Imola. “Bella Ciao” cantata due volte, una in piazza Gramsci e una al monumento al Partigiano, da oltre 300 persone accorse in centro storico per celebrare il 25 aprile. In piazza tanti fazzoletti tricolori e rossi, gli alpini, le bandiere delle brigate partigiane, della pace, della Cgil con la segretaria Mirella Collina e uno striscione del Movimento 5 stelle sul quale era scritto “No guerra, no armi”.

Dopo una gradita esibizione di danza di tre studentesse che con nastri hanno ricordato il tricolore, sul palco sono saliti il sindaco Marco Panieri, il presidente dell’Anpi Gabrio Salieri e l’on. Serse Soverini. Come spesso accade a Imola, si è cercato di smussare le differenze che pur esistono sulla guerra in Ucraina, ma qualcuna si è notata.

Salieri si è detto “contento di tornare in una piazza piena di gente dopo due anni di pandemia che comunque esiste ancora ed è necessario non abbassare la guardia mantenendo le precauzioni raccomandate. Oggi festeggiamo la Liberazione dal nazismo, dalle squadracce fasciste con l’olio di ricino e il ritorno alla dignità, alla democrazia e subito dopo a una Costituzione antifascista che diede il diritto di voto alle donne, diritti che oggi dobbiamo ancora ampliare. Voglio ricordare che anche a Imola c’è qualcuno (Fratelli d’Italia, ndr) che voleva togliere dallo statuto comunale la parola ‘antifascismo’. Bisogna che nelle scuole si studi maggiormente la storia del ‘900″.

Ed ecco il passaggio più importante del presidente dell’Anpi: “Come diceva Gianni Rodari, la guerra è qualcosa da non fare mai. Chi la fa non rispetta la Costituzione, peccato che il dittatore della Russia Putin abbia ordinato di invadere l’Ucraina, siamo vicini a quel popolo, pensiamo che sia necessario perseguire la pace, come dice Papa Francesco, facendo pressioni sulla Russia affinché si giunga a un cessate il fuoco. L’Italia e l’Unione europea devono lavorare per tale obiettivo”.

Il sindaco Panieri ha dedicato “questo 25 aprile a Bruno Solaroli e Vittoriano Zaccherini, ringrazio anche i presenti Vittorio Gardi e Gina Manaresi. il senso profonfo della Liberazione va fatto comprendere pienamente alle giovani generazioni come momento fondativo della nostra democrazia. In questo momento il nostro abbraccio va al popolo ucraino, il 24 aprile ci ricorda che si lottava contro un popolo aggredito, c’è una rivolta in armi contro gli oppressori, ma pensiamo pure ai 24 conflitti presenti oggi in tutto il mondo. La libertà non è mai acquisita per sempre, la dignità e la democrazia vanno difese ogni giorno, lo dico da una città Medaglia d’oro per la Resistenza”.

Infine, lungo corteo in viale Dante al monumento al Partigiano.

(Massimo Mongardi)