Imola. La Filarmonica Arturo Toscanini torna in città sabato 26 febbraio alle 21 sul palco del Teatro Ebe Stignani, diretta da Enrico Onofri, suo direttore principale nonché sopraffino violinista e solista di livello, per esplorare alcuni capolavori della maturità di Mozart.

In programma le Ultime tre Sinfonie di Wolfgang Amadeus Mozart, scritte nel 1788, nel breve spazio di un’estate, tre anni prima della morte. Tre brani diversissimi tra loro, allo stesso tempo complementari nel carattere.

Presentare queste tre sinfonie nello stesso programma è una sfida ambiziosa, un passaggio obbligato per qualsiasi orchestra di rango ed è certamente un programma che va ad esaltare la nomina di Enrico Onofri a direttore principale de La Toscanini e il percorso artistico intrapreso assieme alla Filarmonica. Per questo programma è stato fatto un preciso lavoro di studio, pianificato in precedenza ben oltre l’inizio delle prove canoniche, con diverse sessioni di prove pianificate così da permettere al maestro e all’Orchestra di fare uno specifico lavoro sul suono, sulle articolazioni e sui tempi.

La scelta di Enrico Onofri, che aggiunge grande valore a questo percorso, è quella di proporle senza pausa, come un trittico senza soluzione di continuità, per aprire una finestra sugli stati d’animo di Mozart in un momento difficile e febbrile della sua vita.

“Le tre sinfonie – spiega il Maestro Onofri – sono scritte vicine in maniera veloce, eppure rivelano stati d’animo diversi. Si passa dall’eleganza color ebano della n.39, alla lacerante sinfonia n.40 che all’epoca fu battezzata come l’orrida, alla sperimentale n. 41. Nonostante questo, compongono una collana il cui filo che li unisce è chiarissimo. Si tratta di lavori in cui alcune forme vengono utilizzate in maniera nuova: nessuno ha fatto come Mozart prima di queste sinfonie.  Non sono più le forme che si conoscono: acquistano tratti forti, ironici o drammatici come accade ad esempio ai Minuetti che abbandonano la leggerezza e la leziosità. E ancora il contrappunto / fugato della sinfonia n.41 non si rivela come artificio tecnico, ma come un momento toccante e sublime”.

L’intento appunto è aprire una finestra sulla sua vita del compositore, ma anche sui radicali cambiamenti sociali e di pensiero che in quegli anni di fine Settecento si stavano attuando.

Informazioni abbonamenti e biglietti:

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