Bologna. Continua la catena di lutti e incidenti sul lavoro. Ne parliamo con Roberta Castronuovo, segretaria regionale della Fim.

Quali sono gli aspetti su cui il sistema produttivo dovrebbe investire per migliorare le condizioni di salute e sicurezza sul lavoro di lavoratori e lavoratrici?
“Nel sistema produttivo, mi riferisco a quello meccanico, non ci sono così tanti eventi che ad oggi ci facciano richiamare a una mancata osservanza delle disposizioni in tema di salute e sicurezza. Il problema è principalmente in tutte quelle pieghe dell’attività produttiva caratterizzate da partite Iva, quindi lavoratori autonomi o piccole realtà lavorative dove ancora non si sono assolutamente consolidati quelli che sono due elementi fondamentali per garantire la sicurezza dei lavoratori: la responsabilità e la consapevolezza del rischio. Molte aziende appaltano le lavorazioni in cui i lavoratori sono meno sicuri, per questo occorre assolutamente che anche in questi ambiti cresca la consapevolezza del rischio attraverso la  formazione. La formazione è fondamentale ma ne se non c’è quella attenzione e disponibilità ad accogliere le conoscenze che la formazione mette a disposizione risulta inutile.”

Veniamo agli li infortuni mortali dei giovani in stage nell’ambito della formazione professionale. Quale soluzione?
“Sicuramente non è l’eliminazione della formazione professionale, quindi dobbiamo impegnarci per migliorare la situazione in cui operano questi giovani nelle aziende, in particolare investire sulla figura del Tutor, un ruolo di vigilanza costante, continua che deve essere sempre accanto ai ragazzi, che sono più esposti al rischio anche dove non c’è una impiego diretto in quanto non possono conoscere  a pieno il contesto lavorativo e l’organizzazione del lavoro. In questi casi è chiaro che è fondamentale il ruolo del preposto che deve vigilare sui ragazzi e costruire la loro consapevolezza del rischio.”

Cosa devono fare i sindacalisti e  rappresentanti dei lavoratori (RLS)  che operano sul territorio e nelle aziende per migliorare le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori?
“Esercitare il ruolo, e in particolare  con la legge 215  e la modifica dell’articolo 52, quando si andrà a costituire un fondo con risorse economiche destinate a mettere sullo stesso piano ogni realtà lavorativa. Non si potrà più prescindere dalla rappresentanza dei lavoratori in tema di salute e sicurezza, diritto dei lavoratori. Si deve sviluppare l’esperienza positiva dei comitati Covid, in cui per la prima volta, e realmente insieme ai datori di lavoro, si è creata quella la collaborazione tecnica che associata alla negoziazione sindacale ha garantito il connubio tra lavoro e sicurezza.”

(a cura di m.z.)