Secondo alcuni studi della clinica psichiatrica infantile e adolescenziale di Berna, la percentuale di suicidi o tentati suicidi tra i giovani è aumentata del 50% nel 2021 rispetto al 2020. Un dato assolutamente allarmante, se pensiamo che i nostri figli debbano essere il nostro futuro ed il futuro di questo pianeta.

Martedì scorso, intorno alle 10, un ragazzino è stato travolto da un treno che viaggiava sulla linea Ravenna-Rimini: purtroppo poi è emerso che si è trattato di un gesto volontario.

Antonio Grimaldi, Dirigente scolastico dell’Istituto frequentato dal ragazzo, l’Itis Nullo Baldini di Ravenna, ha inviato una lettera a tutti i genitori, gli insegnanti e gli studenti dell’Istituto.

“Un nostro studente di seconda, ha scelto di non proseguire insieme a noi questo breve tratto di vita. Quello che è accaduto è purtroppo quello che non doveva assolutamente accadere, in nessun modo, a nessuna condizione. Si tratta di una lacerazione straziante, sicuramente per la famiglia e per le persone a lui più care; ma lo è anche per tutta la nostra scuola, per tutti i compagni, della sua e di altre classi, per le famiglie, per i professori, anche di altre classi.
Per tutto il personale, per quello che è in servizio ora, per quello che lo è stato, per quello che lo sarà. Per il Dirigente che c’è ora e per quelli che verranno.
Una lacerazione che non potrà mai essere veramente ricucita, anche se il tempo passerà e nuovi problemi o nuove distrazioni attraverseranno la nostra mente.
Non doveva accadere: qualcosa è mancato, anche da parte nostra, in termini di comprensione delle parole, degli sguardi, dei segni. Certo non siamo superuomini o maghi che tutto sanno, tutto capiscono o in grado di prevedere anche quello che si nasconde dietro l’angolo. Ma il gesto del nostro studente ci deve porre in maggiore allarme, ci deve spronare ad ancora maggiore cura dei nostri ragazzi, oltre che di tutti noi.
E deve anche spingere i ragazzi, i nostri studenti, a restare più uniti, a confidarsi con noi, a casa, fra di loro, per cercare di comprendersi, di sentirsi vicini, al di là delle immagini leggere che di loro stessi a volte vogliono dare.
Anche in questo caso è impensabile, impossibile, capire o prevedere tutto, ma possiamo provare a migliorare ed essere insieme più forti e raccogliere – senza più dimenticare il nostro studente – questo monito, da quello che non doveva accadere.”

Non servono altre parole!

(Tiziano Conti)