Imola. Finisce con l’apoteosi di una mitica classe del liceo scientifico “Valeriani” tutta sul palco del teatro “Stignani” con la gradita sorpresa dei prof. Bellettini e Sassi ancora in ottima forma.

Ma prima i due protagonisti del dibattito, organizzato dal Nuovo Diario in collaborazione con la Diocesi e il Comune, erano stati il Cardinale Mauro Gambetti e il “capo” della Formula Uno Stefano Domenicali che hanno fornito spunti molto interessanti e simpatici siparietti davanti a un pubblico da grandi eventi affermando entrambi “che poi a scuola non andavamo così bene” (come del resto chi scrive che ha avuto il privilegio di conoscerli a lungo, ndr). Ecco una sintesi di quello che hanno detto, per comodità e amicizia li chiameremo Mauro e Stefano, stimolati dalle domande del direttore del settimanale della Diocesi Andrea Ferri.

La classe del liceo sul palco del teatro Stignani con in primo piano il Cardinale Mauro Gambetti e il Ceo della Formula Uno Stefano Domenicali

Stefano: “E’ una giornata speciale, con una forte dose di emotività, conduciamo vite diverse, certamente ci sono delle differenze, ma in fondo rimaniamo quello che siamo stati ai tempi del liceo”.

Mauro che la sera prima aveva cenato insieme con quasi tutta la classe: “Rivedere i miei compagni mi fa pensare a un’umanità fluita, ho intessuto tante relazioni che sono un patrimonio enorme. Certo, le differenze ci sono, ai tempi del liceo io e altri stavamo alla Tosa per giorni e ci addormentavamo al terzo giro del Gp di F1 mentre Stefano era già ai box, vedeva i piloti e toccava le monoposto”.

Stefano: “Certo, ho avuto fortuna, ma bisogna saperla cogliere al momento giusto mettendo in conto che nel breve periodo si fanno tanti sacrifici che poi nel medio-lungo periodo ti consegnano traguardi importanti. Quindi non parlerei tanto di sacrifici, ma di scelte ponderate mettendoci moltissima energia in particolare nei momenti difficili. Le mie passioni sono state lo sport (con buoni risultati nella Virtus e nell’Andrea Costa, ndr), l’aeronautica e le auto”.

Mauro: “Per me è stato decisivo il desiderio, sono ancor irrequieto, direi meglio inquieto. Ai tempi del liceo facevo le ore piccole a discutere dei grandi sistemi, poi è arrivato il desiderio di andare verso l’infinito attraverso l’amore per Dio. Gesù mi ha dato la forza, le tribolazioni alla fine si purificano nelle emozioni dell’esistenza. Non è bene fare ‘gimkane’ per evitare le tribolazioni che vanno prese come un’occasione per crescere”.

I due “Vip” della quinta B sono poi stati interrogati da Ferri sulle emergenze presenti nel mondo attuale e su come superarle.

Stefano: “Quando ci si trova in posizioni apicali, le scelte devono tramutarsi in fatti operativi. Ho cercato di capire la gestione della pandemia da Covid che poteva avere un impatto devastante con regole diverse da Stato a Stato nel quale si andava a correre i Gran premi. Non è stato facile affrontare tali disomogeneità in posti diversi e in intervalli di tempo molto brevi, ma ci siamo riusciti. Vivo a Londra, ma durante la stagione dei Gp viaggio in tutto il mondo, ciò mi tiene sempre pronto e sveglio, gestire la F1 non è solamente una parte sportiva ma pure politica. Si tratta di uno sport capace di radunare centinaia di migliaia di persone nello stesso posto, ora speriamo con il pubblico in presenza anche a Imola che è tornata nel circuito della F1 in pianta stabile”.

Mauro: “Mi colpisce la crisi del sistema economico, del capitalismo che ha tradito molte delle sue origini e non riesce più a reggersi. Forse è arrivato il momento di integrarlo con altre  variabili economiche e politiche che sono state solo in parte buone (un riferimento alle socialdemocrazie e al socialismo? ndr). Siamo in un momento storico, in una stagione favorevolissima che offre risposte a istanze che stanno emergendo sempre di più nel mondo dell’impresa, penso al green, all’ecologico e alle imprese sociali. Bisogna andare in profondità alle radici dell’umano fino a trovare le sorgenti spirituali della nostra vita per intercettare la domanda di fraternità e spiritualità che esiste. Dall’alto Qualcuno ci porterà là, ma noi dobbiamo fare ciascuno la propria parte”.

Da sinistra, Stefano Domenicali e Mauro Gambetti mentre dialogano

Poi un breve siparietto nel quale Mauro confessa “di non vedere quasi mai la Formula Uno, forse mi addormenterei, ma una volta in tv ho guardato gli ultimi giri di un Gp e ho visto che erano collegate 108 milioni di persone, quindi ha un impatto sociale importante”. Stefano, scherzando, risponde: “Questa sul fatto che ti addormenti la tagliamo, se no ricordo come eravate al liceo tu e il tuo compagno di banco, una sorta di ‘Peppone e Don Camillo'”.

Il direttore del Diario, verso la fine, li stimola sul rapporto con i loro “principali”, i loro “capi”.

Stefano: “Io ho degli azionisti americani ai quali, insieme con la mia squadra formata da una struttura leggera di poche persone di grande valore, devo rendere conto e raggiungere degli obiettivi. Se non ci riesco, mi mandano a casa”.

Mauro: “Ho la fortuna di aver ricevuto tanta fiducia dal Santo Padre, a lui riferisco cercando di dirgli le cose essenziali, ha tante cose a cui pensare, e di recepire i suoi desiderata. Credo totalmente in Papa Francesco che è sempre chiaro e molto netto, forse per tale motivo a volte non piace. Concludo dicendo ai giovani di non accontentarsi nella vita delle cose facili o corte e a buon mercato, un giovane deve dare battaglia per raggiungere la felicità che è quasi un diritto”.

(Massimo Mongardi)