Imola. Sabato 2 aprile, alle 10, si svolgerà una breve cerimonia in ricordo di don Giulio Minardi quale simbolo autentico di solidarietà e coraggio, avendo il sacerdote imolese, durante l’occupazione nazifascista, anteposto la vita degli altri alla propria incolumità. La consigliera delegata Lisa Laffi in rappresentanza del Comune di Imola e il presidente dell’Anpi di Imola, Gabrio Salieri, deporranno una corona presso il busto eretto nel 2000 nel giardino dell’Istituto di Santa Caterina, in via Cavour.

Il busto che ricorda don Giulio Minardi a Santa Caterina

Durante la Seconda Guerra mondiale, il parroco imolese diede asilo a partigiani, perseguitati politici, ebrei e a militari disertori, ospitandoli nelle grandi cantine della canonica della chiesa del Carmine e in altre strutture religiose, salvando così la loro vita. Nominato cappellano delle carceri di Imola, don Minardi si prodigò anche a favore dei detenuti, visitandoli, confortandoli, divenendo il tramite fra essi e i loro familiari.

Per la sua preziosa opera, dopo la Guerra don Giulio Minardi ha ricevuto attestazioni ufficiali di riconoscenza da parte della comunità ebraica e dalle organizzazioni antifasciste di Imola. Il 2 giugno 1962 l’allora Capo dello Stato, Antonio Segni, lo ha nominato Cavaliere ufficiale al merito della Repubblica e, nella seduta solenne tenutasi il 3 luglio 1971, il Consiglio provinciale di Bologna ha conferito al religioso la Medaglia d’oro di benemerenza per le attività sociali ed assistenziali svolte durante gli anni del conflitto bellico e nel resto della sua vita, primo imolese a cui sia andato un così alto riconoscimento.