non voglio accettare consigli o anatemi da chi avrebbe ancora molto da imparare dalla semplice vita di ciascuno di noi, da chi, poco più di un secolo fa deteneva nelle proprie scritture la giusta punizione per la “strega”. La vita è mia e decido io. E quando avrò deciso o la natura deciderà per me accetterò di far parte della polvere universale fedele al principio che nulla si crea e nulla si distrugge. Mi fa sorridere il pensiero della vita eterna: a parte la noia, chi ho la presunzione di essere per avere il diritto all’eternità?

(Mauro Magnani)

P. S.: fate pervenire copia ai nostri politici caso mai fosse loro sfuggito qualcosa …