Siamo profondamente addolorati per la scomparsa di Sergio Navacchia, personalità eccezionale, che ha vissuto con grande intensità, passione, competenza e spirito di innovazione una vita sempre basata sui solidi valori della famiglia e dell’etica del lavoro.

Dotato di una rara capacità di prendersi cura delle persone e delle situazioni, dopo la grande stagione che lo ha visto protagonista in Rai, a diversi livelli, insieme alla moglie Thea ha fondato e avviato un’azienda vitivinicola, sulle colline dei Tre Monti, ad Imola, che negli anni è diventata un punto di riferimento indispensabile per lo sviluppo qualitativo dell’enologia dell’Emilia-Romagna. Il suo impegno è sempre stato rivolto a costruire e far crescere una nuova viticoltura in grado di produrre vini di alta qualità, capaci di competere, sui mercati nazionali ed internazionali, con le produzioni storicamente più blasonate, come dimostrano i tantissimi riconoscimenti ottenuti dai suoi vini. Il suo è stato un impegno svolto non solo per la propria azienda, ma più in generale per la crescita dell’area imolese, contribuendo alla istituzione della Doc Colli d’Imola e con l’impegno rivolto, nel tempo, all’Enoteca regionale Emilia Romagna e all’Ente tutela Vini di Romagna.

Da sinistra, Sergio Navacchia e il sindaco Marco Panieri

In tutto questo, di certo il frutto più bello è stata la capacità di trasmettere, nel corso degli anni, la sua passione ed i suoi valori nella conduzione dell’azienda vitivinicola ai figli David e Vittorio, costruendo e condividendo con loro i successi e lo spirito imprenditoriale, con l’orgoglio di vedere, di recente, l’ingresso in azienda della terza generazione, con il nipote Francesco.

A fianco di questo ruolo propulsivo in campo vitivinicolo, c’è sempre stato l’amore per la “sua Imola”, per la quale con vera generosità e profonda saggezza, si è sempre messo a disposizione, per contribuire al suo sviluppo, con i suoi consigli e le sue relazioni.

Ricordiamo, inoltre, come tratto distintivo della sua personalità, il grande e naturale senso di ospitalità, con il quale apriva la sua casa, anche in nome della cultura e delle arti, offrendo occasioni di incontro e di confronto anche ad importanti personalità sia in ambito locale che nazionale.

Per tutto questo, per la sua sincera e profonda umanità e per il suo vero amore per il dono della vita, gli saremo sempre grati e riconoscenti.

A nome dell’Amministrazione comunale e mio personale esprimo il più profondo cordoglio a tutti i famigliari.