Con l’All Star Game 2022 andato in archivio, la stagione regolare in NBA è pronta per affrontare la sua seconda e decisiva parte che porterà le squadre del campionato di basket più bello e spettacolare del mondo a giocarsi i playoff. Il fine settimana dedicato alla partita delle stelle ha visto, tra i suoi tanti protagonisti, anche un italiano: stiamo parlando del campione olimpionico (di salto in alto) Gianmarco Tamberi che ha preso parte all’NBA All-Star Weekend Celebrity Game, strappando applausi e consensi dal pubblico del Wolstein Center di Cleveland.

Anche se quella di Tamberi è stata soltanto una comparsata-esibizione su un parquet NBA, nella storia del torneo di pallacanestro nordamericano sono stati tantissimi gli italiani che si sono distinti, sia come giocatori ma anche come allenatori. Oggi, come noto, a portare in alto il vessillo tricolore è rimasto il solo Danilo Gallinari, punto di riferimento degli Atlanta Hawks, club con il quale nell’ultima stagione ha sfiorato l’accesso alle NBA Finals.

Fino a pochi mesi prima, tra i giocatori italiani presenti nelle squadre NBA figurava anche Nico Mannion, il figlio d’arte cresciuto cestisticamente nella prestigiosa università di Arizona e scelto al Draft NBA nel 2020 dai Golden State Warriors, la franchigia di San Francisco dove gioca il fuoriclasse Steph Curry, tra le favorite per la vittoria dell’anello in questa stagione secondo le quote di Planetwin365 che vede proprio Golden State avanti nei pronostici con i Phoenix Suns e i Chicago Bulls.

Ma facciamo un passo indietro e andiamo a vedere chi sono stati tutti gli italiani che sono sbarcati in America, portando così il tricolore nei palazzetti NBA.

Partiamo da Stefano Rusconi, pivot originario di Bassano del Grappa che ha legato la maggior parte della sua carriera da giocatore alla Pallacanestro Treviso, vincendo due scudetti, tre volte la Coppa Italia e una volta l’ex Coppa d’Europa, venendo nominato anche MVP (miglior giocatore) della stagione 1994/95. Ed è stato proprio al termine di questa annata sportiva che “Rusca”, già scelto al Draft NBA qualche anno prima (al secondo giro), ha deciso di volare oltreoceano per affrontare la sfida propostagli dai Phoenix Suns. A giugno del 1995, Rusconi diventa così il primo italiano a firmare un contratto da giocatore in NBA. Ma negli Stati Uniti, l’ex Treviso è rimasto soltanto per pochissimo tempo (solo 30 minuti giocati in 7 partite), facendo presto ritorno nel Bel Paese.

Tutt’altra storia, invece, è quella del “Diablo”, Vincenzo Esposito. L’ex campione d’Italia con la Juvecaserta nel 1991, tre giorni dopo la firma di Rusconi con i Suns, si accorda con la neonata franchigia dei Toronto Raptors (senza passare dal Draft NBA), diventando così il secondo giocatore di pallacanestro italiano a sbarcare negli States. Esposito esordisce nel novembre dello stesso anno segnando il suo primo punto contro gli Houston Rockets: è il primo italiano a riuscirci. Di Esposito in NBA si ricorderà per sempre la partita giocata dal fuoriclasse di Caserta nel tempio del Madison Square Garden di New York (contro i Knicks) dove l’azzurro confezionò una gara da 18 punti (suo massimo in NBA). In totale, Esposito ha giocato 30 gare in NBA, raccogliendo una media di quasi 10 minuti di utilizzo per incontro e 3,9 punti.

Dopo il duo Rusconi-Esposito del 1995, l’appeal dei giocatori italiani in NBA si fa sempre più debole. Dobbiamo andare fino al 2006 per rivedere un altro azzurro giocare negli States. È la volta di Andrea Bargnani, ala grande di 2 metri e 13 centimetri originario di Roma che, grazie alla chiamata dei Toronto Raptors dello stesso anno, viene scelto al numero uno al Draft, diventando così il primo giocatore europeo della storia (e sesto non americano) a essere selezionato da una squadra NBA con la chiamata più alta. Al suo primo anno negli States, Bargnani viene selezionato nel quintetto dei Rookie (i giocatori al primo anno) e finisce al secondo posto, dietro Brandon Roy, nella classifica del miglior esordiente dell’anno. Giocherà con i Raptors fino al 2013 (entrando in campo 433 volte e segnando 6581 punti), prima di passare ai Knicks e infine ai Brooklyn Nets. In totale, in NBA giocherà 550 partite, segnando una media di più di 14 punti per allacciata di scarpe.

Un anno dopo l’arrivo del Mago negli Stati Uniti è stata la volta di Marco Belinelli (scelto con il numero 18 al primo giro dai Golden State Warriors), la guardia di San Giovanni in Persiceto che fino al 2020 è stato uno dei protagonisti indiscussi in NBA dove ha vinto il titolo nel 2014 con i San Antonio Spurs (primo e sinora unico italiano a riuscirci). Belinelli ha giocato quasi 1000 partite in NBA (tra stagione regolare e playoff), segnando quasi 10 punti di media e vincendo, oltre all’anello del 2014, anche la gara del tiro da 3 punti all’All Star Game dello stesso anno.

E arriviamo a Danilo Gallinari, anch’egli figlio d’arte (il papà è Vittorio, ex giocatore dell’Olimpia Milano e della Virtus Bologna), arrivato in NBA nel 2008 grazie alla chiamata con il numero 6 dei New York Knicks. Il Gallo è stato senza dubbio l’italiano che sinora ha avuto l’impatto più devastante a livello di punti in NBA. Pur non essendo ancora riuscito a vincere un titolo (ma, come detto nell’apertura del nostro articolo, è arrivato ad un passo dalle finali dell’ultimo campionato), Gallinari ha il record di canestri fatti per un azzurro in NBA e anche il record di punti (47) in una singola partita. Il Gallo nel 2020 ha firmato anche il contratto più oneroso per un italiano in NBA, sposando la causa degli Atlanta Hawks con un triennale da oltre 60 milioni di dollari.

E veniamo ai giorni nostri con l’avventura di Gigi Datome oltreoceano dal 2013 al 2015. Il capitano della Nazionale azzurra è stato scelto dai Detroit Pistons (tuttavia, senza passare dal Draft) dove ha giocato una stagione prima di passare ai Boston Celtics e ai Grand Rapids Drive nella NBA D League (la lega di sviluppo associata alla NBA). Anche se non è stata esaltante la sua esperienza negli States, Datome si è fatto apprezzare anche dai giganti NBA per la sua tenacia e combattività. Chiudiamo con Nicolò Melli che dal 2019 al 2021 ha giocato per due stagioni in America nelle fila dei New Orleans Pelicans e Dallas Mavericks, prima di accettare la corte dell’Olimpia Milano e fare ritorno in Italia.