Sta facendo parlare la recente analisi sui danni che internet provoca ai giovani del giornalista Andrea Cangini contenuta nel libro “CocaWeb. Una generazione da salvare”.

L’autore, attualmente senatore di Forza Italia e segretario della settima Commissione permanente Istruzione Pubblica e Beni Culturali, pone l’accento sugli effetti deleteri del web, in particolare social media e videogame, sulla psiche dei giovani di oggi.

Il senatore paragona la dipendenza dal mondo virtuale che investe i giovani adolescenti di oggi alla cocaina, sostenendo che da questo derivino disagi psicologici e disturbi comportamentali che dovrebbero preoccupare e su cui c’è ancora troppo poca attenzione.

Il libro firmato dal senatore Cangini è stato scritto avvalendosi della consulenza e del contributo di psicologi, neurologi, psicoterapeuti, pedagogisti e sociologi. L’analisi che è venuta fuori dagli studi sul comportamento giovanile dimostra che l’abuso di social, chat e videogiochi stimola il cervello a rilasciare dopamina, per cui provocano dipendenza, al pari di droghe come la cocaina.

La conseguenza è che oggi i giovani, eccessivamente assuefatti a non sviluppare un pensiero critico, mostrano un quoziente intellettivo inferiore a quello delle generazioni precedenti.

Il senatore Cangini, durante una recente intervista allo speciale TG1, ha sostenuto la necessità di porre un freno a questo fenomeno, attivando politiche che stimolino gli adolescenti a rivolgere le loro attenzioni verso attività più concrete, come la scrittura, la lettura, lo sport, i viaggi e la socializzazione.

Stimolare gli adolescenti: quali alternative

Alla luce di questi studi, che rivelano una situazione preoccupante e, purtroppo, assolutamente veritiera, cosa possono fare i genitori di oggi? Restare a guardare o provare a motivare questi figli che sembrano sempre così svogliati, privi di stimoli e di energia?

Privarli dei loro smartphone sarebbe un grandissimo errore. Quello che si otterrebbe sarebbe solo una reazione negativa. Gli psicologi sanno bene che le punizioni non funzionano, anzi, il più delle volte possono portare conseguenze ancora peggiori.

Quello che dovremmo capire è che i ragazzi hanno necessità di essere guidati senza insistenza ma piuttosto dando il buon esempio.

Una giusta via è quella di stabilire un dialogo sincero e costante, interrogare i nostri figli su quelli che sono i loro desideri e lasciare che scoprano ciò che li appassiona. A una domanda diretta potremmo ricevere come prima risposta: “nulla”. Ma sappiamo che non è così.

I giovani adolescenti sono un vulcano pronto a esplodere, per natura sono portati a essere curiosi verso il mondo, per cui, se appaiono disinteressati è solo perché non hanno trovato ancora il modo di incanalare le loro energie, o forse temono di essere giudicati.

Il compito dei genitori e degli adulti in generale che seguono la crescita dei ragazzi è proprio quello di ascoltarli e guidarli verso scelte consapevoli.

Stimolare la creatività dei ragazzi

Stimolare la creatività è il primo passo per liberare i ragazzi dalla noia e dal vivere i giorni passivamente, spesso davanti allo schermo di un computer o di uno smartphone.

Essere creativi aiuta ad attivare i processi mentali e di sviluppare capacità cognitive. Di conseguenza, aiuta a stimolare l’intelligenza e la curiosità verso ciò che ci circonda.

Una persona curiosa è propensa a lanciarsi in nuove attività, a imparare cose nuove e a relazionarsi con gli altri con più sicurezza.

Il primo passo per destare l’interesse degli adolescenti può essere quello di invitarlo a partecipare ad attività ludiche e culturali presenti nella zona in cui vivete. Potrebbe essere all’interno di un’associazione di beneficenza, in un laboratorio di scrittura o arti manuali o seguendo eventi culturali dedicati ai ragazzi della stessa fascia di età.

La libertà è alla base della crescita

Se i ragazzi sono abituati fin da piccoli a essere proattivi e lanciarsi in questo tipo di attività extra scolastiche, di sicuro cresceranno sempre motivati a fare cose diverse, crescendo. I summer camp o i grest, ad esempio, sono situazioni in cui fin da bambini si è portati a stare insieme agli altri e a esplorare le prime esperienze al di fuori della famiglia.

Crescendo, i ragazzi saranno sicuramente entusiasti di partecipare a vacanze studio o vacanze lavoro, in Italia o all’estero, in cui mettere alla prova se stessi e fare esperienze di vita divertenti.

Il problema della società di oggi è anche che i genitori hanno un comportamento eccessivamente protettivo nei confronti dei propri figli. Probabilmente bloccati dalla paura che possa loro capitare qualcosa di brutto, si tende a tenere i ragazzi sotto la propria ala protettiva troppo a lungo e in modo troppo asfissiante.

È anche per questo motivo che, crescendo, gli adolescenti sviluppano forme di insicurezza che li spingono a chiudersi in sé stessi e a cercare la loro dimensione nel mondo online.

I ragazzi hanno invece bisogno di esplorare e aprirsi al mondo e l’unico modo in cui possono farlo è dando loro libertà e fiducia.