Collegato al router principale per mezzo di uno dei tanti hub della server farm, il web server si stava godendo la notte in modalità stand-by; improvvisamente giunse una richiesta di connessione al sito di un giornale.

L’utente si stava connettendo per pubblicare un articolo con cui dare un annuncio molto temuto in quei giorni, lo scoppio della guerra; quella non fu l’unica pubblicazione, ma ne seguirono molte altre da parte di altri giornalisti. In seguito, tutti i lettori più assidui del giornale on-line si collegarono per avere notizie sull’incursione degli invasori e poi, man mano che queste si diffondevano, molti altri si connessero; tutte le schede di rete del web server si attivarono per gestire l’infinità di accessi al sito, sia per attività di consultazione che di pubblicazione.

Guerra (Foto Pixabay)

Le ultim’ora su quell’insensato attacco si susseguivano ininterrottamente e, più le prospettive riportate si facevano cupe, più aumentavano le connessioni, come se la gente cercasse ad ogni aggiornamento di rincuorarsi continuamente.

Purtroppo, la situazione andava sempre più peggiorando fra combattimenti, distruzione, morte e coinvolgimento di innocenti costretti a fughe disperate. Come sempre, in tali situazioni, l’informazione non conobbe riposo: le persone volevano sapere il più possibile, farsi un quadro preciso degli eventi, per poter avere idee, esprimere opinioni, formulare ragionamenti e diventare, a modo loro, tutti esperti di tattica militare, di politica estera e diplomazia internazionale, guru del settore insomma, come nel caso della pandemia di Covid-19, peraltro non ancora superata, quando si voleva essere tutti virologi.

“Quali obiettivi hanno attaccato?”, “Quanti morti ci sono stati?”, “Quando ci saranno i negoziati per il cessate il fuoco?”, “Come si muovono le Nazioni Unite?”; a queste e ad altre domande le varie agenzie di stampa non sempre davano risposte concordi e ciò rendeva necessario consultarle un po’ tutte.

La rete era sotto pressione e i server ben surriscaldati, non solo per la sana pubblicazione e consultazione, ma anche per fare da strumento a odiose campagne mediatiche, costituite principalmente da fake news volte ad intorpidire ancora di più le acque, come se già non lo fossero abbastanza. Giorno e notte la quantità di informazioni che transitavano in rete era smisurata; per il web server sarebbe stato un periodo di fuoco, nel quale il data streaming avrebbe subito un notevole incremento.

Nel cuore di una notte di marzo si udirono passi nella server farm; due tecnici si avvicinarono al web server e installarono su di esso una scheda di rete e una memoria ausiliarie, sostituendo poi anche la ventola per il raffreddamento con una più potente. Ciò costituiva un segno inequivocabile che il carico di attività sarebbe aumentato; un peggioramento della situazione? Difficile dirlo.

(Marco Martelli)