Sono una quarantina i profughi dalla guerra in Ucraina che sono già arrivati nel territorio del circondario. Per la precisione, una trentina a Castel San Pietro e una decina a Casalfiumanese. Il sindaco di Castello Fausto Tinti spiega che “per ora sono arrivi di figlie e nipoti di donne che lavorano nella nostra città, soprattutto badanti, in sostanza ricongiungimenti familiari presso le abitazioni dei parenti oltre a un appartamento libero nel nostro Comune che è già stato messo a disposizione. Temo che, visto il protrarsi di un conflitto molto pesante, il numero sia destinato a crescere e potrebbe diventare duraturo nel tempo, in tal caso bisognerà fare un ragionamento approfondito sui Cas e sui Sai, ovvero sulle strutture di accoglienza”.

Intanto, anche il Comune di Imola si prepara all’accoglienza e il sindaco Marco Panieri, ha preso parte, anche in qualità di presidente del Nuovo Circondario Imolese, insieme ad altri sindaci della Città metropolitana alle riunioni convocate dalla Prefettura a Bologna per coordinare a livello di area metropolitana di Bologna risposte concrete e tempestive alle difficoltà che stanno emergendo nel popolo ucraino.

“Imola c’è e lo ha dimostrato con la forte partecipazione alla veglia ed al presidio per la pace, con la mobilitazione di tante persone che stanno dimostrando la loro grande generosità nel voler aiutare il popolo ucraino vittima della guerra. A tutti loro va il ringraziamento dell’Amministrazione comunale e mio personale. In questa fase, di fronte anche ad arrivi spontanei di profughi dall’Ucraina ed a forme anche non organizzate di ospitalità diffusa, è fondamentale un’azione coordinata fra tutti i livelli istituzionali, per garantire la giusta accoglienza a tutti, ed è quello che siamo impegnati a fare come Comune di Imola, in raccordo con il Nuovo Circondario Imolese, la Città Metropolitana di Bologna, la Regione Emilia- Romagna e la Prefettura – sottolinea Panieri -. Imola è città di pace, che ripudia la guerra e condanna fermamente l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. L’Amministrazione comunale esprime piena vicinanza e solidarietà al popolo ucraino e alla Comunità ucraina di Imola, auspicando che si arrivi quanto prima al cessate il fuoco”.

Prima accoglienza – La “prima accoglienza” ai cittadini Ucraini privi di alloggio sarà fornita tramite la rete dei CAS (Centri di accoglienza straordinari), gestiti da cooperative sociali e/o associazioni, rispetto ai quali la Prefettura di Bologna ha aperto il bando: si tratta di una procedura alla quale i gestori interessati possono candidarsi direttamente. I riferimenti al link: www.prefettura.it/bologna/news/Bandi_di_gara_e_contratti-13290319.htm#News_112715.

Sarà prevista anche una “seconda accoglienza” attraverso la rete del SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione), per la quale il governo si sta attivando. Al momento la rete Cas e quella Sai sono le uniche che beneficiano di finanziamenti nazionali. In caso di necessità potranno essere utilizzate anche altre strutture ricettive. Nel complesso, a livello di circondario, in relazione agli eventuali arrivi coordinati dalla Prefettura di Bologna, si prevede di dare accoglienza a una settantina di persone. Si tratta, nello specifico, di bambini, donne e anziani.

Ospitalità da parte delle famiglie – Le famiglie presenti a Imola, che sono disponibili, a titolo del tutto solidaristico, a dare ospitalità presso la propria dimora ai profughi in fuga dall’Ucraina devono candidarsi sul portale del progetto Vesta, afferente al SAI METRO, al link: www.progettovesta.com -> candidati -> sei di bologna. Nel sito si troverà anche il modulo per comunicare alla Questura l’arrivo delle persone che vengono ospitate, per consentire che si attivi il protocollo di accoglienza.

I cittadini che intendono mettere a disposizione alloggi di proprietà dovranno presentare la propria candidatura inviando una email a: [email protected], oppure [email protected].

Assistenza sanitaria – L’assessorato regionale alle Politiche per la Salute ha inviato alle Aziende Sanitarie le prime indicazioni per assicurare soccorso ai profughi, che saranno presi in assistenza dal Servizio Sanitario Regionale. Rispetto alla gestione delle misure di contenimento della pandemia, l’Ausl di Imola ha previsto tamponi gratuiti e a libero accesso presso il padiglione 12 dell’ex ‘Lolli’, nel retro dell’Ospedale vecchio, dalle 9 alle 12,30, dal lunedì al sabato. Verrà inoltre garantito un servizio di testing a domicilio, per favorire l’adesione di chi ha difficoltà di spostamento. In ogni caso, sarà anche verificata la situazione vaccinale dei profughi che effettueranno il tampone, programmando di conseguenza l’eventuale vaccinazione. Per il momento, salvo accordi regionali, non deve essere utilizzato il “canale” delle farmacie.

Inserimento scolastico – Il Comune, di concerto con le istituzioni scolastiche, metterà a punto tutte le azioni necessarie per l’inserimento scolastico e la piena integrazione degli alunni/e provenienti dalle famiglie dei profughi che arriveranno nella nostra città. Il Comune è già pronto con i percorsi di ascolto, confronto e supporto nelle classi in cui alunni/e manifestassero situazioni importanti di disagio, difficoltà nelle relazioni o preoccupazioni derivanti dalle conseguenze del conflitto in essere.

 Donazione di beni – Per quanto riguarda la raccolta e l’invio di beni di prima necessità, la Prefettura fa sapere che la filiera delle donazioni sarà gestita dalla Caritas. Nel ringraziare per la grande disponibilità e sensibilità con la quale in tanti si sono attivati, il sindaco Panieri fa sapere che, come comunicato dalla Prefettura, non è possibile garantire l’arrivo di aiuti in Ucraina. La Croce Rossa Italiana e No Sprechi assisteranno i ricongiungimenti informali. CRI raccoglie vestiario, mascherine e sanificanti, giocattoli, libri e materiali scolastici, mentre No sprechi distribuirà prodotti alimentari, per l’igiene della persona e pannolini per bambini. La raccolta di farmaci viene invece gestita dal sistema sanitario nazionale.

Donazioni in denaro – Per quanto riguarda la possibilità di donazioni in denaro, i cittadini interessati possono aderire alla raccolta fondi gestita dalla Regione Emilia-Romagna: Iban T69G0200802435000104428964 (dall’estero sul codice Bic Swift: UNCRITM1BA2). Causale: “Emergenza Ucraina”. Il conto corrente è intestato all’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile dell’Emilia-Romagna.