I miei buoni propositi di moderazione sono crollati alla lettura del vigoroso commento di Alessandro Orsini su il Fatto Quotidiano[1]: “L’Ucraina è utile agli Stati Uniti soprattutto per creare una spaccatura fra Europa e Russia e condurre l’Unione Europea sotto il giogo americano: un giogo politico, militare, energetico… il governo Draghi sta conducendo una politica di totale subordinazione alla Casa Bianca[2] … Il governo Draghi ha scelto la strada della guerra… Putin fa la guerra e Draghi la alimenta al seguito dell’Unione europea divenuta un prolungamento della Casa Bianca… Il governo Draghi sta mettendo l’Italia sulla strada della terza guerra mondiale o di un’azione nucleare”.

Se perde il posto qualcuno ha un posticino, magari all’estero, per il giovane Orsini? Non è forse altrettanto coraggioso degli ucraini?[3] Certamente qui ci vuole coraggio: nell’ orazione funebre per i morti in battaglia Tucidide fa dire a Pericle: “Per essere felici occorre la libertà, per avere libertà occorre coraggio”[4].
La nota congiunta dell’associazione degli industriali tedeschi e dei sindacati tedeschi contesta che un embargo totale del gas russo potrebbe provocare più danni all’Europa che non alla Russia, e molti altri analisti concordano[5]. “Un immediato embargo sul gas comporterà perdite di produzione, arresti della produzione, ulteriore deindustrializzazione e continue perdite di posti di lavoro”[6].

Il cancelliere tedesco parla invece di una strategia di riduzione graduale. Il discorso per l’Italia è analogo, si attende qualcuno che abbia il coraggio di farlo. Come Unione Europea, si dice, dobbiamo fare di più per fermare questa guerra e queste atrocità.
Questo mi costringe ad affrontare il discorso sulla guerra e sulle atrocità, cosciente del fatto che da una parte e dall’altra veniamo manipolati con notizie false e fabbricate.
Giornalisti e video-makers sono rigorosamente o con gli ucraini o con i russi, è semplicemente impossibile passare da una parte all’altra. I nostri media hanno declamato la ferocia delle distruzioni e degli eccidi. Per i nostri media la regia è ucraina, ma degli eventi si hanno spesso due versioni[7].

La foto di eccidio nel Donbass, perpetrato dagli ucraini, è comparsa in prima pagina nel mio giornale italiano favorito, attribuita ai russi. Fonti russe hanno descritto l’eccidio di Buča[8] come l’operazione della polizia ucraina contro ucraini filorussi, giorni dopo che i russi avevano lasciato la città.

Il razzo che a Kramatorsk ha ucciso 80 persone alla stazione ferroviaria viene dalle fonti russe attribuito ad un errore ucraino (la traiettoria era verso il Donbass, il missile sarebbe caduto troppo presto) sia per la provenienza sia per il fatto che tale razzo viene usato solo dagli ucraini.
Bisognerà attendere gli esperti e i referti dei medici, anche perché generalmente entrambi usano gli stessi tipi di armi, eredità sovietica[9].

Quanto ai civili insieme ai militari e al battaglione Azov asserragliati nell’Azovstal di Mariupol la convenzione di Ginevra proibisce di usare i civili come scudi[10] e l’esortazione a non arrendersi, vista la posizione disperata, mi pare inumana. Nessuno nega l’eroismo degli ucraini.

Nella non lontana Volgograd (un tempo Stalingrado) il generale tedesco Von Paulus, esortato al suicidio da Hitler e circondato dall’armata rossa, si arrese con i suoi uomini. Alcuni possono ritenerlo traditore, io penso sia stato un gesto di umanità.

Vi sono video di russi che maltrattano prigionieri ucraini e video di ucraini che uccidono prigionieri russi[11]. Questo è quello che spesso accade in guerra, questa guerra che nessuno sembra intenzionato a fermare. Si calcola che il rapporto fra civili e militari uccisi sia di 1 a 1 nei conflitti armati dalla seconda guerra mondiale in poi[12].
Se il pubblico soffre di ‘compassion fatigue’ (=assuefazione) i media potrebbero risvegliarne l’attenzione con foto di tanti altri conflitti, dimenticati ma in corso: la donna handicappata che soldati israeliani hanno colpito alla gamba in Gaza e lasciato dissanguare e morire in strada, le migliaia di bambini morti in Yemen, donne e bambini massacrati con il machete nella Repubblica Centro Africana… Si potrebbe parlare anche dell’aggressione turca in corso sul Kurdistan irakeno con artiglierie e bombardamenti aerei.

Io vedo che l’invasore è la Russia ma l’Ucraina, spalleggiata e armata dalla Nato, stava per riprendere, con l’esercito, il Donbass separatista (su ciò si fonda il ricorso all’articolo 51 della carta dell’Onu con cui Putin ha giustificato la guerra), a conclusione di una sanguinosa guerra civile ucraina che dura dal 2014.
L’Unione Europea (garante dei defunti accordi di Minsk del 2015-16) a questo proposito ha peccato di cecità e omissioni. La Nato e gli Stati Uniti hanno pesanti responsabilità sia per il passato che per il presente, che anche fonti Usa come il noto politologo John Mearsheimer hanno sottolineato. In apparenza sono gli Stati Uniti che trarranno dalla crisi ucraina benefici economici e politici, in realtà potrebbero essere travolti da un terremoto geostrategico che si affannano a contenere.

L’uso delle sanzioni economiche per influenzare i governi è generalmente fallito[13], come spiega Roberto Da Rin su il Sole 24 ore, il caso clamoroso è Cuba, non piegata da 60 anni di sanzioni, di certo le popolazioni subiscono privazioni e crisi economiche[14].
Culturalmente il popolo russo è avvezzo a entrambe.
Le ripercussioni delle numerose e pesanti sanzioni alla Russia da parte dei paesi anglofoni, Giappone e Comunità Europea[15] non hanno prodotto un crollo immediato ma il loro effetto cumulativo si paleserà nel tempo: ‘Le sanzioni logorano l’economia russa’ afferma Michele Pignatelli ‘e l’UE si prepara a colpire il petrolio’[16].

Nessuno parla di quel che accadrà dopo il 5 maggio: la Russia ha minacciato di fermare le forniture di gas e petrolio (ai paesi ‘ostili’) se non saranno pagate in rubli. In realtà si continuerebbe a pagare in euro che la banca russa poi trasformerebbe in rubli.
Oggi gli introiti in valuta pregiata sono in Russia trasformati in rubli per l’80%, nello sforzo, sino ad ora riuscito, di sostenere le quotazioni del rublo[17]).

Forse non sarà necessario un embargo del gas russo: Putin il 6 maggio chiuderà i rubinetti[18]. Oltre a proporre foto sconvolgenti e lodare la nostra libertà, democrazia e diritti civili i media potrebbero impegnarsi a preparare la popolazione a quel che sta per caderle addosso: inflazione che potrebbe superare il 6% (in GB e Usa si avvicina al 10%) e stagnazione economica, oltre ad aumenti astronomici delle bollette.

Si agitano invece spauracchi assurdi, come un progetto russo di riprendersi l’Europa dell’est (non saprebbe che farsene) o un conflitto nucleare, al quale fummo molto più vicini durante la crisi dei missili di Cuba del 1962. Penso che i russi seguiranno il modello Crimea, annettendo alla Russia i territori acquisiti militarmente, sulla base di referendum.
Ci sono precedenti importanti e, in Europa, recenti, per una separazione di parte di un paese sovrano in base a referendum: la Cecoslovacchia divisa in due e la Slovenia separatasi dalla Iugoslavia nel 1991, seguita dalla Croazia e dalla Bosnia-Erzegovina.
Il conflitto fra Serbia e Kossovo (con l’intervento Nato) alla fine del secolo scorso ricorda le dinamiche del conflitto ucraino. Il discorso dell’intangibilità di frontiere che (anche in Africa e Medio Oriente) sono “righe nella sabbia” spesso vergate in seguito a guerre o a conquiste coloniali è assai controverso, in particolare nella Mitteleuropa.

Si continua a dire che l’esercito ucraino può difendersi, anche vincere, ma la disparità di forze è tale (i russi non hanno ancora usato la loro superiorità aerea e gli elicotteri da combattimento) che sarebbe meglio invitare entrambi a negoziare.
L’Ucraina continua ad avere elettricità, acqua, trasporti e treni, strade agibili e mezzi di comunicazione elettronici, ma fino a quando? I russi possono rifornirsi molto più agevolmente, anche di materiale bellico.
Il rischio di un accerchiamento nel Donbass delle truppe più valide dell’esercito ucraino, a sud-est, è reale, la caduta di Mariupol ai separatisti è questione di giorni.

Nella vita raramente arriva il settimo cavalleggeri per salvare i nostri eroi. Non sarebbe ora che i media cominciassero a prepararci a quel che aspetta l’Ucraina e l’Europa, al fatto che (come disse Macron) un assetto securitario in Europa non potrà prescindere dalla Russia?
Ricorderete che Pierino (nella fiaba) gridò aiuto per due volte, facendo uno scherzo. Quando la terza volta il lupo arrivò davvero e Pierino chiamò aiuto nessuno si scomodò. Se la popolazione perde fiducia nell’attendibilità di coloro ai quali si rivolge per essere informata e guidata le conseguenze saranno pericolose e sarà arduo riconquistare tale fiducia; per vedere come questo stia accadendo in Italia basta osservare i risultati dei sondaggi d’opinione.

(Cecilia Clementel)

[1]  Alessandro Orsini,’ Quale strategia? Il governo Draghi ha fallito: parla di pace, fomenta la guerra’. Il Fatto Quotidiano, 19 Aprile 2022, p.11.

[2] Ibid. “per di più Draghi, Gentiloni ed Enrico Letta ambiscono a prendere il posto di Stoltenberg come Segretario Generale della Nato”. Sarebbe invero il turno dell’Italia nella rotazione, per me uno che vuole tale posto non è sano di mente.

[3] Un’amica che vive a Milano ha visto cartelloni pubblicitari con “Siate coraggiosi come gli ucraini” pagati da una società pubblicitaria di Kiev.

[4] Tucidide, La guerra del Peloponneso libro II, 43.

[5] Vedi mio contributo in leggilanotizia.it (Ucraina) 16 Aprile 2022 ‘La guerra delle sanzioni: petrolio e gas, dollari e rubli’.

[6] Marco Enzo Venturini ‘Russia, embargo resta un problema per l’Europa. Germania parla chiaro sul gas. Newsby.it, 18 Aprile 2022.

[7]  Mi è stato utile consultare, sulla guerra ucraina, due blog americani: naked capitalism e dance with the bears. Vedi anche Scott Ritter su u tube (si è fatto bannare da twitter).

[8] Presentato, come la bomba sulla stazione, come crimine di guerra russo dai nostri media.

[9] Vedi anche www.rainews.it/video/2022/04/ucraina-polemica-picierno-donato-inaccettabili-parole-su-buca-parlamento-non-equidistante-1023c438-e27

[10]  Si tratta di un crimine di guerra.  Posizionare militari o armi all’interno di un obiettivo civile (scuola, ospedale…) lo rende un obiettivo militare, ad esempio in Gaza furono colpiti numerosi obiettivi civili perché gli israeliani ritenevano vi fossero depositi o fabbriche di armi negli scantinati.

[11]  Sono certa che i crimini di guerra non saranno tutti da una parte e spero che possano essere sanzionati da corte internazionale.

[12] Damien Lefauconner, In Iraq e Siria i civili sono le prime vittime dei bombardamenti’. Le Monde Diplomatique-Il Manifesto, Marzo 2022 pp.8-9.

[13] Hélène Richard & Anne-Cécile Robert, ‘Il conflitto ucraino tra sanzioni e guerra’, Le Monde Diplomatique-Il Manifesto,Marzo 2022, pp.20-21.

[14] Roberto Da Rin.’Gli embarghi falliti. Cuba, Venezuela e Iran: tutti i flop dal 1962 ad oggi’. Il Sole 24 ore, 21 Aprile 2022, p.7.

[15]  Ma non Cina, India, Pakistan, Sud Africa, Messico e Brasile, oltre ai prevedibili Cuba, Iran, Venezuela e Corea del Nord.

[16] Michele Pignatelli, ‘Le sanzioni logorano l’economia russa, e la UE si prepara a colpire il petrolio’ Il Sole 24 ore, 21 Aprile 2022, p. 6.

[17]  Acquisti di oro da parte della banca centrale russa fanno pensare che la Russia tenterà un aggancio del rublo all’oro (di cui è produttrice).

[18] Non credo che la Russia si spingerà a tanto, ma Putin lo ha affermato.