Da Imola a Ginevra, prosegue l’azione dell’Imola Living Lab nei temi della sostenibilità ambientale, sicurezza stradale e inclusione. Nei giorni scorsi, infatti, Imola è stata protagonista, in video collegamento dall’autodromo, della 84esima sessione del Global Forum for Road Traffic Safety (WP.1), svoltasi a Ginevra. Durante la prima giornata di lavori che, ricordiamo, coinvolgono stakeholders da tutto il mondo in ambito sicurezza stradale e temi trasversali all’Agenda 2030, a nome di Imola Living Lab sono intervenute le assessore all’Ambiente e mobilità sostenibile, Elisa Spada e all’Autodromo, Elena Penazzi, insieme alla professoressa Valeria Vignali, dell’Università di Bologna. Al centro del loro intervento ci sono stati i passi fatto in questo anno dall’Imola Living Lab, nei differenti ambiti della sostenibilità ambientale, sicurezza stradale e inclusione.

Da sinistra la professoressa Valeria Vignali, l’assessore Elena Penazzi e l’assessora Elisa Spada

In particolar modo, sul piano della sostenibilità ambientale, è stato presentato il progetto del Bosco dell’autodromo, che fa parte del piano di forestazione per il quale il Comune di Imola, attraverso la candidatura della Città Metropolitana, ha vinto il Bando del Ministero per la transizione ecologica. L’area individuata è un’area pubblica, in adiacenza al fiume Santerno, in prossimità del ponte della ferrovia, attraversata dalla ciclovia del Santerno.

Sul piano della neutralità carbonica dell’Autodromo sono stati presentati il progetto di ampliamento dell’impianto fotovoltaico esistente e lo sviluppo del Progetto Europeo PED,  in collaborazione con Enea, Unibo, Formula Imola, Con.Ami, Comune di Imola ed Hera che vede l’Autodromo come un Positive Energy District capace di essere autosufficiente dal punto di vista energetico grazie all’impianto fotovoltaico, ma allo stesso tempo cedere l’energia prodotta in più alla città attraverso colonnine di ricarica elettrica.

Allo stesso modo è stata presentata la prosecuzione del lavoro sulla mitigazione attiva del rumore, frutto di programmazione e test per definire attività di pista in grado di contenere l’emissione del rumore.

Sul piano della sicurezza stradale/mobilità sostenibile è stato presentato il lavoro congiunto di Istituzioni, Formula Imola e Unibo che ha portato ad avere l’autodromo come una delle sedi del Master Internazionale di Mobilità Sostenibile. Ricerca, innovazione, formazione che diventano parti integranti delle progettualità del Comune attraverso tesi e dottorati di ricerca, oltre che di azioni, in particolare l’attivazione di corsi di guida sicura.

Sul piano dell’inclusione è stato anticipato un evento dedicato che sarà realizzato a Imola in accordo e collaborazione con l’Istituto di Montecatone.

Ricordiamo che Imola Living Lab è il progetto che fa perno sull’autodromo Internazionale “Enzo e Dino Ferrari”, richiamando l’Agenda 2030 verso tre obiettivi principali: la sostenibilità ambientale, la sicurezza stradale e l’inclusione.  Il progetto è portato avanti dalle Assessore all’ambiente e mobilità sostenibile Elisa Spada e all’autodromo Elena Penazzi, insieme alla professoressa Valeria Vignali dell’Università di Bologna.

Nato ufficialmente con la presentazione a settembre scorso nel corso della 83ª Sessione WP.1, Imola Living Lab ha confermato gli impegni e proseguito con la sua affermazione con l’evento del 17 novembre 2021 a Imola, nel corso del quale gli elementi chiave dell’Agenda 2030 sono stati trattati in chiave territoriale: sostenibilità, sicurezza, inclusività e ricerca che vede l’Autodromo come luogo di formazione e ricerca applicata.

 I prossimi appuntamenti – Il lavoro di Imola Living Lab proseguirà nei prossimi mesi con una serie di appuntamenti e incontri già programmati. Nello specifico, ad aprile a palazzo Sersanti è in programma un evento in cui si parlerà di Tecnologia automotive e PNRR, con l’intervento di ospiti internazionali e rappresentanti della Motor Valley. A giugno, invece, l’impegno è quello di strutturare un convegno, all’interno dell’autodromo, incentrato sulla “inclusività”, in accordo e collaborazione con l’Istituto di Montecatone.