Imola. Anche il difensore civico, alza bandiera bianca. In merito alla richiesta di chiarimenti avanzata da Legambiente ImolaMedicina sui controlli del rumore all’autodromo Enzo e Dino Ferrari. “…Tenuto conto che il Difensore civico regionale non ha poteri impositivi, bensì soltanto di persuasione dispone la chiusura del procedimento, non sussistendo ulteriori margini di intervento…”.

Un fonometro all’interno del parco Acque Minerali

Ma cos’è successo? Legambiente lo scorso dicembre aveva inviato una nota al Difensore civico che recitava: “Quella adottata dal Comune è, secondo noi, una prassi scorretta perché ‘chi inquina’ non può scegliere dove controllare il proprio inquinamento. Ed è per questo che il dpr 304/2001 all’art 5 assegna al gestore il solo obbligo di ottemperare alla richiesta di installare la rete di monitoraggio nelle aree indicate dal Comune: ‘nelle aree indicate messe a disposizione dai medesimi comuni sentito l’organo tecnico di controllo ambientale competente’. Non è contemplata la possibilità che il gestore proponga dove controllare le proprie emissioni acustiche. Chi inquina non può scegliere dove essere controllato perché il profondo e sostanziale conflitto di interessi si insinuerebbe nel processo di controllo alterandone gli esiti; in sostanza il rispetto di normative e leggi in materia acustica poste a tutela dei cittadini, sarebbe sistematicamente condizionato in favore delle attività del gestore. Chi chiede il supporto tecnico a ‘chi inquina’, senza alcun dubbio, è cosciente di ricevere una risposta scontata: è ovvio, infatti, che ‘chi inquina’ risponderà che le postazioni da esso stesso scelte sono perfette, mentre quelle proposte dall’organo di controllo ambientale, unico ente di riferimento previsto all’art. 5 del DPR 304/2001 ed espressione di terzietà e indipendenza, sono scorrette; esito scontato perché ‘chi inquina’ difende i propri interessi e non certo la salute dei cittadini”.

L’assessore all’Ambiente e Mobilità sostenibile, Elisa Spada, in effetti ha risposto alla richiesta di chiarimenti avanzata dal Difensore civico, risposta che non accontentato Legambiente: “L’assessora ha risposto al Difensore civico con una narrazione storica, epica e mirabile dell’autodromo sostenibile, finanche invitarlo a far visita all’impianto, ma ha dimenticato di rispondere all’unica domanda da noi posta: perché a Imola l’Amministrazione affida a ‘chi inquina’ il compito di individuare dove essere controllato? Ma se l’autodromo è così green, sostenibile, attento all’ambiente e stellato Fia, perché chiedere al gestore dove controllare le emissioni che esso stesso produce?”.

“Abbiamo letto che le assessore Penazzi e Spada sono orgogliose di avere raggiunto le tre stelle Fia. Le assessore hanno informato i dirigenti Fia che le postazioni di monitoraggio sono individuate dallo stesso soggetto che produce le emissioni sonore oggetto di controllo? Che le postazioni individuate dal gestore escludono le famiglie più esposte al rumore? Che per il Comune di Imola, fra una famiglia che impazzisce di rumore e una che subisce un impatto acustico lieve, il valore acustico medio dice che per ciascuna famiglia i limiti sono rispettati?”, conclude il comunicato dell’associazione ambientalista.