Bologna. Dopo quasi due anni di negoziato, sospeso nel 2020 a causa dell’emergenza Covid, gestita applicando la clausola di ultrattività degli accordi esistenti e con intese specifiche legate alla fase emergenziale, le lavoratrici e i lavoratori di IMA SpA hanno approvato (con il 71,5% di voti favorevoli, 28,5% i contrari e un’affluenza al voto dell’80% dei lavoratori in tutti i siti – 2248 votanti complessivi) l’ipotesi di Accordo aziendale che interessa gli oltre 2800 addetti degli stabilimenti di Bologna, Calenzano (FI), Parma e Collecchio (PR) e Alessandria.

L’intesa prevede importanti avanzamenti della parte normativa quali il diritto di assemblea sindacale presso Ima per tutti i lavoratori dipendenti di aziende esterne, l’impegno comune a combattere violenze e molestie sul luogo di lavoro, la formazione dei responsabili per affrontare le diversità di genere, l’introduzione della Banca ore solidale, l’allargamento ai percorsi di studio non tecnici delle Borse di studio per i figli dei dipendenti, la conferma del sostegno al piano di mobilità sostenibile finanziato da Ima per i Comuni di Ozzano e Castel San Pietro Terme, l’adeguamento agli aderenti al Fondo di previdenza Previlabor dei miglioramenti introdotti dal Contratto nazionale per gli aderenti al Fondo Cometa e l’apertura di un confronto sul tema dell’alternanza generazionale.

Particolare attenzione è rivolta al tema della Formazione e dell’Inquadramento; in particolare viene confermato il consistente pacchetto formativo già presente in Ima al quale si aggiunge un nuovo piano di formazione sui temi della digitalizzazione che coinvolgerà tutti i dipendenti. L’accordo prevede inoltre la rapida apertura di un confronto per aggiornare la mappatura delle competenze e aggiornare il sistema delle valorizzazioni professionali già presente in Ima anche sulla base della recente riforma dell’inquadramento professionale introdotta nell’ultimo Contratto nazionale.

L’accordo allarga ovunque possibile la flessibilità di orario in ingresso da 1 a 2 ore e rende strutturale l’utilizzo dello Smart working sperimentato durante l’emergenza Covid regolamentandone tutti gli aspetti relativi a strumentazione, sicurezza, orario di lavoro, diritto alla disconnessione, buono pasto e introducendo momenti di monitoraggio e confronto periodici per garantirne una gestione omogenea in tutti gli stabilimenti di Ima. Particolarmente innovativa è la parte dell’Accordo che regolamenta il tema dell’assistenza ai clienti a distanza, sempre più utilizzata durante l’emergenza Covid in alternativa alle trasferte di personale e che richiede nuovi tipi di competenze e professionalità nell’utilizzo di tecnologie digitali avanzate. L’accordo, su questo punto, regolamenta formazione, inquadramento professionale minimo (non inferiore al livello B1 – ex 5S), orari di lavoro, sicurezza, reperibilità (con relativo riconoscimento economico e di riposi compensativi ampiamente superiori a quanto previsto dal Contratto nazionale) e il riconoscimento di una indennità economica quando queste attività vengono richieste fuori dal turno di lavoro previsto, specificando che per le attività richieste in reperibilità e fuori orario vale il principio della volontarietà.

Per la parte economica il Premio di Risultato previsto sarà di 2700€ annui che sommato al Premio di Consolidamento (che prevede alla scadenza di rendere di fatto strutturale il 50% della media dei premi annui erogati nel triennio), in caso di raggiungimento degli obiettivi massimi previsti, porterà nel 2024 il salario variabile di Ima per un lavoratore di livello C3 (ex 5) a € 5991 annui.

“Si è chiuso oggi con il 70 % di SI il referendum per il rinnovo del contratto integrativo Ima Group, azienda leader mondiale nella progettazione e produzione di macchine automatiche per il processo e il confezionamento di prodotti farmaceutici, cosmetici, alimentari, tè e caffè. Un risultato quello di oggi che rispecchia il voto della RSU di dicembre 2021 – afferma Roberta Castronuovo, della segretaria generale Fim Cisl dell’Emilia Romagna e responsabile del Coordinamento Fim nazionale -. Un rinnovo che arriva dopo due anni dalla presentazione della piattaforma e dopo un lungo percorso di trattativa, sospesa durante la pandemia e di discussione di due commissioni tecniche: sullo smart-working conclusosi con un documento condiviso e una sulle attività da remoto per le quali non si è raggiunto un accordo con l’azienda. Una neo quest’ultimo nell’intesa poiché l’azienda non ha valorizzato tutte le attività da remoto e non ha riconosciuto in orario di lavoro lo stress e le difficoltà che tali attività richiedono, soprattutto a tutti i lavoratori che le svolgono a prescindere dalla mansione”.

!L’integrativo però presenta diversi aspetti innovativi che vanno dalla flessibilità dell’orario del lavoro, allo smart-working possibile su richiesta del lavoratore e monitorato dal sindacato rispetto all’esigibilità e su cui è stato inserito anche un buono pasto di 5 euro durate la modalità in lavoro agile – continua Castronuovo -. Importante il capitolo sulla formazione: alla luce dei cambiamenti tecnologici in atto la Fim ha spinto perché fosse inserito un programma di formazione digitale: hard e soft skills, dedicate alle nuove tecnologie diversificato ed esteso a tutto il personale in presenza e tramite corsi online. Attenzione anche verso la parità di genere su cui è stato concordato un corso di formazione “Gestione risorse” rivolto a tutti i responsabili affinché non ci siano comportamenti di carattere discriminatorio. Resa inoltre strutturale la banca ore solidale (BOS), ogni dipendente potrà cedere ai colleghi bisognosi quote di ore ferie maturate per un massimo di 32 ore. Rafforzate te tematiche di salute e sicurezza attraverso investimenti sui sistemi e procedure e corsi di formazione.

Nell’intesa inoltre “è stato avviato l’impegno sulla riforma dell’inquadramento che a partire dai prossimi mesi verrà formalizzato attraverso una trattativa con l’azienda insieme al contratto dei trasferisti e l’alternanza generazionale. Grande attenzione poi alle nuove attività che mettono i lavoratori, normalmente diretti, in relazione con piattaforme informatiche modificando in maniera importante le attività in particolare quelle di servizio ai clienti che prevedono anche attività notturne e nel fine settimana. Su queste come Fim continueremo a monitorare come previsto nell’intesa poiché queste sono le attività che si si svilupperanno nel prossimo futuro. Un accordo che nei contenuti rappresenta l’inizio di un percorso e che ci vedrà come sindacato protagonisti nei prossimi mesi per monitorare l’intesa raggiunta, ma soprattutto per portare avanti la discussione riguardo le trasformazioni digitali in atto e di conseguenza le nuove tipologie di lavoro”, conclude Castronuovo.

(m.z.)