Imola. Era scherzosamente chiamato dai figli David e Vittorio il “patriarca” della cantina “Tre Monti”, da lui fondata con l’amatissima moglie Thea che ora ha raggiunto in cielo. Sergio Navacchia, che si è spento il 7 aprile a 89 anni, è stato un personaggio fondamentale della “sua” Imola e non solo.

Chi scrive lo ha conosciuto già parecchi anni fa quando, almeno una volta all’anno prima di Natale, Sergio Navacchia invitava i giornalisti locali a cena nella sua ampia ed elegante casa di campagna che si raggiungeva per un’impervia strada da via Bergullo andando verso Riolo Terne, per parlare di tutto. Con una vasta cultura, aveva lavorato da giovane in Rai per lunghi nel programma radiofonico “Prima Pagina” dove intervistava i politici, di conseguenza conosceva il mondo romano del quale amava raccontare aneddoti. A Roma ricevette pure l’importante incarico di seguire la nascita di alcune sedi regionali della Rai. Di conseguenza a tavola non si parlava solamente di agricoltura e dei suoi vini diventati divenuti nel tempo di livello internazionale soprattutto nel mercato statunitense, uno dei migliori denominato “Thea” in ricordo della moglie e pure il Petrignone e il Baldo, ma anche di economia, politica, cultura e sport, infatti era tifosissimo della Roma.

Sergio Navacchia prima della vendemmia

Sergio teneva sempre a specificare che il suo non era un ristorante, venivano ospitati solamente gli amici e il conto non si pagava. Anzi, si tornava sempre a casa con qualche bottiglia preziosa in regalo. Nella sua casa, sceglieva un menu rigorosamente romagnolo nel quale spesso non mancava la trippa e ci intratteneva per ore al suo desco fino “a quando non avremo previsto chi sarà il prossimo sindaco”. Era uno spirito libero, non esitava a fare critiche con il suo tipico tono tipicamente ironico alle amministrazioni comunali quando chiedeva opere, per esempio mettere a posto una strada e i lavori tardavano ad arrivare, anche se aveva avuto rapporti costanti con i vari sindaci della città. Nel 2017, la cantina fu insignita del Grifo di cristallo che veniva assegnato dal Comune, nella cornice del teatro Stignani, a persone e imprese che si erano distinte nei rispettivi campi di attività.

Sempre nella sua casa, in estate organizzava con l’aiuto dei figli importanti concerti dedicati quasi sempre alla musica classica di qualità, sempre gratuiti su invito, che terminavano con generose degustazioni di vini della cantina e con un ricco buffet. Ospitava pure la rassegna “Cinema in tour”, spaziava nelle arti conosciute negli anni passati a Roma.

Ovviamente, è stato uno dei pilastri dell’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna con sede nella Rocca di Dozza.

Per capire quanto era conosciuto nel mondo dell’enogastronomia internazionale Sergio Navacchia, quando nell’aprile del 2012 lo chef di fama Anthony Bourdain (che era legato sentimentalmente ad Asia Argento) venne a Imola con il suo amico e collega statunitense Michale White, dedicarono una delle sue trasmissioni tv molto seguite all’Emilia Romagna. Non mancarono ampi spazi dedicati al ristorante San Domenico e alla sua cucina e pure alla cantina “Tre Monti” con i suoi vini di alta qualità ai quali erano stati conferiti i tre bicchieri del “Gambero Rosso”.

(Massimo Mongardi)