Imola. “La scuola imolese si prepara ad accogliere i bambini/e e ragazzi/e in fuga dalla guerra in Ucraina e lo fa mettendo in campo tre azioni, per garantire il loro pieno inserimento e integrazione – fa sapere Fabrizio Castellari, vicesindaco ed assessore alla Scuola -. Le tre azioni consistono nell’accoglienza, in percorsi brevi di alfabetizzazione e nel supporto psicologico”.

La prima azione: l’accoglienza nelle scuole – La prima azione riguarda l’accoglienza nelle scuole di ogni ordine e grado dei bambini/e ragazzi/e provenienti dalle famiglie dei profughi che arriveranno nella nostra città, sia attraverso il sistema dell’accoglienza predisposto dalla Prefettura sia attraverso i ricongiungimenti famigliari. “A questo proposito – dichiara Castellari – la prossima settimana riuniremo il Tavolo di confronto della scuola imolese, che oltre al Comune comprende tutti i dirigenti scolastici, proprio per definire le modalità per organizzare al meglio l’accoglienza e l’inserimento dei bambini/e provenienti dall’Ucraina, in fuga dalla guerra. La nostra comunità scolastica saprà rispondere in modo adeguato a questa emergenza, in un territorio che ha fatto dell’accoglienza e dell’integrazione un suo tratto distintivo. Sperimentare l’accoglienza costituisce un valore educativo prezioso e fondamentale anche per chi accoglie, oltre che per chi la riceve”.

La seconda azione: percorsi brevi di alfabetizzazione – Attraverso il proprio servizio al Diritto allo studio, il Comune sta organizzando percorsi brevi di alfabetizzazione per piccoli gruppi, da svolgersi prima dell’inserimento nelle scuole. “In questo modo vogliamo utilizzare proficuamente i giorni che intercorreranno fra l’arrivo in città dei bambini/e e l’inizio dell’inserimento nelle scuole. Questa alfabetizzazione servirà per far sì che inizino la loro frequenza scolastica con un vocabolario minimo che permetta a tutti loro di muoversi con minori difficoltà nel contesto scolastico” spiega il vicesindaco che aggiunge “si tratta di un intervento straordinario, che riteniamo importante e molto utile, per il quale non faremo mancare le risorse, per fare sì che l’accoglienza e l’inserimento nelle nostre scuole dei bambini/e ucraini possa avvenire al meglio”.

La terza azione: il supporto psicologico – La terza azione consiste nel mettere in campo fin d’ora un supporto psicologico per gli alunni/e che lo richiedessero. A fornirlo è lo Sportello gratuito di consulenza psico-educativa che il Comune da molti anni mette a disposizione delle famiglie e delle scuole, anche grazie al contributo della Fondazione Santa Maria Goretti.

“In relazione ai drammatici eventi di guerra che stanno coinvolgendo l’Ucraina ed alle ripercussioni di questi sulle comunità presenti nel nostro territorio e nelle scuole, il servizio Diritto allo Studio del Comune si è già reso disponibile verso le scuole ad attivare percorsi di ascolto, confronto e supporto nelle classi in cui alunne/i manifestassero situazioni importanti di disagio, difficoltà nelle relazioni o preoccupazioni derivanti dalle conseguenze del conflitto in essere – fa sapere il vice sindaco ed assessore alla Scuola -. Gli eventuali interventi saranno attivati là dove richiesti dalle scuole e costruiti insieme a loro”.

Per quanto riguarda gli studenti degli Istituti d’Istruzione Superiore, sempre nell’ambito delle attività dello Sportello, una psicologa si è resa disponibile ad accogliere studenti che per gli stessi eventi manifestassero la necessità di un ascolto ed un supporto psicologico dedicato.

Ad oggi sono 38 gli studenti di nazionalità ucraina che frequentano le scuole imolesi e sei quelli di nazionalità russa. Le richieste sia d’intervento nelle classi che di accesso allo sportello per gli studenti delle scuole superiori vanno inviate all’email: [email protected]

Per informarli di queste opportunità messe in campo, il Comune nei giorni scorsi ha inviato una lettera a tutti i dirigenti degli Istituti Scolastici di Imola.

“Si tratta di un intervento molto prezioso a disposizione delle scuole che consolida l’idea dell’accoglienza e dell’integrazione che è alla base dei valori fondanti della comunità scolastica e più in generale della nostra comunità territoriale. Stiamo vivendo una pagina di guerra poco lontano dai nostri confini nazionali che nessuno di noi avrebbe mai pensato di vivere e che speriamo si fermi quanto prima. Nel frattempo, è la macchina della solidarietà e dell’accoglienza che è in cammino e che non può non vedere la nostra comunità scolastica da sempre attenta ai valori dell’integrazione muoversi senza esitazioni” conclude il vicesindaco ed assessore alla Scuola.