E’ da tempo che medito di condividere il mio pensiero in relazione agli incidenti sul lavoro.

 Fausto Manzana, nuovo presidente Confindustria Trento (Foto di Alessio Coser)

Onestamente, speravo di farlo durante una “tregua”, ma questo pare proprio non sia possibile. E’ evidente che ogni incidente è una tragedia immane e che non ci sono giustificazioni in relazione a questi accadimenti. Ma il tema non è il silenzio della Giunta provinciale, come sostengono le Organizzazioni sindacali.

Il tema è cosa facciamo noi, tutti noi, Imprese e Organizzazioni sindacali per fare in modo che questi incidenti non accadano. Io credo che non sia nemmeno un tema legato ai controlli ed al rispetto delle regole. Non mi si racconti che ad ogni sopraluogo gli Ispettori trovano le Imprese fuori regola e le sanzionano.

Ho un’esperienza sufficiente per farmi dire che la gran parte delle problematicità rilevate in quelle occasioni hanno carattere burocratico – amministrativo e ben poca sostanza. Ma su questo nulla si può eccepire, ci sono delle regole amministrative e queste, come tutte le altre, devono essere rispettate. In relazione alla sostanza delle cose, fermo il fatto che il rispetto delle regole, oltre che un obbligo di legge è anche un obbligo morale ed i controlli vanno potenziati e ben focalizzati per essere incisivi e supportare Lavoratori ed Imprese in un percorso di miglioramento continuo in relazione ad una cultura della Vita e della Salute, dalle ispezioni non ci si può attendere nulla di eclatante se non per acclarate, palesi o reiterate violazioni.

Si perché, prima di ogni altra cosa, il tema della sicurezza sul lavoro, sulla strada, nello sport ed in ogni altra situazione è un tema di cultura di rispetto per la Vita e la Salute. Di strada ne è stata fatta ma tanta ne rimane da fare. E la sicurezza sul lavoro la si porta avanti nel remunerare in modo corretto il lavoro, e non mi riferisco solo agli stipendi: mi riferisco al come nel rapporto Cliente – Fornitore il Lavoro debba essere correttamente e congruamente remunerato. Soltanto in questo modo si potrà utilizzare ogni accorgimento utile per evitare e/o mitigare l’effetto nefasto di un incidente.

Nei giorni scorsi, ci si chiedeva cosa può fare l’Università di Trento per il proprio Territorio. Tra le tante cose si è risposto: formare i formatori. Ecco un ambito specifico dove ogni investimento, ogni accortezza, ogni attenzione sarà la benvenuta nella salvaguardia della Vita e della Salute. Non credo che serva convocare o attivare nuovi tavoli. Facciamolo, se si ritenesse necessario, ma voglio ribadirlo forte e chiaro: la prima responsabilità sta alle Imprese, parimenti con le Organizzazioni Sindacali, che si possono autoconvocare per discutere e ragionare su questo importante tema. Scaricare il problema ad altri non è di alcuna utilità. Se dall’elaborazione di proposte concrete risultasse utile o necessario un qualche intervento normativo o altro che riguarda la Politica lo si potrà richiedere e anche “pretendere” con l’autorevolezza che le Parti Sociali si riusciranno a dare.

(Fausto Manzana, presidente Confindustria Trento)

****

Leggendo l’articolo del Presidente Manzana esprimo interesse nel confronto delle idee e quindi nella ricerca di  soluzioni al problema degli infortuni sul lavoro per porre fine al  triste primato di 3 morti al giorno sul lavoro che il nostro paese rappresenta.

Abbiamo da tempo avanzate proposte concrete come organizzazioni sindacali al Governo e anche ai tavoli istituzionali locali.

Occorre una campagna capillare a partire dalle scuole sui temi della sicurezza in generale e nello svolgimento di qualsiasi attività lavorativa.

Non esiste il lavoro sicuro, esiste la conoscenza e la cultura di come si lavora in sicurezza.

Poi occorrono le ispezioni i controlli efficienti immediati quando cittadini e lavoratori segnalano dei potenziali rischi anche a partire dai tragitti stradali di accesso al lavoro visto il numero consistente di incidenti in itinere.

Dai palchi del Primo maggio abbiamo rilanciato la proposta di un meccanismo premiante tipo come la patente a punti per le imprese che investono sulla sicurezza e riducono o meglio azzerano i propri infortuni togliendo dal mercato chi invece non investe e non riduce gli infortuni.

Solo con scelte drastiche si educano anche chi fa impresa a rispettare le leggi e le norme di sicurezza soprattutto negli appalti e subappalti.

Poi occorrono sanzioni pesanti ed esemplari nei confronti di chi manomette le protezioni sui luoghi e sulle macchine sul lavoro.

Cerchiamo quindi di confrontare idee per trovare soluzioni attraverso tavoli di confronto comuni che però approdano a soluzioni concrete.

La strage sul lavoro va fermata!

(Maurizio Lunghi, segretario Cgil Bologna)