Spett. redazione,
con la presente comunicazione si intende rendere pubbliche le osservazioni a firma dei residenti del vicolo di via Punta chiusa trasmesse nei termini previsti dalla procedura della fase di adozione al Comune.

Riteniamo che la questione abbia rilevanza non solo per la tutela della sicurezza delle famiglie che abitano il vicolo, ma anche per l’intero quartiere Pedagna, pur essendo consapevoli che ci toccherà fa valere le nostre ragioni presso gli organi giuridici amministrativi competenti, stante il grado di ascolto fin qui dimostrato da questa amministrazione: siamo ancora in attesa infatti di essere convocati dal sindaco sulla base della lettera (vedi allegato) che ci è stata inviata in occasione della richiesta di un pubblico confronto con la politica locale che avevamo fatto per il 6 novembre 2021 nelle more della fase di adozione della precedente e superata variante n. 5, al quale, mentre i rappresentanti dell’opposizione erano presenti al completo nessun rappresentante dell’attuale maggioranza si è degnato di partecipare.

I termini della questione sono chiari ed evidenti. Dall’analisi del fatto illustrato in premessa dell’osservazione appare di palmare evidenza che l’attuale amministrazione, con l’adozione della variante n. 10, ha continuato a prestare totale acquiescenza alle richieste di una parte dei proprietari del terreno di cui trattasi che, come già fatto con il primo intervento di lottizzazione che ha visto coinvolto il vicolo risalente agli anni 90, hanno l’obbiettivo di una monetizzazione immediata dell’area.

In questa maniera si andrà ad incrementare il traffico veicolare in un vicolo di appena 6 m di larghezza aumentando in modo assurdo le già precarie condizioni di insicurezza che lo caratterizzano causa un trattamento urbanistico tipo sotto vuoto spinto a cui è stato sottoposto in passato attraverso ben quattro interventi di completamento consecutivi senza avere alla base nessun criterio improntato ad una corretta pianificazione urbanistica.

Con questa osservazione i residenti chiedono che l’amministrazione riconsideri la scelta effettuata con la variante n. 10 ed alla stregua di quanto già fatto per l’edificabilità di competenza di una parte dei proprietari dell’area, su loro stessa richiesta, provveda a trasferire la capacità edificatoria restante in altro ambito mediante la procedura della legge 24/2017, non ledendo l’interesse di nessuno.

Così facendo, per tutta l’area interessata dall’ambito n. 129, potrebbero essere riconfermate le previsioni urbanistiche del Prg del 1999 in cui la stessa era parte integrante dell’attigua area destinata ad attrezzature sportive denominata Calipari.

Questa scelta perseguirebbe il vero interesse della comunità imolese ed in particolare dei residenti del quartiere Pedagna, il più popoloso della città, che ha visto nell’ultimo ventennio una notevole crescita degli insediamenti residenziali e che sarà interessato a breve dall’edificazione di circa ulteriori 400 alloggi previsti nell’area di espansione così detta “Carlina 2” confinante con l’ambito n. 129.

Quando cresce il numero degli abitanti crescono anche le esigenze dei servizi fra cui la necessità di spazi sportivi destinati soprattutto ai giovani; non rientra forse negli scopi primari dell’urbanistica dare risposte a tali esigenze?

(Comitato via Punta Chiusa)