“Imola e il Nuovo Circondario Imolese si sono attivati per garantire la prima accoglienza e l’assistenza dei profughi provenienti dall’Ucraina, attraverso risposte adeguate e strutturate, che sappiano considerare e mettere in campo anche un’attenzione particolare alla mediazione linguistica e culturale e al sostegno psicologico per queste donne e questi bambini che, non va dimenticato, arrivano da un Paese martoriato dalla guerra”, fa sapere Daniela Spadoni, assessore al Welfare del Comune di Imola.

“La regola che ci siamo dati è quella di seguire, nell’accoglienza, il percorso istituzionale, cioè un’azione coordinata fra tutti i livelli istituzionali, per cui invitiamo anche i cittadini a seguire questo percorso. Chi arriva dall’Ucraina per prima cosa deve recarsi al Commissariato di Polizia, registrarsi e dichiarare se si gode di ospitalità presso famiglie italiane o ricongiungimenti con parenti ucraini, oppure se non si ha alcun riferimento e quindi chiede di entrare nei percorsi di accoglienza gestiti dai Cas” aggiunge l’assessora Spadoni.

Ad oggi ad Imola sono censite in totale 104 persone profughe, di cui 9 ospitate (3 donne e 6 minori) nel Cas gestito dall’associazione Trama di Terre; 3 (1 donna e 2 minori) nel Cas gestito da Solco Civitas e 92 persone in famiglie, per la maggior parte dei casi si tratta di ricongiungimenti, ma non mancano anche famiglie imolesi che ospitano persone profughe. Al momento, la maggioranza dei profughi che sono arrivati sono minori.

Prima accoglienza – La “prima accoglienza” ai cittadini Ucraini privi di alloggio viene fornita tramite la rete dei CAS (Centri di accoglienza straordinari), gestiti da cooperative sociali e/o associazioni, rispetto ai quali la Prefettura di Bologna ha aperto il bando: si tratta di una procedura alla quale i gestori interessati possono candidarsi direttamente. I riferimenti al link: www.prefettura.it/bologna/news/Bandi_di_gara_e_contratti-13290319.htm#News_112715.

Il bando scade mercoledì 16 marzo. Alla scadenza del bando si saprà quanti posti sono disponibili in questo tipo di accoglienza anche nel nostro territorio, oltre a quelli già attivati.

E’ prevista anche una “seconda accoglienza” attraverso la rete del SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione), per la quale il governo si sta attivando. Al momento la rete Cas e quella Sai sono le uniche che beneficiano di finanziamenti nazionali.

In caso di necessità potranno essere utilizzate anche altre strutture ricettive.

Ospitalità da parte delle famiglie – Le famiglie presenti a Imola, che sono disponibili, a titolo del tutto solidaristico, a dare ospitalità nella propria dimora ai profughi in fuga dall’Ucraina devono candidarsi sul portale del progetto Vesta, afferente al SAI METRO, al link: www.progettovesta.com -> candidati -> sei di bologna

Nel sito si trova anche il modulo per comunicare alla Questura o al Commissariato l’arrivo delle persone che vengono ospitate, per consentire che si attivi il protocollo di accoglienza.

Inoltre, i cittadini che intendono mettere a disposizione alloggi di proprietà dovranno presentare la propria candidatura inviando una email a: [email protected], oppure [email protected].

Inserimento scolastico – Il Comune, di concerto con le istituzioni scolastiche, ha messo a punto tutte le azioni necessarie per l’accoglienza e l’inserimento scolastico degli alunni/e provenienti dalle famiglie dei profughi in arrivo nella nostra città. Inoltre, il Comune è già pronto con i percorsi di ascolto, confronto e supporto nelle classi in cui alunni/e manifestassero situazioni importanti di disagio, difficoltà nelle relazioni o preoccupazioni derivanti dalle conseguenze del conflitto in essere.

 Donazione di beni – Per quanto riguarda la raccolta e l’invio di beni di prima necessità, la Prefettura fa sapere che la filiera delle donazioni è gestita dalla Caritas. La Croce Rossa Italiana e No Sprechi assisteranno i ricongiungimenti informali. CRI raccoglie vestiario, mascherine e sanificanti, giocattoli, libri e materiali scolastici, mentre No sprechi distribuisce prodotti alimentari, per l’igiene della persona e pannolini per bambini. La raccolta di farmaci viene invece gestita dal sistema sanitario nazionale.

Donazioni in denaro – Per quanto riguarda la possibilità di donazioni in denaro, i cittadini interessati possono aderire alla raccolta fondi gestita dalla Regione Emilia-Romagna: Iban IT69G0200802435000104428964 (dall’estero sul codice Bic Swift: UNCRITM1BA2). Causale: “Emergenza Ucraina”. Il conto corrente è intestato all’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile dell’Emilia-Romagna.