Riceviamo e pubblichiamo l’appello del Comune di Dozza al Senato sul tema dei limiti di esposizione all’inquinamento elettromagnetico.

Il Comune di Dozza, per voce del sindaco Luca Albertazzi, intende rivolgere un accorato appello ai membri del Senato della Repubblica affinché nell’imminente opera di valutazione di quelli che sono i limiti di esposizione per la popolazione ai campi elettromagnetici sul territorio nazionale continuino a prevalere i parametri di sensibilità, attenzione e tutela della salute collettiva.

Un tema particolarmente caro alla comunità dozzese, come rimarcano le molteplici ordinanze firmate dallo stesso primo cittadino per salvaguardare l’area comunale da quella fase di sperimentazione e installazione della tecnologia 5G tutt’ora priva di chiare risultanze scientifiche in merito all’impatto sulla salute pubblica e sull’ambiente, da dove è partita quella progettualità che porterà a breve il nuovo Circondario imolese a dotarsi di uno specifico Piano Antenne.

Un risultato straordinario partito proprio dall’opera dozzese di sensibilizzazione che non bagna le radici nell’ideologia o nei concetti preconfezionati ma attinge da quella costruttiva fermezza in grado di abbinare al ruolo amministrativo la costante necessità di meglio comprendere, analizzare e razionalizzare ogni ambito strettamente connesso ad un’incidenza, positiva o negativa, sulla collettività.

Preoccupano le pressioni esercitate negli ultimi tempi dalle compagnie telefoniche nelle diverse sedi istituzionali italiane per innalzare sensibilmente quei parametri di legge che oggi certificano la soglia limite dell’inquinamento elettromagnetico a 6 V/m, tra i più cautelativi e quindi virtuosi d’Europa, contro i 61 V/m richiesti dai rappresentanti delle TLC. Il tutto mascherato dalla presunta esigenza di un mancato accesso paritario al mercato o da uno svantaggio competitivo per gli stessi operatori impossibilitati all’utilizzo di siti di cui le società già dispongono sul territorio.

Esistono studi, dalla significativa valenza tecnica, che certificano come i limiti di legge attuali non costituiscano affatto un deterrente per la realizzazione delle reti e per perseguire l’obiettivo della parità delle condizioni di accesso al mercato per gli operatori economici.

Pare piuttosto una strategia finalizzata all’abbattimento degli investimenti in infrastrutture porta-impianti per sfruttare al massimo quelle già esistenti sul territorio ospitando su tali strutture quanti più operatori possibili.
Questo, naturalmente, a discapito dei livelli di emissione e del conseguente rischio per la popolazione e penalizzando, paradossalmente, proprio lo sviluppo efficace ed armonico delle reti e dei servizi.

Non solo. Limiti più alti significano dunque, per i gestori delle torri, avere la possibilità di ospitare su meno pali molti più operatori ma con un evidente risvolto negativo proprio in termini di diffusione dei servizi. Le reti dei diversi operatori tenderebbero, infatti, ad avere tutte le stesse zone di copertura con il risultato inevitabile di determinare zone con scarsa, o nulla, copertura a discapito dello sviluppo di zone già depresse.

Il Comune di Dozza dice no all’innalzamento dei limiti per soddisfare esigenze di carattere puramente economico e si appella alla massima riflessione di tutte le più alte sfere istituzionali. Lo sviluppo tecnologico è possibile anche con gli attuali limiti di esposizione.

La parità di accesso è assicurata da una parità di trattamento in termini di valutazione delle esigenze dei diversi operatori economici che, attraverso la presentazione dei loro programmi di sviluppo delle reti, consentono all’Ente Locale di svolgere un’adeguata pianificazione strategica del territorio. Un modo per individuare le soluzioni che, garantendo la qualità dei servizi, meglio rispondono ai criteri di armonizzazione e minimizzazione. Per tutti gli operatori contemporaneamente e senza disparità alcuna.

Ricordiamo, infine, che perfino i dipartimenti dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente si sono espressi in tal senso. La realizzazione delle reti in tecnologia 5G non necessita di innalzamenti dei limiti di legge vigenti per adeguarli ai valori europei (di ben 10 volte superiori ai valori italiani).

(Luca Albertazzi, sindaco del Comune di Dozza)