Come abbiamo già scritto, Legacoop ha presentato nel corso di un importante incontro/convegno un progetto di massima per rendere la logistica un comparto attrattivo capace di superare tutti gli ostacoli che oggi lo fanno vedere principalmente un problema.

Abbiamo voluto continuare quel percorso e ci siamo rivolti a Luca Genitoni, direttore di Transcoop, un’importante azienda del settore che opera a Reggio Emilia

Ci sembra che valga la pena di raccontare quell’incontro partendo dalla fine: Legacoop pensa ad una logistica guidata da tre S (semplice, sicura, sostenibile) e noi abbiamo voluto ascoltare il punto divista di Genitoni su questi tre aggettivi. Ebbene, al termine dell’intervista abbiamo posto la domanda decisiva: pare di capire dalle sue considerazioni che questo progetto faccia parte dei libri dei sogni. Lui ci ha risposto in maniera semplice. “Penso che non sia facile raggiungere quell’obbiettivo, ma credo anche che Legacoop debba guardare verso gli orizzonti, anche quelli lontani.”

Adesso possiamo raccontare l’incontro dall’inizio.

Il nostro giornale si sta occupando del tema della logistica, ne abbiamo parlato con il presidente di Legacoop Produzione, lavoro & servizi, Gianmaria Balducci e ora intendiamo continuare con un operatore del settore.

Lei conosce la proposta fatta da Legacoop e la sua opinione sulla praticabilità della stessa è ovviamente importante. Partiamo dunque dalla prima s, sostenibilità, sia dal punto di vista economico che ambientale.
“Partiamo dal livello economico e penso a chi fa logistica in maniera seria. Viviamo una fase molto complicata perché il costo del carburante incide fortemente (senza parlare della difficoltà di trovare autisti e può sembrare strano perchè oggi sono chiamati a guidare dei camion pieni di tecnologia per la sicurezza e la comodità di chi guida) e ora veniamo ai costi dell’automezzo. Oggi investire nel camion vuol dire mettere sul piatto almeno 150.000 Euro (prezzo base, tutto sommato) ma aggiungo subito che se sivuole rimanere in linea con i regolamenti e le normative ambintali il mezzo va sostituito ogni 5/6 anni. Quindi la sostenibilità economica in questo momento non è facile soprattutto, come ricordavo, per i costi del gasolio.”

Ma ora che ogni numero relativo al costo è aleatorio come riuscite a tenere la barra dell’azienda?
“La nostra fortunatamente è una coop con le spalle larghe (grazie al lavoro di chi mi ha preceduto) e abbia importanti accordi che prevedono la clausola gasolio che ci permette di intervenire sul prezzo del nostro lavoro (ora il governo l’ha resa obbligatoria). Voglio aggiungere che abbiamo trovato interlocutori che non ci hanno chiuso la porta in faccia.”

Torniamo al tema dei camion: pensate anche quelli elettrici?
“Ci siamo informati ma un camion di quel tipo costa due volte e mezzo il modello tradizionale, l’autonomia non va oltre i 300 Km e non dimentichiamoci che al momento non ci sono infrastrutture adeguate per le ricariche (per non parlare dei costi visti i prezzi dell’elettricità).”

 

Un altro dei temi posti da Legacoop è la diversa articolazione delle consegne, soprattutto per quel che riguarda la GDO (grande distribuzione). Quale la vostra esperienza in materia?
“Oggi gli orari di distribuzione vanno dalle 8 al primo pomeriggio; noi abbiamo suggerito di effettuare le consegne di notte, costano meno e incontrano meno traffico. Ma ci è stato detto che non è possibile e risulta molto difficile coordinare i supermercati con i fornitori per favorire la circolazione dei mezzi a pieno carico. Anche in questo caso ci siamo trovati di fronte a muri di gomma.”

Prendiamo un altro argomento, quello degli interventi pubblici per sostenere un settore più green. Come giudicate quanto finora fatto?
“Ci lascia perplessi il fatto che le misure fin qui messe in atto non dicano chiaramente che i sostegni vanno dati a chi è in regola, va chiusa una fase di mance per tutti perché il quel modo il nostro comparto può offrire spazi anche a chi non se li merita affatto.”

Allora, abbiamo chiesto, un’altra logistica è impossibile?
“No, e la Lega ha fatto bene a costruire un diverso modello ma dobbiamo anche vedere quali sono gli ostacoli da superare.”

(m.z.)