Dozza. Quattro appuntamenti per conoscere e approfondire gli usi, i costumi ed i personaggi che hanno caratterizzato lo splendido romanzo storico della Rocca del borgo medievale. È l’obiettivo della rassegna “Dove abita la storia”, organizzata dal 2 al 30 aprile dalla Fondazione Dozza Città d’Arte – Museo della Rocca con il patrocinio dell’Amministrazione comunale, che calamiterà nella celebre fortezza del borgo medievale illustri ospiti, esperti e relatori.

Uno spunto organizzativo alimentato dall’importante ingresso del Museo della Rocca di Dozza, patrimonio del territorio che abbina alla rilevante porzione architettonica e monumentale quegli splendidi arredi storici custoditi al suo interno, nel circuito delle Case della Memoria.

L’Associazione Nazionale Case della Memoria riunisce, infatti, le abitazioni in cui vissero personaggi illustri in ogni campo del sapere, dell’arte, della letteratura, della scienza e della storia. La finalità è quella di far conoscere e valorizzare queste dimore nell’intento di analizzare il vissuto e lo stretto legame di alcune celebri figure storiche del tempo, come nel caso di Lorenzo Campeggi per la storia della fortezza di Dozza, con lo stesso territorio. È  proprio il tema del museo come casa e fulcro di vita quotidiana nelle diverse epoche il prezioso filo rosso che unisce i quattro eventi in calendario. Alla base c’è il continuo spirito di ricerca storico-artistica che alimenta la conoscenza e la crescita del polo museale dozzese capace di attrarre ogni anno migliaia di visitatori. Non solo. Spazio alla scoperta e all’approfondimento di aspetti inediti dell’area geografica di pertinenza e dei segreti di quelle famiglie, prima i Campeggi e poi i Malvezzi Campeggi, che per oltre cinque secoli hanno abitato le sale della Rocca.

Una programmazione che, per ogni singolo incontro, prevede la presenza ed il coinvolgimento diretto di apprezzati storici, ricercatori ed esperti capaci di portare in dote ai partecipanti il proprio patrimonio conoscitivo sull’affascinante tema.

Sabato 2 aprile, nel contesto della Giornata Nazionale delle Case della Memoria dei personaggi illustri italiani: conferenza stampa più visita guidata a partire dalle ore 17.30, Rocca di Dozza;

Venerdì 8 aprile, sul tema ‘Nobiltà a tavola tra Medioevo e Rinascimento’ conferenza dello storico Massimo Montanari a partire dalle ore 17.30, Rocca di Dozza;

Sabato 23 aprile, sul tema ‘#Castellani nella Rocca di Dozza’: conferenza stampa e inaugurazione dell’allestimento degli abiti ritrovati con lo storico del costume Federico Marangoni dalle  17.30, Rocca di Dozza. Il progetto di recupero degli abiti è stato possibile grazie al sostegno del Con.Ami.

Sabato 30 aprile, sul tema ‘Lorenzo Campeggi, diplomatico del ‘500, consigliere di re e imperatori, feudatario di Dozza’: conferenza dello storico Romolo Dodi con introduzione dello storico Marchese Giuliano Malvezzi-Campeggi dalle ore 17.30, Rocca di Dozza.

È consigliata la prenotazione (tel. 0542.678240 – 380.1234309; [email protected]roc[email protected])

Simonetta Mingazzini, presidente Fondazione Dozza Città d’Arte – Museo della Rocca: “I musei sono attualmente chiamati a compiere un salto di qualità, crediamo pertanto che il fare ‘rete’, confrontarci con altre realtà e investire sulla ricerca storica per incrementare e valorizzare il patrimonio, siano aspetti decisivi per confermare la Rocca tra i musei più visitati e apprezzati della Regione Emilia-Romagna. La rassegna pensata per aprile, alla quale parteciperanno anche scolaresche, si rivolge non solo ad appassionati di storia bensì a tutti coloro che vorranno immergersi in atmosfere d’altri tempi”.

Luca Albertazzi, sindaco del Comune di Dozza: “L’ingresso della Rocca di Dozza nel circuito della Case della Memoria è un riconoscimento molto importante che si aggiunge a tutte le altre certificazioni che conferiscono al borgo un tono nazionale e internazionale. Una progettualità mirata che testimonia come, nei settori del turismo e della cultura, esiste una direttrice di lavoro ben identificata e dalla spiccata sensibilità. Nulla viene lasciato al caso in quell’opera che delinea percorsi in grado di alimentare, da una parte, significativi flussi turistici e, dall’altra, mette in campo eventi funzionali per un’area dozzese in grande fermento. Si tratta di una piacevole conferma che rinforza la convinzione della bontà di una visione condivisa da tutti i portatori d’interesse locali”.