Imola. “La nostra città si sta confermando nei valori che ha sempre vissuto, come l’accoglienza delle persone in difficoltà. Nessuno di noi si sta dimenticando che nel mondo ci sono tantissime persone costrette a lasciare la propria terra a causa della cattiveria dell’uomo, ma in questo momento gli Ucraini sono l’emergenza a cui dobbiamo rispondere. Stiamo affinando i meccanismi della collaborazione tra Istituzioni ed Enti del nostro territorio al fine di rendere il sistema dell’accoglienza più fruibile a tutti. Chiediamo a tutti di avere pazienza e di collaborare insieme perché prima di tutto sia offerto agli sfollati un ambiente sereno e sano per il loro prossimo futuro, nonché una comunità in grado di supportarli anche nei traumi subiti”, dichiara Daniela Spadoni, assessore al Welfare del Comune di Imola.

Ad oggi a Imola sono censite in totale 191 persone profughe (compresi i minori), di cui nove ospitate (3 donne e 6 minori) nel Cas gestito dall’associazione Trama di Terre; tre (1 donna e 2 minori) nel Cas gestito da Solco Civitas e 179 in famiglie: per la maggior parte dei casi si tratta di ricongiungimenti, ma non mancano anche famiglie imolesi che ospitano persone profughe.

Prima accoglienza – La “prima accoglienza” ai cittadini Ucraini privi di alloggio viene fornita tramite la rete dei CAS (Centri di accoglienza straordinari), gestiti da cooperative sociali e/o associazioni, rispetto ai quali la Prefettura di Bologna ha aperto il bando che scade il 16 marzo Al momento, di certo su Imola si è candidato l’Istituto “Piccole suore di S. Teresa del Bambino Gesù”, che da subito accoglierà le prime persone (a quanto risulta, si ipotizza una decina, fra donne e minori). Poi, nei prossimi giorni, si saprà in modo definitivo quanti posti saranno disponibili in questo tipo di accoglienza anche nel nostro territorio, oltre a quelli già attivati. E’ prevista anche una “seconda accoglienza” attraverso la rete del SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione), per la quale il governo si sta attivando. Al momento la rete Cas e quella Sai sono le uniche che beneficiano di finanziamenti nazionali. In caso di necessità potranno essere utilizzate anche altre strutture ricettive.

Ospitalità da parte delle famiglie – Le famiglie presenti a Imola, che sono disponibili, a titolo del tutto solidaristico, a dare ospitalità nella propria dimora ai profughi in fuga dall’Ucraina devono candidarsi sul portale del progetto Vesta, afferente al SAI METRO, al link: www.progettovesta.com -> candidati -> sei di bologna Inoltre, i cittadini che intendono mettere a disposizione alloggi di proprietà dovranno presentare la propria candidatura inviando una email a: [email protected], oppure [email protected].

Inserimento scolastico – Il Comune, di concerto con le istituzioni scolastiche, ha messo a punto tutte le azioni necessarie per l’accoglienza e l’inserimento scolastico degli alunni/e provenienti dalle famiglie dei profughi in arrivo nella nostra città. Inoltre, il Comune è già pronto con i percorsi di ascolto, confronto e supporto nelle classi in cui alunni/e manifestassero situazioni importanti di disagio, difficoltà nelle relazioni o preoccupazioni derivanti dalle conseguenze del conflitto in essere.

 Donazione beni di prima necessità – Per quanto riguarda la raccolta e l’invio di beni di prima necessità, la Prefettura fa sapere che filiera delle donazioni è gestita dalla Caritas. Da parte loro, la Croce Rossa Italiana – Comitato di Imola e ‘No Sprechi’ assistono i ricongiungimenti informali presenti nel nostro territorio, con la raccolta e la donazione di beni di prima necessità e di altri materiali. In particolare, CRI – Comitato di Imola raccoglie e distribuisce vestiario, mascherine e sanificanti, giocattoli, libri e materiali scolastici (zaini e astucci), mentre ‘No Sprechi’ raccoglie e distribuisce prodotti alimentari, per l’igiene della persona, pannolini per bambini e materiale didattico (quaderni e album da disegno). Questi sono i riferimenti: CRI – Comitato di Imola 0542-34035 (attivo dal lunedì al sabato dalle ore 8.30 alle ore 18.30); NO SPRECHI 351 7503616 (attivo dal lunedì al venerdì ore 8.30/12.00)

Donazioni in denaro – Per quanto riguarda la possibilità di donazioni in denaro, i cittadini interessati possono aderire alla raccolta fondi gestita dalla Regione Emilia-Romagna: Iban IT69G0200802435000104428964 (dall’estero sul codice Bic Swift: UNCRITM1BA2). Causale: “Emergenza Ucraina”. Il conto corrente è intestato all’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile dell’Emilia-Romagna.