Bologna. Legacoop Emilia Romagna ha presentato in un convegno le sue proposte per le tre S della logistica (semplice, sicura, sostenibile), e con  uno dei diretti interessati, Gianmaria Balducci presidente nazionale di Legacoop produzione & Servizi, cerchiamo di fare una sintesi delle analisi e delle proposte emerse dall’incontro.

“Comincio con una considerazione generale: la logistica per molto tempo è stata considerata un’attività marginale della quale ci si occupava solo quando si trattava di ridurre i costi. Questa situazione ha fatto crescere un sottobosco di aziende che operavano spesso in modo poco trasparente, con finalità sovente speculative e che lavoravano in attivo solo comprimendo i costi del personale.”

Poi è arrivata la pandemia e magari la consapevolezza che l’uomo più ricco del mondo Jeff Bezos (il boss di Amazon) era diventato tale proprio grazie alla logistica…
“Appunto, e abbiamo capito che è un settore strategico e che se non funziona a dovere rischiano di saltare intere filiere produttive e i meccanismi di approvvigionamento di un intero paese. L’analisi presentata al convegno dal prof Cascetta era iniziata prima dell’arrivo del Covid ed è un bene avere chiavi di lettura del comparto che intrecciano dimensione regionale, nazionale e internazionale. La prima dinamica osservato e che può essere considerata sorprendente è che nella nostra Regione c’è una richiesta molto alta di nuovi poli logistici ed è ovvio chiedersi come mai avviene tutto questo. Una prima risposta va individuata nella crescita del commercio online che infatti  durante la pademia ha fatto un balzo importante passando dal 5 al 10% del totale delle transazioni; aggiungo comunque che noi siamo ancora lontani dalle percentuali che si vedono in altri paesi europei. Più online vuol dire più magazzini di logistica, ma non sviluppa necessariamente un miglioramento nelle modalità di trasporto, anzi può succedere esattamente il contrario e provocare, proprio per la frammentazione delle consegne, un aumento delle emissioni  di CO2.”

Ma indietro non si torna.
“Vero e infatti molti stanno investendo in questo ambito contando sul fatto che la crescita sarà sostenuta e che raggiungeremo anche qui le percentuali degli altri paesi europei.”

Altri elementi critici?
“Un dato sconfortante è che nei negozi fisici (in particolare quelli alimentari) il meccanismo dei rifornimenti è tale da far sì che i camion spesso girino desolatamente vuoti (la media del riempimento è del 40%). Questo dipende dal fatto che la distribuzione pretende dei meccanismi particolari e la sola logistica può fare poco per migliorare gli elementi negativi che ho appena ricordato. La ricerca effettuata ci ha dunque indicato un percorso preciso: non dobbiamo limitarci al sistema di trasporto, dobbiamo esaminare le filiere di produzione e distribuzione se vogliamo individuare soluzioni che rendano possibile una logistica semplice, sostenibile e sicura.”

Come incentivare chi vuole operare al meglio?
“Qui devono intervenire le istituzioni, in primis la Regione, per definire politiche che incentivino le buone pratiche e rendere ben chiaro che il tema della sostenibilità non arriva solo al cancello dell’azienda, ma deve seguire la produzione nei suoi spostamenti, ivi compreso il riciclaggio dei prodotti per così dire esausti. Viviamo un momento delicato per quel che riguarda i mezzi di trasporto perché ai problemi già in essere si sono aggiunti i costi dei carburanti e attualmente l’opzione elettrica è fuori mercato per i costi che ha (diverso il discorso per i trasporti dell’ultimo miglio dove sono già operativi veicoli elettrici abbordabili).”

Una situazione complicata proprio ora che sembrava arrivato il momento della transizione verso trasporti più green.
“Il paradosso è che ora tutto converge per rendere questa matassa molto complicata, ma, al tempo stesso, rende non più rinviabile un superamento dell’attuale logistica e il tutto è aggravato dal fatto che non si trovano più gli autisti e bisogna anche far capire che questo mestiere può essere appetibile e dare soddisfazioni perché sarà completamente diverso da quello  che hanno svolto le precedenti generazioni, a partire dai mezzi molto evoluti e che dispongono di strumenti di assistenza alla guida in grada di abbattere il pericolo di incidenti.”

In ogni caso abbiamo parlato soprattutto di ruote di gomma e quelle ruote hanno bisogno di infrastrutture, cioè strade e sappiamo bene che questo è un tema tendenzialmente divisivo.
“Partiamo da un concetto emerso dalla nostra analisi: più la strada è scorrevole, più è efficiente e sostenibile (ce lo dicono le black box di Unipol, che ne ha installate diversi milioni, e che hanno permesso di monitorare giorno per giorno i punti critici della viabilità in Emilia Romagna, e queste criticità sono attive ogni settimana cinque giorni su sette). Le inefficienze da sovraffollamento (a partire dalla mancata consegna o dai ritardi della stessa) sono state studiate e valutate: rappresentano un costo annuo di più di un miliardo di euro. Legacoop è dunque in campo con le sue analisi e le sue proposte (che ho brevemente illustrato) si tratta adesso di passare ad una fase operativa sia a livello aziendale che istituzionale.”

(m.z.)